ANGIOLETTO EX-VOTO PER S. FILIPPO D'AGIRA A PIAZZA ARMERINA

venerdì 21 giugno 2013

Estate

Lido La Conchiglia, Gela anni '60

Estate


Estate calda estate,
il vento ti accarezza
il sole ci riempie di tutta la sua bellezza.
Il sole è il tuo veliero
è lui che ti fa ricca.

Riempie le tue spiagge,
le campagne ed i monti,
matura i tuoi bei frutti,
ti regala splendore.

Estate dolce estate,
tu sei la più bella stagione,
ci riempi di ricordi,
ci fai gioia nel cuore.

Peccato che il tempo passa 
e neanche tu ti fermi.
Dovrà passare un anno
prima che tu ritorni.

Roberto Lavuri

4 commenti:

  1. Sul Lido "La Conchiglia" di Gela avrei da scrivere un intero libro, ma il Direttore mi ha ordinato di essere breve e quindi... obbedisco!! A Gela, in quei secoli, si andava con l'autobus di "Martello" che partiva da Piazza Garibaldi. La settimana che precedeva la partenza era piena di agitazioni e di notti insonni: e se il tempo fosse stato brutto? E se il mare fosse stato mosso? Per noi, "abili nuotatori" sarebbe stata una vera iattura. A volte si affittava una cabina, ma altre volte si montava la tenda sula spiaggia. Tenda costruita dalle mamme e con armatura in tubi di acqua potabile: una vera struttura antiatomica. Sui vari turni per cambiarsi o, meglio ancora, sui piatti che venivano cucinati vi rimando, se mi sarà concesso il permesso, alla prossima puntata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rocordo ancora l'apprensione poco prima di scorgere il mare dall'alto di Gela, perché prima si attraversava l'abitato salendo sulla collina e quindi si poteva vedere se c'erano onde o meno. Se c'erano le onde era una giornata ventosa da sopportare, se si gridava "calmu è, com na tavula !" allora sarebbe stata una domenica indimenticabile.

      Elimina
  2. Volevo precisare che l'autobus della ditta Martello era del tipo "fuga dall'Albania", un vecchio FIAT sgangherato che impiegava circa due ore per raggiungere il mare. Avere una cabina al Lido "La Conchiglia" era quanto di più lussuoso si potesse immaginare. Spingersi poi fino in fondo al pontile era un'impresa che veniva sempre ostacolata dalle mamme perchè ritenuto pericolosissimo. I costumi di allora erano tutti in lana e quando si usciva dall'acqua si allungavano fino ad arrivare alle ascelle. Facile immaginare gli uomini ed anche le donne con varie parti del corpo che penzolavano a destra ed a manca. Mentre ora si cerca di stare leggeri con l'almentazione portandosi insalate di riso o qualche spuntino, allora si arrivava con teglie di pasta al forno, panini imbottiti per la merenda e pentoloni di "carne alla pizzaiola". Da non dimenticare poi, al ritorno, la fermata d'obbligo ai "sugheri" per prendere un po' di fresco e consumare le ultime provviste.

    RispondiElimina
  3. Che differenza tra essere qui lungo le spiagge di uno dei piu' bei laghi d'Italia e il lido la conchiglia. Ma erano tempi meravigliosi anche quelli!!! Anche perche' gli anni erano molti, ma molti di meno!!!

    RispondiElimina