LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

lunedì 31 dicembre 2012

Palermo a un euro

 

Dal sito www.amopalermo.com che visito spesso, vengo a sapere che, dal 26 dicembre al 6 gennaio, ben 17 musei di Palermo hanno aderito all'iniziativa di essere visitabili a 1 Euro. Per saperne di più vai su 

http://www.palermo2013.it/2012/12/10/tutti-al-museo/

Famiglia Altariva

D'argento a tre monti di verde battuti dal mare fluttuante d'argento e d'azzurro.

Di questa famiglia Altariva (anche Altaripa) sappiamo soltanto che nel 1647 don Pietro Altariva Urries y Aragona ottiene una nuova licenza di fondazione del comune di Riesi. Dopo pochi anni per volere della figlia del fondatore, Beatrice, il comune sarà chiamato Altariva sino al 1700. 

Auguri da un lettore


Un amico, che segue questo blog, mi ha appena inviato questa foto per augurarci un 2013 Particolarmente PROLIFICO, Grazie

Notizie sul cinema muto


 

Non tutti sanno che negli anni '30 anche a Piazza c'era il cinema muto. Si trovava al n. 44 della via Garibaldi, che prima dell'Unità d'Italia veniva chiamata "a stràta u Prìnc'p" (in seguito vedremo il perché). L'edificio, che prima del cinema era stata la chiesetta di S. Girolamo o Geronimo, era di proprietà del Sig. Giorgio, abitante in via Umberto. Il cinema, che si chiamava "Olimpia", era fornito anche di una piccola tribuna e i biglietti, che costavano 14 soldi (ca. 3/4 di Lira), venivano emessi e "strazzati" da don Ninì Pezzinga, che aveva un negozietto di merceria proprio lì di fronte, sul quale, al primo piano, abitava. Il pianoforte per le colonne sonore, lo suonava il Sig. Parlagreco, sposato con la Signora Patrì, che aveva una bottega di generi alimentari a Settecantoni. Qualche anno dopo, il cinema fu venduto al Sig. Ciccio Di Natale per trasformarlo in una segheria, per gestirla insieme al figlio Amedeo. Fu proprio in quel cinema che mio padre, Gino, vide per la prima volta una banana, allora frutto poco conosciuto e scambiato per una candela, in una scena del film "I ragazzi della via Paal" del 1929.   



Aguzzate la vista n. 6

 

Questa è difficile, lo ammetto, però con un po' di buona volontà...

Attenti ai Botti

Nel Comune di San Giorgio a Cremano (NA) è comparso sui muri questo manifesto che raccomanda a tutti, grandi e piccini, che i Botti di fine anno è meglio farli con una busta di carta gonfiata a fiato, perché è  meglio non farsi prendere la mano !

domenica 30 dicembre 2012

Piazza, Buon 2013


Con la foto del campanile della chiesa di S. Lorenzo (Teatini), che è quasi coetaneo della nostra Città, auguro, attraverso questo blog, al Campanile e a Piazza, per il loro MDCCCL (850°) anniversario, che nel 2013 vengano realizzati i seguenti 13 desideri:
1 - Che l'Ospedale "Chiello" non venga smantellato;
2 - Che la SP4 sia completata;
3 - Che il Campanile e la chiesa di S. Lorenzo (Teatini) siano recuperati e tutelati;
4 - Idem per l'ex Magistrale;
5 - Idem per la Chiesa di S. Anna;
6 - Idem per il Chiostro di S. Pietro;
7 - Idem per la Chiesa di S. Vincenzo Ferreri;
8 - Idem per il Convento di S. Maria di Gesù;
9 - Idem per il Cinema Ariston;
10 - Idem per il Castello Aragonese;
11 - Che ritorni il grande Volley al Palazzetto realizzato dieci anni fa dalla Provincia;
12 - Che sia realizzata una piscina comunale;
13 - Che sia realizzata una pista di atletica leggera.

 Desidero troppo?

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

   

Ricerca su Gerlando d'Alemanna

Beato Gerlando d'Alemanna

In fondo alla pagina, se cliccate sulla stessa immagine, potete leggere la mia ricerca su un anziano Cavaliere Ospedaliere del 1300, dipendente dalla Casa-Ospizio S. Giovanni Battista di Platie, già pubblicata sul blog di Flavio Mela "il Veltro": Gerlando d'Alemanna, Il Cavaliere che divenne Beato.

