LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

lunedì 17 novembre 2014

I Legati di Maritaggio-1


Come ho già detto in un post dei giorni scorsi, il vecchio Monte di Pietà amministrato dalla Compagnia dei Nobili sotto il titolo dello Spirito Santo detta dei Bianchi, al momento dell'unione col nuovo Monte di Prestami, voluto dal chierico Michele Chiello nel 1771, portò agli Officiali Amministratori anche 8 EREDITA' di altrettanti facoltosi benefattori che avevano redatto i loro testamenti tra gli ultimi anni del Cinquecento e i primi del Seicento. Questi nominativi li conosciamo con certezza leggendo il frontespizio del II Libro Maestro dell'Amministrazione degli Introiti e Rendite del Venerabile Monte della Pietà che racchiude tutte le operazioni di Cassa che vanno dal 1797 al 1823. I nomi ve li trascrivo nell'ordine e come si leggono, mettendo tra parentesi come li conosciamo oggi; delle loro vite e discendenze ne riparleremo un'altra volta:
- D. Mariano RESTAGNO (Ristagno), testamento del 1571;
- Beatrice CREMONA;
- Cl. D. Marcello di MODICA, testamento del 1580;
- Biaggio SUFANTI (Biagio Suffanti);
- D. Pietro GAFFORE;
- D. Ercolo BOCCADIFUOCO (Ercole), testamento del 1595;
- D. Andrea TRIGONA, testamento del 1605;
- Gilberto POLIZZI.
I suddetti benefattori, al momento del rilascio delle loro disposizioni testamentarie per concedere parte dei loro beni a una persona diversa dagli eredi, avevano originato i cosidetti Lasciti o Legati*. Questi, essendo destinati alla creazione di una dote per agevolare i Matrimoni o Maritaggi di Fanciulle o Donzelle Orfane venivano chiamati Legati di Maritaggio intesi anche come Monte dei Maritaggi. (gran parte delle notizie sono tratte da Vania Simonte, Il Monte di Pietà di Piazza Armerina - I Legati di Maritaggio (secoli XVIII e XIX), Tesi di Laurea, Un. St. CT, A.A. 2010/2011, Biblioteca Comunale P. Armerina) (continua)

*Nel diritto romano legata derivava da legare nel senso di dare incarico o mandato, poiché erano veri incarichi affidati all'erede nel testamento.

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

3 commenti:

  1. SEMPLICE RIFLESSIONE- EQUAZIONE
    Nessuna meraviglia se,in un'economia debole,il matrimonio finiva per avere,spesso soltanto,il carattere di atto economico e se,di conseguenza,veniva ritenuto disonorevole sposare una figlia senza dote che era appunto segno di consistenza economica e della rispettabilità della famiglia.Peggio mi sento nel caso in cui la ragazza ,la cui unica prospettiva di vita era il matrimonio,era orfana e quindi non aveva alle spalle una famiglia che provvedesse a"" dotarla"".
    Stando così le cose,BEN VENNE quella sorta di politica familiare incentrata sull'assiastenza privata,su attività caritativo-assistenziali e sociali.Chi si preoccupò,a vario titolo,di assistere anche in questo campo i più deboli,fece OPERA MERITORIA.
    Il lato caritativo di quegli interventi sbiadisce in quanto essi,nonostante tutto,finirono per essere un investimento sociale di non poco rilievo.

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  2. pagina di storia armerina molto interessanti ,affiora l'attestazione della famiglia suffanti non sapendo se è un lontano parente attendiamo di leggere la vita e la discendenza del benefattore Biagio Suffanti.

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    1. Purtroppo devo deluderti, sui miei testi a disposizione non ho trovato altre notizie sul benefattore Biagio Suffanti. So soltanto che a Piazza esiste un Cortile Suffanti lungo la Via Carbone al Casalotto.

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