NEL CERCHIETTO GIALLO I RESTI DEL MURO SUD DEL CASTELLO DI PLACIA

domenica 3 agosto 2014

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Il diocotto

Il piazzese era malato; giorno e notte in fondo al letto tossiva e sudava, e l'aria gli mancava. La moglie, disperandosi, gli faceva:
- Perché non vi raccomadate a Cristo e a San Luca, che vi fanno la grazia?
Lui si raccomadava a Cristo e a San Luca, ai santi del paradiso e alle anime del purgatorio, ma quelli più duri del muro, sicché non ne poté più, e volle il medico:
- Che Cristo e San Luca, che son di legno e non m'hanno udito! Voglio invece il medico che è vivo e mi sente.
Quegli venne e lo batté tutto come un tamburino; lo ascoltò davanti e di dietro facendolo soffiare come i mantici del duomo, e infine, parlando con la lingua di fuori, gli ordinò un diocotto, mattina e sera.
Andatosene, la moglie trasse dalla parete, dove c'era da vent'anni, un crocifisso tutto affumicato scacato dalle mosche, e lo ficcò nella pentola, facendolo bollire fino a notte; e intanto il piazzese, girandosi su l'un fianco e sull'altro, andava gemendo:
- Se Cristo crudo non mi fece nulla, che volete che mi faccia cotto?
E quella: - Gnornò, marito mio; se il dottore ve l'ha raccomadato vuol dire che cotto s'ammollisce, e vi sana. Non lo sapete che Cristo ha la testa dura?
Come dunque il brodetto fu pronto, gliene empì una gran tazza e gliela diede a bere, calda fumante; e lui sudava come un fiume, e la notte dovettero cangiargli le lenzuola, la camicia e la berretta di lana.
- Lo vedete, marito mio - faceva la moglie - che cotto vi tira il morbo dal sangue?
La mattina, svegliandosi, egli si sentì sano e sanato, e non voleva crederci; ma per più sicurezza la moglie gli diede a bere un'altra tazza del diocotto miracoloso. Poi quando fu sano del tutto e s'alzò, lo narrava per meraviglia:
- Avete inteso com'è Cristo, che per far miracoli ha da esser cotto?

Francesco Lanza (Valguarnera Caropepe 1897 - 1933), Mimi Siciliani, Milano 1928

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

2 commenti:

  1. Bella storiella ,grazie alla tua ricerca.Bravo Gaetano ciao silvio

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  2. A quando qualche novella...?
    ...ci siamo capiti!

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