  

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

Cinema Ariston

Cinema Ariston anni '50

Ho ricevuto questa foto che ritrae il cinema Ariston appena inaugurato nel 1951. Il cinema, con un tetto in cemento armato, ha una capienza di 1200 posti. I film sono proiettati con una lampada alimentata a carbone tre/quattro volte al giorno, la domenica rimane aperto dalle 15 alle 24 e ci si porta il pane imbottito con la cotoletta del pranzo della domenica, per la merenda, perchè ha un gusto particolare. Per bevanda, se si è ricevuta un'adeguata paghetta, una gazzosa, se no si rimanda. Per le proiezioni più affollate i posti si lasciano, dopo un segno d'intesa durante l'intervallo, ai parenti o agli amici che attendono in piedi da decine di minuti, a volte da ore. Si lanciano i cappotti o si lasciano sulle poltrone in legno ribaltabili, per allontanarsi qualche minuto, per poi non ritrovarli più e iniziare qualche scazzottata. E' permesso fumare e anche chi non fuma deve fumare. Qualche cicca vola "involontariamente" dalla tribuna giù in sala con relative imprecazioni alla "chiazzisa" molto colorite. All'uscita però, dopo la sosta obbligatoria per "raffreddarsi" e passare dai 40 ai 10 gradi, ci si sente felici e contenti di essere stati nel nostro "Cinema Ariston Paradiso". Gaetano Masuzzo/cronarmerina

sabato 29 dicembre 2012

Famiglia Alessio (de)

D'oro a tre rose d'argento mal ordinate
Ho riscontrato tre nominativi appartenenti a questa nobile famiglia piazzese Alessio (anche de Alessio): nel 1470 ca. la Città vende il feudo Castani a Francesco de Alessio; sempre quest'ultimo, nel 1479, acquista il feudo di Bugidrano; nel 1655 Giuseppe Bonaventura d'Alessio vende dei rendali a un frate guardiano francescano; nel 1903 Ferdinando D'Alessio risulta tra i consiglieri sotto l'amministrazione comunale del sindaco Francesco Gullè.

Donati al Comune i quaderni di Scibona


Giovedì 27 dicembre c'è stata, presso la sala delle Luci del Municipio, la cerimonia di consegna dei quaderni originali manoscritti delle poesie contenute in "I mì f'ssarì", opera del poeta dialettale piazzese Carmelo Scibona.
I manoscritti originali sono stati consegnati nelle mani del Sindaco dalla prof.ssa Salvina Ciffo Arena, che gelosamente li conservava perché di proprietà del suocero avv. Antonino Arena.
Per saperne di più vi rimando all'articolo di Marta Furnari nel sito del Nobile Quartiere Monte: http://www.quartieremonte.com/2012/12/donati-al-comune-i-quaderni-del-poeta.html

Colgo l'occasione per scrivere i due versi della poesia, tra le tante, che il poeta Scibona dedicava a mio nonno, Gaetano Marino Albanese, poeta dialettale e falegname come lui, conosciuto anche come "Ciucciuledda":

"L eredi d' Rruccedda"

Tre simu l eredi d' Rruccedda
Iè, V'ttòriu Cagni e Ciucciuledda.


Gaetano Masuzzo/cronarmerina

 



Natale, mattino successivo

 

Tranquillo, ho ancora il cenone sullo stomaco!

La miniera Floristella



La miniera Floristella, che comprendeva anche le zolfare di Grottacalda e Gallizzi, fu considerata una delle miniere più importanti del Distretto Minerario di Caltanissetta, e quindi della Sicilia, sia come produzione sia come purezza dello zolfo estratto, considerato della qualità migliore disponibile sul mercato. Nella miniera lo zolfo venne scoperto nella seconda metà del '700 e il feudo di Floristella, appartenuto all'Ordine dei Gesuiti sino alla loro espulsione nel 1767, fu acquistato dal Maestro Notaio della Corte Giuratoria di Acireale, Salvatore Pennisi, nel 1782. I baroni Pennisi, che ottennero la licenza di sfruttamento della miniera nel 1825, la diedero in gabella a diversi imprenditori sino al passaggio degli impianti all'Ente Minerario Siciliano nel 1963. La chiusura definitiva, in seguito alla crisi dello zolfo, avvenne nel 1986.
L'organizzazione della miniera Floristella era quella tipica: proprietario, gabellotto, direttore tecnico, capimastri, picconieri, vagonari, spesalatori, acquaioli, calcaronai, arditori e carusi alle dipendenze dei picconieri.
I carusi erano quelli che trasportavano il materiale estratto dall'interno all'esterno della miniera, aiutandosi con sacchi o piccole sporte di giunco, dette stirratura, che ponevano sulle spalle. Per alleviare il peso di ogni carico, variante da 20 ai 35 Kg., le stirratura (st'rraor nel nostro idioma), attraverso delle cordicelle venivano attaccate alla fronte dov'era collocato una specie di cuscino detto chiumazzata (ciumàzz da noi).
Il lavoro iniziava spesso all'età di 9 anni, il contratto era a cottimo e la retribuzione così bassa che lo rendeva molto conveniente a discapito della meccanizzazione. 
Nel gennaio del 1892 risultavano operativi nella miniera di Floristella 14 fanciulli dai 10 ai 12 anni e 40 dai 12 ai 15; raramente venivano impiegate donne come carusi e comunque nel 1907 ne fu vietato completamente l'utilizzo. 
A proposito della sporta di giunco, sino a qualche decennio fa non era difficile sentir dire dai genitori ai figli poco diligenti e studiosi: "S' nan stùdi t spetta u st'rratur!" (non so se mi spiego!).

