LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

venerdì 14 giugno 2013

I bìf'ri s cum'nznu a fé


Frutto di vari colori e dalle svariate qualità, matura di solito, qui a Piazza Armerina, verso la fine di giugno e poi durano fino a metà luglio. E' un frutto ricco di semi che arrivano a maturazione rendendolo dolce e saporito. La pianta di origini arabe fu importata in Sicilia secoli fa, ha foglie grandi di superficie ruvida, i frutti ancora non maturi secernono una sostanza lattica, che può irritare la pelle e gli occhi, alla piazzese si chiamano scatagnòli perché brucia il muso. Quando andiamo in campagna dalle nostre parti, abbiamo sempre il piacere di raccogliere questo frutto delizioso e, come diciamo noi te cöggh chiddi ch' ànu a camìsa stazzàta cioè quelli leggermente più maturi e più dolci. Quelli che lo sono ancora di più sono i bif'ri m'l'ngiàni di colore viola scuro, dal gusto straordinariamente delizioso. Naturalmente ci sono anche quelli bianchi e gli altri che chiamiamo b'ffarìgni, che hanno la buccia sul verde marrone striato, buonissimi. Questo frutto è usato anche per fare marmellate e anche la mostarda in settembre, quando la pianta dà il suo frutto per la seconda volta  (n.d.r.: forse da questo il nome bi-f'ri = secondo fiore, secondo frutto). Roberto Lavuri 

2 commenti:

  1. i bifri erano e sono ancora oggi oggetto o "frutto" di modi di dire, ovvero:s'è ficcnu i fichu!; s'sbfarà com a na bifra e poi...passulun

    RispondiElimina