LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

martedì 26 febbraio 2013

2^ veduta della Città

Quadro di S. Andrea Avellino con Maria SS. delle Vittorie
Particolare del quadro 1626-1641
Questa è la seconda veduta che abbiamo della nostra Città. Il periodo è quello all'inizio del '600 e non si distacca molto dalla prima che vi ho fatto già vedere, anche perché la visuale è sempre dal borgo Casalotto. Questa veduta la troviamo nel dipinto che il pittore Antonino Cinniardi effettuò in onore di Sant'Andrea Avellino tra il 1626 e il 1641. Sono passati quasi quindici anni da quando sono giunti da Napoli due Padri Teatini con una reliquia del Beato Padre Andrea Avellino (1521-1608), consistente in un ciuffo di barba, che hanno donato al sacerdote piazzese Andrea Trigona dei baroni di S. Cono Superiore. Questo ciuffo è diventato mezzo di molte guarigioni e addirittura, nel 1624, preserva in parte la Città dalla peste che sta facendo stragi in tutta l'isola. Tutto il popolo di Platea è grato al Beato Teatino tanto che nel 1626 è dichiarato 2° Compatrono della Città. E' in questa occasione che viene commissionato il quadro che oggi possiamo ammirare, dopo il restauro ultimato nel novembre del 2011, alla Pinacoteca Comunale di via Monte. Il restauro del quadro, che misura cm. 185 x 256, ci ha consegnato in maniera ancora più netta una "foto" di Platea  o Chiazza, come veniva chiamata allora, dove si riconoscono in primo piano la porta di S. Giovanni Battista con a dx la Commenda. Al centro la chiesa di S. Stefano costruita da pochi anni e ancora mancante della facciata col campanile (come la vediamo oggi verrà completata nel 1742). Per quanto riguarda tutta l'altra parte, possiamo dire che è perfettamente uguale alla prima veduta, tranne che per due particolari. Il primo è la presenza della guglia sul campanile, proprio al centro del disegno, della chiesa e monastero di S. Giovanni Evangelista, oggi mancante. Il secondo particolare è l'esistenza di una processione ecclesiastica, la testa della quale già si trova in quella che oggi chiamiamo via Garibaldi. Mentre la parte seguente è ancora dietro un simbolo sacro con i raggi dorati (forse il Corpus Domini), sul Piano Patrisanto o Piano Teatini, oggi piazza Martiri d'Ungheria, dove al centro si nota una grande croce con la base rialzata.

2 commenti:

  1. Solo un attento osservatore come Gaetano poteva trarre tutte queste informazioni da un semplice dipinto. Ci auguriamo che tutta questa gran mole di notizie non rimanga solo nel Blog, ma venga messa su carta per produrre un libro. Non so se attualmente esistano testi che affrontino la storia di Piazza con una simile precisione e profusione di dati e notizie storiche. Buon lavoro, Gaetà !!

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  2. bravo Gaetano stai divendando un bravo storico

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