LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

sabato 26 ottobre 2013

Fundrò / Amare conclusioni


Conclusioni sul Casale di Fundrò

N. 65 Il posto occupato dall'Abbate di Fundrò nel Braccio Ecclesiastico del Parlamento Siciliano.
"   7,5 Km. di distanza in linea d'aria del Casale di Fundrò dal centro abitato di Piazza;
"  15   Km. di distanza in linea d'aria del Casale di Fundrò da Enna;
"  12   Km. di distanza su strade moderne e asfaltate del Casale di Fundrò da Piazza;
"   4,7 Km. di distanza tra la fontana Fratulla  e il Casale di Fundrò;
"   6    Secoli sono passati da quando venne costruito il monastero nel Casale di Fundrò;
"   4    Secoli sono passati da quando i monaci Benedettini Cassinesi si sono trasferiti a Piazza;
"   3    Sono i mulini esistenti a ca. 1 Km. a sud-ovest dall'abbazia*;
"   1    E' il fiume (Furma) che passa dall'abbazia e alimenta i tre mulini;
"   1  Anno e 5 mesi (17 maggio 2012) sono passati da quando la chiesa di S. Rocco è stata riconosciuta Monumento Testimone di Pace inserita nell'elenco del programma UNESCO - Patrimoines pour une Culture de la Paix - con una targa posta a sx della porta principale scritta in quattro lingue, compresa l'araba**.

Nonostante la consapevolezza odierna di ciò che ha rappresentato nei secoli questo sito, purtroppo non rimane che prendere atto del suo destino che sembra già segnato. Tra qualche anno anche quello che è rimasto in piedi crollerà definitivamente, cancellandone una volta per tutte le tracce che si ridurranno solo in un ammasso di pietre. Peccato, perché se fosse stato recuperato qualche decennio fa sarebbe potuto essere tramandato almeno per un altro millennio. La posizione in una zona poco frequentata non più di passaggio come una volta, ha fatto sì che questo Casale, di cui il rappresentante ecclesiastico occupava persino un posto prestigioso al Parlamento Siciliano, fosse completamente dimenticato e abbandonato. Al limite, ripeto, molto al limite, questo delitto, seppur a malincuore, si può anche accettare per un tesoro a tanti Km. dalla nostra Città, ma per  tutti gli altri a pochi passi dalle nostre abitazioni e quindi sotto i nostri occhi ogni giorno? L'ex Magistrale, la chiesa di Sant'Anna, quella di S. Lorenzo (Teatini), il Castello Aragonese, il Palazzo Velardita, solo per fare qualche esempio.
Nessuna giustificazione: decisamente 
INACCETTABILE!  

Gaetano Masuzzo/cronarmerina


 *Nella foto la data "1829" trovata sul mulino meridionale indicante, forse, la data dell'ultimo restauro.
**"Il motivo, che ha spinto a proporre la Chiesa di S. Rocco per il riconoscimento, è da ricercare nel lontano 1560, quando un grosso incendio rese inagibile l'edificio di contrada Fundrò. Allora i monaci trovarono rifugio nella nostra città e qui, fatto appello alla pietà e alla carità degli abitanti piazzesi, raccolsero le somme necessarie per la sua riscostruzione. A distanza di quattro secoli e mezzo vengono riconosciuti i valori di solidarietà e pietà cristiana dalla popolazione piazzese." (C. Parlascino, Il Casale di Fundrò, 2013)

2 commenti:

  1. claudio contrafatto27 ottobre 2013 21:09

    mi associo alla denuncia di Masuzzo

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  2. Come sai Gaetano, per farne parte anche tu, il nostro gruppo archeologico ha condotto una serie di studi e di visite a Fundrò concretizzatisi nella presentazione di 8 tavole alla manifestazione di Archeologia Ritrovata, che si tiene ogni anno nella prima settimana di Ottobre ed ha carattere nazionale. Conservare la memoria dei luoghi perduti o che vanno rovinandosi rientra tra gli scopi principali della nostra Associazione. In più, Grazie agli studi più approfonditi condotti, Concetto Parlascino ha pubblicato un lavoro su Fundrò, con tante notizie storiche ed immagini, edito sempre dal Gruppo Archeologico Litterio Villari. Ugo Adamo

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