ANGIOLETTO EX-VOTO PER S. FILIPPO D'AGIRA A PIAZZA ARMERINA

lunedì 9 settembre 2013

Sicula siculorum

Ebbene sì, caro Tanino carissimo. Se la maggiore civiltà ha necessità di un livello economico elevato e se la miseria ha come conseguenza l’imbarbarimento, la colpa è allora di garibaldi e dei savoia e di cavour. «I meridionali non dovranno mai essere più in grado di intraprendere» disse il Governatore della Banca d’Italia Carlo Bombrini, mentre smantellavano le eccellenze del sud e portavano il malloppo al nord. E come avremmo potuto crescere, senza fondi e senza infrastrutture? E come avremmo potuto crescere, se anche i nostri politici si vendettero, e continuano a vendersi, ai vincitori? Adesso si sta prendendo coscienza di ciò che avvenne grazie alla marea di ricerche e notizie e testimonianze. Anche se è altrettanto chiaro, epperò, che con la nostra splendida autonomia, ben altro avremmo potuto, noi siciliani.
Una autonomia mai attuata, un altro delitto della democrazia cristiana.

Ti invio, in memoria di una autonomia conquistata col sangue
e vilmente svenduta da una fauna politica e culturale
tiepida ed acquiescente, un acrostico (componimento poetico dove le iniziali di ciascun verso lette di seguito in senso verticale formano in questo caso il titolo) in doppio sonetto:

Sicula siculorum pi pani e libertà

Sicilia
I
Isula tripussenti maravigghi
China di assai biddizzi a centu a centu,
Unica, ca pi d’unna pigghi pigghi
Làpisi nun ci potti senza abbentu
.
Accussì ginirusa pe' so’ figghi
Senza mai dumannari asservimentu,
Iardinu di ginestri, rosi e gigghi
Ca issenzia l’aria e pròdiga a lu ventu
.
Unguentu cataplasima divinu
Lassatu nta sta terra in pianta stàbbili,
Omaggiu strabilianti e sopraffinu
.
Ratapuntatu e racamatu a manu
Unna scontri putenzi formidàbbili,
Mara però si scontri un sicilianu.
II
Pirchì sti tripussenti maravigghi
Iunciuti a ssi biddizzi a centu a centu
Pi dirittu do sangu de’ so’ figghi
Ancora sunnu sutta tradimentu
.
Nun già di l’oppressura, ca si pigghi
Iunti di storia, è sempri asservimentu
Eternu, ma a tradiri rosi e gigghi
L’ùnici tradituri a stu mumentu,
.
Interamenti, semu i siculioti,
Breccia d’antichi vespri e lotti armati
E di gloria e di sangu, a dari voti
.
Rialati a genti ch’ha scurdatu già
Tutti ddi figghi so’ morti scannati
Assicutannu pani e libertà.

UN SICILIANO
(Giòmetrico alias Giovanni Piazza)




5 commenti:

  1. a breve gli inviero'una mia poesia sulla sicilia,che merita tutto il rispetto del mondo.la nostra terra e'un paradiso.

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  2. sempre a lamentarvi,mi sembrate i miei scolari quando vengono bocciati,la colpa una volta e dell'insegnante,l'altra e dei cattivi compagni ecc.ecc. mai è propria...e basta!A inizio novecento la fame che c'era nel "favoloso nord-est di oggi"era anche peggiore del sud di quel periodo,eppure ci si è rimboccate le maniche...e con l'ottimismo e tanto lavoro siamo risorti...

