LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

mercoledì 24 luglio 2013

La conchiglia di S. Giacomo / Parte 2^

La conchiglia della capasanta o vieira in spagnolo
Sull'arco di una finestra del Duomo di Piazza
Sul campanile del Duomo di Piazza
Sul portone della chiesa Anime Sante del Purgatorio
Il legame tra la conchiglia e S. Giacomo (il Maggiore) va ricercato sia nel racconto di un miracolo che evrebbe visto salvarsi un cavaliere caduto in mare che, invece di annegare, sarebbe riapparso nei pressi della barca sulla quale venivano trasportate le ossa del Santo, tutto ricoperto di conchiglie come se fosse rimasto sott'acqua per chissà quanto tempo. Sia nella facile reperibilità della conchiglia in questione, chiamata volgarmente "capasanta", molto comune su quelle coste della Galizia, e dal mollusco contenuto molto buono e adatto ai frugali pasti dei pellegrini, che presero l'abitudine di tenere la conchiglia in ricordo di quella lieta sosta in un cammino faticoso. Inoltre, la conchiglia presenta varie associazioni allusive: a causa della forma suggestiva e della consistenza del mollusco, è spesso indicata come simbolo dell'organo genitale femminile. Come tale, sin dai tempi più lontani diviene metafora della nascita e della vita e, nella tradizione cristiana, viene considerata nell'immagine del guscio come simbolo della tomba che racchiude, per questo la ritroviamo spesso sui portali e altari di chiese (vedi foto sopra scattate a Piazza). Come se non bastasse, la struttura dei raggi di questa conchiglia riporta inevitabilmente ai raggi della stella che indicò all'eremita il campo di sepoltura del Santo, un luogo posto al confine estremo del mondo, ultima terra prima dell'immenso oceano. Mentre Roma è il cuore pulsante della fede con la dimora del rappresentante di Dio in terra, e Gerusalemme è la sede del Santo Sepolcro dove Cristo ha abbandonato le sue spoglie mortali, Santiago di Compostela è vista come un faro contro le tenebre degli abissi oltre la terra a ovest e una luce contro la minaccia della marea musulmana che preme da sud. Per questo ogni anno nella città galiziana si recono quasi 200.000 pellegrini, la maggior parte a piedi, per rinnovare il cammino verso la fede e la conoscenza interiore di ognuno che lo stesso Cammino "obbliga" a scoprire nel silenzio e nella solitudine di centinaia di chilometri. Gaetano Masuzzo/cronarmerina.blogspot.it

*Tratto da G. Staffa, 101 Storie sul Medioevo, N.C.Ed., Roma, 2012.

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