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domenica 30 dicembre 2012

Cinema Ariston

Cinema Ariston anni '50

Ho ricevuto questa foto che ritrae il cinema Ariston appena inaugurato nel 1951. Il cinema, con un tetto in cemento armato, ha una capienza di 1200 posti. I film sono proiettati con una lampada alimentata a carbone tre/quattro volte al giorno, la domenica rimane aperto dalle 15 alle 24 e ci si porta il pane imbottito con la cotoletta del pranzo della domenica, per la merenda, perchè ha un gusto particolare. Per bevanda, se si è ricevuta un'adeguata paghetta, una gazzosa, se no si rimanda. Per le proiezioni più affollate i posti si lasciano, dopo un segno d'intesa durante l'intervallo, ai parenti o agli amici che attendono in piedi da decine di minuti, a volte da ore. Si lanciano i cappotti o si lasciano sulle poltrone in legno ribaltabili, per allontanarsi qualche minuto, per poi non ritrovarli più e iniziare qualche scazzottata. E' permesso fumare e anche chi non fuma deve fumare. Qualche cicca vola "involontariamente" dalla tribuna giù in sala con relative imprecazioni alla "chiazzisa" molto colorite. All'uscita però, dopo la sosta obbligatoria per "raffreddarsi" e passare dai 40 ai 10 gradi, ci si sente felici e contenti di essere stati nel nostro "Cinema Ariston Paradiso". Gaetano Masuzzo/cronarmerina

10 commenti:

  1. Prego notare che nella foto non c'è un'automobile, bensì un asino: come sono cambiati i tempi, in compenso ci sono più "asini"!

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  2. Ho tanti ricordi legati al Cinema Ariston, ma il più indelebile è quello del "lunedì" quando si potevano vedere due film al prezzo di uno. Spesso vi andavo con mio cugino e tra un film e l'altro c'era il momento più bello. Al posto del panino con la cotoletta, noi ci portavamo delle mezze "guastelle" imbottite con melanzane alla parmigiana. Nessuno può immaginare la goduria che si provava nello stare al semibuio, a guardare un film e nello stesso tempo gustarsi un panino con le melanzane alla parmigiana! Altro che popcorn ed altre schifezze. Certo, magari poi un po' d'olio colava sui pantaloni, ma... al buio non si notava; erano le mamme che al ritorno facevano notare i danni con le relative conseguenze!!

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  3. E le super folle al botteghino alle 14,30 ancora con i "mussi fatti star d'salsina domenicale?Io per fortuna avevo(ho)un cugino che già a 13 anni era alto 1,80 ed aveva la meglio sulla "marmaglia"dove purtroppo mi sarei rirtrovato io e poi si infilava lateralmente alla fila,molto ma molto"meridionale",e allungando il braccio"lungo"riusciva a fare i biglietti in cinque minuti...eravamo felici e non lo sapevamo!

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  4. ma il termine ariston da dove deriva
    Grazie, per l'eventuale risposta

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    1. Il termine Ariston deriva dal greco e vuol dire "il migliore". Lucia Todaro nel suo calendario alla piazzese ci ricorda che, per dargli il nome, venne fatto un concorso nel settembre del 1950. Ma non si sa chi lo vinse. Fu inaugurato la seconda domenica di Maggio dell'anno successivo, per la festa di S. Filippo. Gaetano M.

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  5. ricordo benissimo....io abitavo proprio lì vicino...in estate stavo ore, di sera accucciata al balcone...e fantasticavo nel sentire l'audio dei film che venivano proiettati...ancora ricordo il venditore di arancini...il bar all'interno gestito dalla famiglia Magro( se non ricordo male)...il ragazzino con il tabaren che all'ora dell'intervallo tra il prmo ed il secondo tempo vendeva bibita e lecornie( per noi escluso si sapeva a priori)..mia madre avrebbe provveduto alle bibite, portando al cinema per dissetarci, le bottigliette degli sciroppi per la tosse di noi bambini, lavate e piene di acqua per la bisogna. tempi lontanssimi.

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    1. Ti ricordi che tra le leccornie più desiderate c'erano le "bombolone" bianche ma avvolte da carta colorata. Tra le bibite più in voga i "gazzusi", altro che Coca Cola e Spite !

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  6. si il venditore di bomboloni si metteva con un cesto di vimini sul marciapiedi antistante la Commenda, era il nonno del proprietario della pasticceria Termine/Sarda, lì vicno altresì vi era la bancarella del Sig. conti che vendeva frutta secca e dolciumi.

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  7. Tanino ti ricordi l'altro Sig. conti che vendeva la granita...al grido " A GRANITA CHE BELLAAAA"..con una specie di carretto a forma di barca?..che belle e fresche colazioni la mattina..pane del giorno prima raffermo fatto a fette da mia madre onde ntingerlo meglio nella fresca e succulenta granta, fatta con i limoni.
    ciao loredana.

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    1. A proposito della granita che beeellaa! Io scendevo, o mio fratello più grande, con un boccale di vetro che facevamo riempire sino all'orlo. Subito dopo a casa si faceva colazione immergendoci o un panino, o una mafalda o un pezzo di pane del giorno prima. Non si buttava niente, e il pane rimasto serviva a fare il panecotto, meno invitante da granita che beeellaa!

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