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lunedì 15 aprile 2013

1800 - Mezzi trasporto turisti e non

Il mezzo di trasporto più comune anche nell'Ottocento: la lettiga
Anche nell'Ottocento il mezzo di trasporto più comune è la lettiga, eccovi le testimonianze di un inglese e di un francese che viaggiarono nella nostra Sicilia a metà dell'Ottocento.
Per l'inglese H.C. Barlow (1806-1876) che effettua un viaggio in Sicilia nel 1843: "L'altro modo di viaggiare, meno faticoso del primo, ma non molto piacevole comunque, è la lettiga. La lettiga è una cassa di legno a forma del corpo di una carrozza e capace di contenere due persone poste l'una di fronte all'altra. Questa è sostenuta da due lunghe sbarre e portata da due muli, uno davanti e l'altro dietro; vi sono due conducenti anche essi che montano muli, uno dei quali guida la processione mentre l'altro con una lunga bacchetta a forma di lancia sta di fianco spronando ogni tanto le bestie... Visitare la Sicilia non è cosa semplice come molti possono immaginare. E' facile trasferirsi da Napoli a Messina e a Palermo o, con il battello per Malta, raggiungere Siracusa, ma visitare l'isola è un'altra cosa. Attraversare la Sicilia richiede molta forza, più pazienza e ancora più indifferenza al benessere personale. Le locande sono poche e distanziate fra di loro... Nessuno che ha bisogno di comodità personali si affidi mai, in Sicilia, a una locanda." 

Il francese F. Bourquelot (1815-1868) nell'Isola nel 1850 riporta: "Ad onta della mancanza o del pessimo stato delle strade, delle difficoltà di trovare da mangiare e di farsi accompagnare da gente mercenaria, preferii viaggiare per terra... Luigi Rantesi s'obbligò ad accompagnarmi nel mio viaggio e a mantenere, per tutto il tempo che sarebbe durato, tre mule: una per me, una per lui, una pei bagagli e pel mulattiere incaricato degli animali... La nostra piccola banda si ripose in viaggio accresciuta, oltre ai precedenti mezzi di trasporto, di mule fresche e di una lettiga, cioè di un veicolo senza ruote, condotta da due mule, una dinanzi e una di dietro, e capace di contenere due viaggiatori uno in faccia all'altro. Un mulattiere a piedi armato d'un lungo bastone dirige le bestie e le eccita con le grida. Questa strana vettura, di cui si trovano disegni nei manoscritti del XIV secolo, avanza, come è facile immaginare, assai lentamente; per giunta, nelle ineguaglianze del terreno, si piega pel lungo, e i sonagli che pendono dal collo delle bestie, danno un tintinnio, un rumore indiavolato." Gaetano Masuzzo/cronarmerina

1 commento:

  1. Questo racconto ricorda molto il viaggio da me compiuto in auto alcuni anni fa da Piazza Armerina a Palazzolo Acreide. Invece di fare il giro da Catania, ebbi l'infelice idea di attraversare il centro Sicilia via Caltagirone ed altri paesini. Fu un viaggio massacrante simile ai signori che andavano con i muli. Atraversavamo villaggi dove dai balconi delle abitazioni pendevano decine di sacchetti di spazzatura tenuti da cordicelle fino ad una certa altezza per impedire alle frotte di cani randagi di arrivarvi. Chi non aveva il balcone ed abitava a piano terra, fissava dei chiodi sui muri e vi appendeva i sacchetti. Il viaggio fu tutto un continuo saliscendi, curve, carretti per strada, mucche, ecc. Al ritorno facemmo il giro da Catania e poi tutta autostrada, ma ora mi manca molto la visione della vostra strada Provinciale interrotta da anni. Per fortuna c'è il tuo Blog che pubblica i vari progetti approvati!!!

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