venerdì 28 dicembre 2012

Civiltà mineraria


I Sigg. Mario La Mattina e Francesco Lo Monaco

Vetrina con minerali esposti

Una delle tante foto che mostrano i minatori al lavoro
La "Mostra permanente della Civiltà Mineraria" sita in via Garibaldi 27/29, merita sicuramente una visita sia per i ca. 500 pezzi di minerali provenienti dalle miniere di tutta la Sicilia, e alcuni dall'estero, sia per la disponibilità, la puntualità e la passione che profondono i due responsabili-custodi della Mostra. Si tratta del presidente della più che centenaria "Lega Zolfatai" di Piazza Armerina, Sig. Mario La Mattina, e del vicepresidente, Sig. Francesco Lo Monaco. Questi ex minatori, dall'agosto 2008, giorno dell'inaugurazione, aprono la sede della Lega, che ospita la Mostra, tutti i giorni dell'anno (ore 10-13 e 16-20) per consentire la visita a tutti coloro che vogliono scoprire i preziosi minerali e rendersi conto che non era "una gita", "una vacanza studio" o "uno stage", il lavoro nelle miniere di tanti nostri parenti, conoscenti o concittadini nel secolo scorso (la miniera Floristella ha chiuso l'attività estrattiva nel 1986). Questi sì che non erano "choosy".

Famiglia Aidone (de)

Di rosso alla fascia d'argento sormontata da due stelle di sei raggi d'oro ed accompagnata in punta da uno scaglione d'argento.
Lo stemma nella foto appartiene alla famiglia piazzese Aidone (anche de Aidone o d'Aidone) e il primo a essere registrato è P. de Aydona in un documento che riporta i 101 nominativi di militi/nobili presenti sul nostro territorio nel gennaio del 1283, quando re Pietro d'Aragona li mobilita contro gli Angioini al tempo del Vespro. Nel 1408 la famiglia appare nel Ruolo dei Feudatari di Placie. In tale documento, si trovano le seguenti famiglie risiedenti da secoli nella città: de Moac, de Caldarera, de Aidone, Barresi, Naselli, Villardita, Capizzana; da pochi decenni la famiglia Ventimiglia; portate da eventi bellici di questo periodo le famiglie Colomba, Landolina, Pugliu o Pugliese. Il primo della famiglia a essere riportato nel mio libro Cronologia... è Enrico de Aidone barone di Montagna di Marzo nel 1300 ca. Due secoli dopo, la sua discendente, Elisabetta de Aidone vedova de Gaffori, sposa nel 1516 Matteo Trigona, figlio di Nicola Trigona capostipite dei Trigona di Piazza. 1464 Bernardo de Aidone è notaio, 1553 Timeo d'Aidone è Maestro in Teologia e Priore del Convento dei Carmelitani, (il blasone nel Chiostro è suo), 1563 Vincenzo de Aidone è Padre Carmelitano ad Agrigento. 
Gaetano Masuzzo/cronarmerina  

