NEL CERCHIETTO GIALLO I RESTI DEL MURO SUD DEL CASTELLO DI PLACIA

sabato 20 dicembre 2014

Edicola n. 8

La n. 8 è l'Edicola Votiva dedicata alla Madonna delle Lacrime di Siracusa, poco visibile nella foto per la controluce nei vetri, che si trova in piazza Garibaldi, proprio in mezzo agli ingressi di due indimenticabili esercizi commerciali degli anni 40, 50 e 60. Infatti, a sx c'era il negozio di giocattoli dei nostri sogni Valentino magazzino per tutti di Valentino Alessandro (quest'ultimo il cognome), a dx c'era il Caffè Bifera* il cui titolare era conosciuto per le simpatie monarchiche. Il primo era frequentatissimo per i profumi, per le auto in miniatura e per gli scherzi di carnevale, mentre nel secondo mio nonno 'Ngiuliddu comprava il vermout e io andavo a prendere il cono gelato da 10 Lire allungando all'inverosimile il braccio e in punta di piedi per poggiare la moneta sul banco altissimo per noi ragazzi.

*Una chicca da una fonte affidabilissima: prima nel locale del Caffè Bifera c'era un negozio di "cappelli per donna" gestito da una signorina, il cui padre lo chiamavano don Giuan u catanis, molto bella e assomigliante all'attrice Sofia Loren. 

Gaetano Masuzzo/cronarmerina 

7 commenti:

  1. Riepilogando: I negozi di Piazza Garibaldi che ricordo sono: Valentino; la pasticceria Giusto; Negozio di abbigliamento Anzaldi; alimentari Mellia; tabacchino di Sorrentino, con accanto prima un negozio di alimentari e poi una banca; ferramenta Masuzzo; un'edicola di giornali di La Licata. Questo è tutto quello che sono riuscito a ricavare...spremendo le meningi al massimo. Ed ora? come stanno le cose? Quante di queste attività sono rimaste? Grazie.

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    1. Nessuno, purtroppo nessuno. Chi per un motivo, chi per un altro è andato via, persino la Banca Popolare ha chiuso i battenti e ora i locali sono vuoti. Oggi al posto del negozio di ferramenta c'è una rivendita di bombole gas (sig. Nizza), accanto all'ex negozio di Valentino c'è la merceria del sig. Anzaldi. Resiste il tabaccaio Maira, una sala giochi, un generi alimentari e proprio in questi giorni è andato via il negozio di ceramiche De Simone.

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  2. A proposito di negozio di cappelli da donna o modista ,come sentivo dire a mia madre ed ad altre signore sue coetanee,vorrei ricordare il negozio di quella che,quando io ero bambina (anni '50 ),era considerata il TOP ,come si direbbe oggi.Il negozio era in via Garibaldi, difronte alla farmacia Giusto, ed era gestito da una signora o signorina che,credo,si chiamasse Speciale.L'interno di quel negozio mi appariva un mondo incantato,fiabesco fatto di trine e merletti dai colori che sapevano di zucchero filato.
    Ricordo bene la titolare la cui immagine sembrava creata apposta per quell'ambiente :
    capelli rossicci,un po' alla MARY POPPINS,piuttosto piccola e rotondetta,sempre allegra e gentile.
    Per incantarsi,allora,non c'era bisogno di DISNAYLAND !

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    1. La signora si chiamava Dragotta. Poi vi si stabilì l'orologiaio Cannizzaro, padre di un mio compagno di scuola.

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  3. Breve reinterpretazione del nostro "INNO NATALIZIO "
    Li pompi pi l'aria --Rimbomba per l'aria : suona la banda che ti rimanda
    al bambino che intona,a qualcuno che stona.
    La bella 'ngunia -- La bella armonia : non solo musica per quella via.
    Verde profuma l'alloro,l'arancia rosseggia odorosa,fascine crepitanti e scintille incandescenti : tra terra e cielo tutto è armonia,;intorno al SACRO l'UOMO si stringe
    con allegria;il cerchio si chiude e sale al CIELO l'evviva MARIA e chi LA creò.
    A tutti BUONE NOVENE e BUON NATALE.
    p.s. Parafrasando una certa pubblicità : senza novene,che NATALE è ?

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  4. A destra del mitico negozio di Valentino,in fondo, all'angolo con l'altra piazzetta da cui si scendeva ai Canali,fino ai primi anni '70 c'era un negozio che oggi si direbbe vintage,
    quello d'u bard'ddaru (sellaio ).Già allora,più che bardeddi (selle ) vendeva spago e cuoio in tutte le salse.Io ci comprai appunto dello spago da cui ricavai una borsa,un po' hippy, lavorandolo all'uncinetto.
    AMARCORD' alla grande ! Saluti e buone feste.

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    1. Il sellaio si chiamava Ninniddu Guccio, e ce n'erano altri due o tre. Uno scendendo a dx la via Roma, un altro, sig. Militello, all'inizio della via Umberto a dx.

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