LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

domenica 20 gennaio 2013

Profumo di Trucioli

Il poeta piazzese Pino Testa
A sx c'era la falegnameria di mio padre, Gino Masuzzo

Oggi il poeta piazzese Pino Testa mi ha donato il suo recente libro di poesie in gallo-italico. Come minimo, per ringraziarlo, non posso che pubblicare la poesia che lo intitola, dedicandola a mio padre Gino, nato nel 1921 e falegname dall'età di 6 anni sino ai  primi anni '60, che ne produsse di Sfanfùgghiuli a vagoni, nella sua falegnameria in via Cavour prima, e in via Roma poi, sutta a canc'llàta: ne sento ancora il profumo.


"Sfanfùgghiuli"

Purterm’li cu mì ?... Manch’ a parrénn!
E manch’ d’ ddascèli ad’â stranìa,
st’àutri “Sfanfùgghiuli” preni d’amör,
d’ vernia e tanta… tanta nostalgia.

U nutr’ment funu d’ na vita…
‘nzèmu â culostria dâ ménna dâ mamà.
A ti i ddàsc’ o giuv’tù “fiorita”,
nâ st’ssa ddéngua dû patri d’n to pa’.


Traduzione:
                          "Trucioli"
Portarmeli con me?... Neanche a parlarne!
E neanche a lasciarli in giro,
questi altri "Trucioli" pieni d'amore,
amarezza e tanta... tanta nostalgia.

Furono il nutrimento di una vita ...
insieme al primo latte dalla mammella della mamma.
A te li lascio o gioventù "fiorita",
nella stessa lingua del padre di tuo padre.

12 commenti:

  1. Complimenti al poeta Testa, al "giovane" falegname Masuzzo e grazie al traduttore, perchè, francamente, senza traduzione, sarebbe arduo comprendere i bei componimenti e perderne i loro notevoli segnificati. Bravo Blog!

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  2. Bellissima. Personalmente ho provato una grande nostalgia avvertendo, come Gaetano, ancora i profumi dei trucioli e del tempo che fu.

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  3. Prima i "sfanfùgghiuli" erano molto richiesti per accendere la "tannura" poi, quando la tecnologia venne in aiuto alle casalinghe, per accendere la cucina economica. Vi ricordate? Quella che doveva risolvere il problema del freddo almeno in cucina e che aveva un recipiente col coperchio accanto al fuoco, così da trovare anche un po' (un quarto!) d'acqua calda. Però, se il tiraggio non andava bene, si riempiva la casa di fumo, e lì iniziavano le imprecazioni, perché si dovevano aprire tutte le finestre...a gennaio non so se mi spiego! Poi metteteci, quando pioveva forte, pure i "ruggi", che non mancavano mai, ed era la fine del mondo. Almeno a casa mia!

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    1. A chi leggesse per la prima volta il termine "ruggi": trattasi di infiltrazioni dalle "sciaccazze" nel tetto o dalla rottura di alcune "ciaramitte" che non "mucciano" più! Chiaro?

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    2. I RUGGI: il terrore della mia famiglia. Quando pioveva forte mia madre esclamava: "Stavota semu d'ruggi". Infatti c'era sempre qualche "ciaramitta" "sciaccata" che permetteva all'acqua di penetrare. Vi sembrerà strano, ma questo timore mi è rimasto per tutta la vita a tal punto che non ho mai voluto abitare in appartamenti all'ultimo piano proprio per paura dei "ruggi".

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    3. Dimenticavo: i Sfanfugghiuli erano utilizzati anche come letto per le galline per depositare le uova. Nel nostro ripostiglio (ora non ricordo il nome in dialetto: Gaetà, aiutami tu) proprio all'inizio del "giardino delle rose" (chiamato anche 'u scupertu) c'era uno spazio dedicato al ricovero delle galline dove andavamo a caccia delle uova depositate. Ritornando poi ai Sfanfugghiuli, ho il naso talmente sensibile, che quando passo anche a 100 metri da una falegnameria, ne sento subito il profumo.

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  4. sfanfugghuli non era anche una raccolta di poesie?

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    1. Infatti, è il titolo del libro che il sig. Testa mi ha donato, ed è una raccolta di 80 poesie con 10 stampe, sempre del poeta. Buona lettura

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  5. culostria=colostro: primo latte ricco di immunoglobuline,a volte si trovano termini in italiano che sembrano difficili da trovare nel nostro dialetto,come quella volta che mia nonna disse ch stava trvulliannu(scusate per come è scritta)ed era tribolare,bravo Tanino stai facendo crescere il "neonato" blog amorevolmente "dandogli colostro"quotidianamente a proposito da dove lo spremi il tuo colostro visto che.....

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  6. Dal seno di mamma curiosità. Ciao

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  7. prof.per rispondere al commento delle 17.18,ha dovuto riflettere tutta la notte!

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  8. Sai, l'età incomincia a farsi sentire e a volte gli ingranaggi s'inceppano. Come vedi, in questo momento, dopo aver ricaricato le batterie, sono pronto a risponderti a tamburo battente, sino alle 17 e 17, dopo dovrai aspettare l'indomani mattina. Devi avere pazienza con quelli di una certà età. Per te c'è voluto meno di un'ora per accendere il computer e cliccare sul blog, vedrai che col tempo ce ne vorrà un po' di più. L'importante è arrivarci! Ciao e al prossimo commento

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