Via Crea

Foto dedicata a Silvio (commento del 26 u.s.), salutissimi da Piazza

Piano Duilio

1925 - Inaugurazione del monumento ai Caduti guerra 15/18

Monumento ai Caduti in Piazza Duilio
Il 21 giugno del 1925 fu inaugurato, alla presenza di Sua Altezza Reale Filiberto Ludovico di Savoia, il monumento ai militari Caduti durante il Conflitto Mondiale del 1915-1918. L'inaugurazione del monumento, dello scultore palermitano Andrea Manzella, avvenne nel piano sottostante la chiesa di S. Stefano, che da allora prese il nome di Duilio. Questo nome proviene dal nome latino Duilius, forse derivante da Duellum, forma arcaica di Bellum = Guerra. Alla base sono scolpiti 422 nomi di ufficiali e soldati semplici piazzesi, di cui 270 della I Guerra Mondiale. Tra i pochi fortunati che tornarono vivi ci fu mio nonno 'Ngiulinu u Bersaglier, classe 1893. Gaetano Masuzzo/cronarmerina

giovedì 27 dicembre 2012

Aguzzate la vista n. 5

Dove si trova scolpita questa iscrizione?


Acquisizione fondamentale


A questo blog non poteva sfuggire la notizia che il 19 dicembre u.s. il Comune di Piazza Armerina ha acquisito 4 volumi dalla prof.ssa Maria Pia Roccella. Si tratta di 3 dei sette volumi manoscritti della fondamentale "Storia di Piazza" che lo storico avv. Alceste Roccella, zio della professoressa, aveva redatto intorno al 1890. Nel quarto libro a stampa, del 1742, suor Merchiora Trigona ci parla della vita della Serva di Dio suor Caterina Sanfilippo, fondatrice in Piazza del monastero di S. Anna. Il Sindaco ha assicurato che "i libri, diventati patrimonio della Biblioteca Comunale, all'inizio dell'anno prossimo, verranno trascritti per essere pubblicati e resi disponibili non solo agli studiosi ma a chiunque". Per chi volesse maggiori dettagli rimando al comunicato nel sito del Comune http://www.comune.piazzaarmerina.en.it/AREA_VERDE_DETAIL.aspx?RUBRICA_ID=16&COMUNICATO_ID=2640

Le ultime parole famose

Meno male, stasera al cenone saremo solo quattro gatti !

mercoledì 26 dicembre 2012

Concerto a Fundrò

Foto del concerto di Natale che si è svolto, a cura di Fabio Di Stefano, questa sera presso la chiesa di Fundrò (S. Rocco).

Concerti di Natale prossimi giorni


Mi è sembrato utile fare conoscere questo programma.

Soluz. Aguzzate la vista n. 4



Il particolare si riferisce al quadro che rappresenta l'attentato a San Carlo Borromeo, ospitato nella nostra Cattedrale. Infatti, mentre in basso a dx è indicato il nome del pittore, Candrili, e l'anno di esecuzione, 1787, sempre in basso, ma a sx, si osserva uno stemma dentro il disegno di una cornice. Lo stemma, probabilmente della famiglia piazzese che lo aveva commissionato, ne contiene in realtà due: quello della famiglia Calascibetta a sx, quello della famiglia Trigona a dx. San Carlo Borromeo (1538-1584) subì un attentato alla sua vita quando uno dei quattro membri dell'ordine degli Umiliati, del quale si accingeva alla riforma, gli sparò un colpo di archibugio nella schiena mentre era inginocchiato a pregare nella cappella dell'arcivescovado. Il colpo lo ferì solo leggermente e in ciò si vide un evento miracoloso.

Presepe a S. Pietro


Quest'anno la Parrocchia di S. Pietro ha allestito il Presepe nella I cappella a sx della chiesa. La cappella è quella dedicata al Sacro Cuore e fu la prima a essere costruita nella prima metà del 1500. E' chiamata anche di Marco Trigona e della moglie Laura de Assoro, perché vi furono seppelliti in un primo momento prima di essere trasferiti in Cattedrale. Invece, a costruirla fu il padre di Laura, Giovanni Francesco de Assoro, medico e matematico, rappresentato alla base del sarcofago (a dx) oltre alla moglie (a sx). 

martedì 25 dicembre 2012

Smarav'gghiosa !

Il poeta piazzese Pino Testa durante il programma "Borghi d'Italia", andato in onda sulla rete TV2000 sabato e domenica scorsi, ha declamato la sua poesia Smarav'gghiosa! dedicata alla nostra Città, ecco il testo con la traduzione:

         
             Smarav'gghiosa!                                                 Meravigliosa

Smarav'gghiosa ssi pu to CASAU,                   Meravigliosa sei per il tuo CASALE,
nu menz' i vigni, i mènnuli e i n'zzòli.                 in mezzo alle vigne, i mandorli e noccioletti.
Smarav'gghiosa pu sciùm' e pu canàu              Meravigliosa per il fiume e per il canale
e pu capidduven'ri e pi violi.                             e per l'erba della sorgente e per le viole.

