LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

giovedì 19 dicembre 2013

Gen.le Giuseppe Ciancio / parte 2^


1911 - Tripoli (Guerra italo-turca)

Nel 1903 Giuseppe Ciancio venne promosso Colonnello e destinato a Torino come comandante del 60° Rgt. Fanteria. Qui il suo diretto superiore per due anni fu il Duca d'Aosta Emanuele Filiberto (1869-1931) che lo ebbe in grande stima, dopodiché venne trasferito ad Ancona come Capo di Stato Maggiore al VII Corpo d'Armata. Nel 1909 promosso Maggiore Generale è destinato nuovamente a Verona al comando della Brigata di Fanteria "Re". Due anni dopo, nel 1911, allo scoppio della guerra italo-turca, egli è uno dei quattro Generali scelti per comandare le brigate di fanteria del Corpo d'Armata Speciale che l'Italia mobilita per la questione libica, dovuta ai continui ostacoli che il Governo Turco frapponeva al pacifico sviluppo del commercio nell'Africa Settentrionale. Una volta a Bengasi il Ciancio organizza subito la difesa della città, non senza azioni violente di disturbo dei Turchi e dei beduini. Nei primi mesi del 1912 Ciancio viene trasferito come Capo di Stato Maggiore del Corpo di Spedizione in Libia e poi come Governatore Militare di Tripoli (nella foto), ove fa costruire la cinta fortificata a difesa di eventuali attacchi. Dopo un anno raggiungeva Ravenna per assumere il Comando della Divisione Militare di quella città. I Piazzesi alla notizia della nomina a Comandante di Divisione lo propongono quale candidato alla Camera dei Deputati per il collegio di Piazza Armerina, per il quale viene eletto nel novembre del 1913 per la XXIV Legislatura del Regno*. (tratto da L. Villari, Cascino, Ciancio, Conti, eroici condottieri siciliani, Tip. OPI, Roma, 1919) (continua) Gaetano Masuzzo/cronarmerina


*I sostenitori del Ciancio (cattolico non clericale-liberale) venivano chiamati "cianciulini", mentre quelli dell'altro politico piazzese, Calogero Cascino (popolare), "casciniani".

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1 commento:

  1. mi pice molto questa storia dei nostri grandi uomini che hanno rappresentato l'Italia .Grazie gaetano per l'impegno e l'amore che mette nel renderci partecipi delle sue ricerche

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