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    1. Spero che lei gentile Anonimo (scusi, perché si vergogna del suo nome e cognome? Hanno per caso origini meridionali tipo Concetto Arena?) non sia un professore di storia. Se così fosse comprenderei l'ignoranza che, in materia, affligge i suoi scolari.
      Ricordi sempre che quando un alunno viene bocciato la colpa, nel 99% dei casi, è sempre dell'insegnante che non è riuscito a trasmettere interesse per la materia insegnata. Sapesse quanti professori "bestie" ho conosciuto! Li chiamavamo evasori della vanga anche se rimango convinto che sarebbero stati incapaci persino di seminare un orticello.
      Tornando a bomba, suggerisco anche a lei di leggere "Terroni" del giornalista Pino Aprile o, magari, la Storia d'Italia di Montanelli e Gervaso. Se riuscirà ad arrivare sino alla fine, poi magari ne riparliamo. Bisogna sempre documentarsi prima di sparare minchiate caro professore, altrimenti si rischia di fare la fine dell'ottimo professor Cesare Lombroso che alla ricerca del "cretinismo perfetto" pensò di cercarlo tra le genti padane. Forse Lombroso era dotato di attitudini profetiche ma stento a credere che, senza conoscere i componenti la famiglia Bossi e il sodale Calderoli, potesse in quegli anni accomunare tutti i padani perbene a simili inetti personaggi. Spero, per finire, che quest'anno le capiti come dirigente scolastico un troglodita nano, scuro e peloso nato a Cacchiamo, frazione di Calascibetta, incazzato come una bestia per essere stato trasferito nel ... favoloso Nord-Est. Auguri.

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  3. Giovanni Piazza9 settembre 2013 23:55

    E’ lamentarsi, la ricerca di verità? E’ lamentarsi, l’essere costretti ad onorare i propri carnefici? E’ lamentarsi, l’essere costretti a studiare su libercoli falsi e bugiardi? E’ lamentarsi, il prender coscienza che i sensi di colpa che ci hanno inculcato, bue che dice cornuto all’asino, non sono che una ulteriore e criminale violenza? E’ lamentarsi, l’essere costretti a guardare i nostri ragazzi partire per inseguire una speranza? E’ lamentarsi, il pretendere le infrastrutture che in altre realtà sono normalità assolute? Comunque, io avevo evidenziato le colpe e le mancanze dei siciliani, in quei sonetti, ma tu dici che basterebbe rimboccarci le maniche per risolvere il problema. Certo, sarebbe auspicabile, ma senza la volontà dello stato centrale sarà mai possibile? E perché la Germania ha riunificato in 20 anni e l’Italia, in 150, non ce l’ha fatta ancora?
    Luigi Einaudi "Sì, è vero, noi settentrionali abbiamo contribuito qualcosa di meno ed abbiamo profittato qualcosa di più delle spese fatte dallo Stato italiano, peccammo di egoismo quando il settentrione riuscì a cingere di una forte barriera doganale il territorio ed ad assicurare così alle proprie industrie il monopolio del mercato meridionale".
    “L'ultima delusione, poi, ci è data dall’Ufficio storico del Corpo di Stato maggiore; il quale pure aveva destato nel pubblico italiano la speranza della storia. Invece è riuscito un maggiore inganno, perché le sue narrazioni, assumendo per documenti quanto nel tempo si è scritto di adulterato o di addirittura inventato, dimostrano che anche esso ha il fine di consolidare come storia il doppio uragano di glorificazioni al Nord e denigrazioni al Sud, doppio uragano che col pretesto politico non è che sfruttamento economico.” (La Biografia che Luigi Settembrini, filo savojardo poi pentito, scrisse di Ferdinando II - Domenico Razzano - 1914)
    E allora, non sarà che lo status quo interessa più al nord? Non sarà che, se il sud comprasse solo prodotti del sud, si spezzerebbe quella spirale perversa che condanna la nostra economia ad un ruolo marginale? Non sarà che la consapevolezza di ciò che fummo potrà risvegliare quell’orgoglio che era riuscito a porre il Regno delle Duesicilie al livello di Inghilterra e Francia? Chissà. Quello che è certo, è che la ricerca di verità non ha bisogno di autorizzazioni. Né di consigli interessati.

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  4. abbiamo ragione eccome di lamentarci.siamo emigrati al nord,i nostri avi,con le valigie di cartone,ci hanno sfruttato, ci sono affitti che costano un occhio.e poi ci chiamano terroni,a noi che li abbiamo fatti arricchire.

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