Pa to vanèdda strètta e pi palazzi,                    Per la tua stradina stretta e per i palazzi,
pu curt'cchiétt', l'àrch' e u casalìngh'                 per il cortiletto, l'arco e il casalino
unna pòi ddèzz' i last'mi e i cugghiàzzi              dove puoi leggere i lamenti e i guai
du témp' quaànn' ggh'era u Saracìngh'.            del tempo quando c'era il Saraceno.

Smarav'gghiosa p' dda nasca all'aria,               Meravigliosa per il naso all'insù,
pi t'rr'nanni APOSTULI D'AMOR'.                     per gli avi APOSTOLI D'AMORE.
P' tutt' co ch' circula n' l'ària:                            Per tutto quello che circola nell'aria:
smarav'gghiosa 'nfina nu d'lor.                         meravigliosa sino nel dolore.

Il serpentello di via Cavour

Tranquilli: risolto il caso

Con i potenti mezzi a disposizione abbiamo risolto il caso "Il serpentello di via Cavour". Dopo aver chiesto lumi a un esperto erpetologo, questi ci ha rassicurati perché trattasi di un innocuo rettile che dalle sue parti chiamano "carbonazzo". Per i più curiosi ecco la scheda completa: "Il serpente nelle foto del blog è il biacco classificato come Coluber viridiflavus. Frequente nelle campagne e nei giardini, sia in terreni rocciosi, secchi e soleggiati, sia in luoghi più umidi come praterie e le rive dei fiumi. E' detto anche milordo o colubro verde e giallo. E' una specie diurna. Si difende in modo primario con una velocissima fuga, spesso verso un rifugio sicuro; quando viene bloccato dispensa rapidi morsi non particolarmente potenti. Se disturbato dall'uomo, preferisce la fuga. Se afferrato, non esita ad affrontare l'aggressore e a difendersi vigorosamente con ripetuti morsi, tuttavia poco pericolosi, in quanto sprovvisto di veleno e di denti atti a iniettarlo."

Happy (digital) Nativity!

Per vedere come sarebbe la Natività con i media di oggi, un amico mi ha consigliato questo collegamento: http://youtu.be/Qqi1IO_J2mU 

lunedì 24 dicembre 2012

Incontri natalizi particolari




Oggi, intorno alle 11:30, due passanti, avendo avvistato il serpentello delle foto nella salita di via Cavour, hanno assistito, dopo circa mezzora, al recupero del piccolo rettile effettuato dalle Guardie Forestali, prontamente da loro allertate. Buon Natale ai due diligenti passanti, alle Guardie Forestali e, perché no, anche al serpentello.

Auguri di Buon Natale

 Madonna col Bambino in trono, particolare

 

Questo neonato blog augura Buon Natale a tutti i Piazzesi nel mondo

Auguri originali

Tramonto preludio al Natale
Dall'amico Giovanni ho appena ricevuto questo magnifico biglietto di auguri di Buon Natale. Grazie

domenica 23 dicembre 2012

Aguzzate la vista n. 4

A che si riferisce questo particolare?

Artista piazzese



Questa mattina vado per ammirare il meraviglioso quadro "L'Adorazione dei pastori" dell'artista olandese Matthias Stom del 1642 ca. e, all'ingresso del Palazzo Trigona, trovo anche le originali sculture dell'artista piazzese Vincenzo Germanà.

sabato 22 dicembre 2012

Li Pompi pi l'aria

La novena alla Forestale

I promotori della novena alla Forestale

La Sacra Famiglia a cui è dedicata la novena
"Può essere considerata l'inno nazionale del nostro Natale. E' un brano della musica che chiude tutte le novene che si fanno sino alla sera della Vigilia di Natale, per le strade davanti agli altari della Sacra Famiglia, dove suona la banda e poi si accendono i fasci di legna. Questa antica tradizione parte da queste parole":
Li pompi pi l'aria,
la bella 'ngunia,
evviva Maria
e Chi La creò...

                                              (trad.) Rimbombi per l'aria,
la bella armonia,
evviva Maria
e Chi La creò...

(dal "Calendàri a ciaccesa", mese di D'sgémbr 2009, di Lucia Todaro)

I promotori della novena alla Forestale mi hanno anticipato che per la serata conclusiva del 24 lunedì alle 18:30 "Li pompi pi l'aria" saranno particolarmente... pi l'aria.

Gaetano Masuzzo/cronarmerina