LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

sabato 5 ottobre 2013

I mòstri p' canalàdi

Doccione o gargolla della nostra Cattedrale
Doccione o gargolla del Duomo di Milano
Doccione o gargolla del Duomo di Ulma (Germania)
Tutti sappiamo che le acque piovane vengono raccolte dal tetto da una canaletta chiamata grondaia o doccia, mentre i tratto terminale della doccia, che serve a scaricare l'acqua lontano dalle pareti esterne degli edifici, si chiama doccione o gargolla. A Piazza uno dei pochi edifici antichi, per non dire l'unico, ad avere dei doccioni molto sporgenti che sembrano dei cannoni, mentre gli altri hanno soltanto mascheroni, è l'edificio della Cattedrale (foto in alto) iniziato a costruire nei primi anni del Seicento. Invece, in tutta Europa iniziano ad affacciarsi sulla sommità degli edifici gotici, a partire dal X secolo, dei doccioni chiamati in francese gargouilles e in inglese gargoyles. L'origine della comparsa è da ascrivere all'etimologia del loro nome, che trae spunto dal latino gurgulium, ovvero un termine onomatopeico che richiama il rumore dell'acqua e il gorgoglìo che questa fa rifluendo quando attraversa la struttura di scarico che porta l'acqua lontana dalle mura. La diffusione dell'utilizzo del marmo e della pietra calcarea nella costruzione dei doccioni fece sì che questi assumessero in breve forme fantasiose e potessero essere adattati artisticamente alla struttura dell'edificio civile o religioso. Le forme delle sculture, influenzate dalla suggestione della lettura delle Sacre Scritture e ancor più dai bestiari medievali, assumono via via forme sempre più complesse che, partendo da un iniziale abbozzo del busto dell'animale o della creatura fantastica, giungono alla realizzazione completa del mostro, spesso avvinghiato con le unghie al resto dell'edificio. La simbologia che sottende alla realizzazione delle gargolle è ricca di sfumature e di complicati richiami allegorici: l'eterno conflitto tra bene e male, positivamente come guadiano e protettore a difesa della città contro gli influssi maligni, o negativamente rappresentando dei demoni dai quali è possibile fuggire solo rintanandosi all'interno dell'edificio sacro (lo stesso vale per i mascheroni e mostri che troviamo sui nostri antichi portoni e mensole dei balconi). Nel corso del XIII secolo si assiste alla nascita di gargolle con sembianze umane, ma non poteva mancare una leggenda sulla loro origine. Secondo questa, un drago di nome Grand'Goule infestava i dintorni di Rouen (alta Normandia-Francia, da dove provenivano i nostri Normanni) esigendo tributi di sangue. Gli abitanti subirono le sue razzie finché un sacerdote di nome Romanus non venne in città promettendo loro di liberarli dal flagello in cambio della loro conversione. Ottenuto ciò e la promessa della costruzione di una chiesa, Romanus si scontrò col mostro riuscendo a bruciarlo su un rogo dal quale rimasero solo la testa e il collo, che furono esposti come trofeo sulle mura di Rouen. Quel drago sarebbe stata la prima gargolla col magnifico contrappasso di condannarlo in eterno a sputare acqua invece che fuoco. (Tratto da G. Fava, 101 Storie sul Medioevo, Newton Compton Ed.) Gaetano Masuzzo/cronarmerina

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