ANGIOLETTO EX-VOTO PER S. FILIPPO D'AGIRA A PIAZZA ARMERINA

martedì 19 novembre 2013

Il mestiere più ambìto


Il porcaro

Il contadino medievale doveva essere in grado di svolgere innumerevoli mansioni, ma all'interno della comunità agraria vi erano alcune figure specializzate: tra queste un ruolo di primo piano era detenuto dal porcaro. Il maiale non offriva solo la carne più consumata, anche perché si poteva conservare meglio per lunghi periodi grazie alla salagione, ma anche setole, lardo e strutto. L'animale aveva un'importanza tale che a partire dal VII secolo diventò l'unità di misura di boschi e selve, cui veniva dato un valore in base al numero di suini che vi si potevano allevare. Il porcaro aveva perciò una rilevanza speciale all'interno della comunità: già l'Editto di Rotari (n.d.r. Re dei Longobardi e Re d'Italia) del 643 d.C. assegnava al magister porcarius il valore più alto tra tutti i servi casati, pari a quello di un artigiano, e in caso di assassinio imponeva un pagamento compensativo pari a 50 scudi d'oro, mentre un pastore di capre, pecore o buoi veniva "risarcito" con soli 20 soldi d'oro. (tratto da FocusStoria, Ottobre 2013) Gaetano Masuzzo/cronarmerina

1 commento:

  1. Ergo, più porci girano e meglio è. Allora c'è qualche speranza per questa martoriata Italia.

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