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lunedì 4 maggio 2015

Edicola n. 23

Questa è l'Edicola n. 23 in c/da Bellia  che si trova a pochi passi dalla n. 22 dedicata alla Madonna delle Lacrime, presso l'edificio che prima ospitava la chiesetta della Madonna della Noce. Infatti, è qui che esiste un incrocio (i tri strattùni) molto frequentato e pericoloso col Crocifisso che protegge i passanti e i viaggiatori. Spesso è circondato da foto, rosari, piccoli oggetti, fiori e bouquets delle spose che vi si recano a deporli per devozione, subito dopo la cerimonia in chiesa e per farsi delle foto ricordo. Da alcuni anni il sito è stato sistemato con molto buon gusto ed è impossibile non dargli uno sguardo, anche se di sfuggita, ogni volta che si proviene dalla superstrada.

Gaetano Masuzzo/cronarmerina   

5 commenti:

  1. Quando eravamo ragazzini, i Tri Strattuni rappresentavano le Colonne d'Ercole che non bisognava mai oltrepassare. Dopo quell'incrocio iniziava il Mondo sconosciuto. Già andare ad Enna era un'impresa; non parliamo poi dover andare a Catania o Palermo. Una volta con un mio amico andammo a Caltanissetta!! Mi sembrava di essere all'estero. La gente parlava in modo strano e spesso non capivo i loro discorsi. A Catania si andava solo se vi erano problemi di salute o si doveva chiedere qualche consulto. A Palermo qualcuno andava a studiare dormendo in raffinati appartamenti con riscaldamento, aria condizionata e tutti i servizi !!

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  2. Chissà perché l'incrocio è stato considerato sempre molto pericoloso. Eppure sarebbe bastata una semplice rotatoria per sistemare le cose. Quando si andava a Catania con l'autobus, dopo aver percorso la veloce e ben tenuta... autostrada che passava anche da Raddusa, appena si scendeva in città si veniva colpiti dal profumo di dolci che usciva da ogni bar. La gente faceva colazione e consumava tonnellate di brioches ed altre leccornie. E poi, quelle meravigliose "schiacciate" esposte nei varie negozi, con accanto montagne di arancini da... mezzo chilo l'uno!!!

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  3. Peccato che la sera non si vede. Ci vorrebbe un ricco sponsor della zona e illuminarlo con un faretto a led dai consumi bassissimi, ma nella zona circostante purtroppo non ce n'è.

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  4. A Catania non si andava solo per problemi di salute ma anche per fare un salto al San Berillo, famoso quartiere a luci rosse e più esattamente, in via delle Finanze. Spesso, data la pochezza dei mezzi economici dell'epoca, solo per guardare. Qualche volta... anche per comprare.

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    1. Tex, so che c'è una targa in via delle Finanze dedicata proprio a te, come segno di riconoscenza per aver contribuito, con i tuoi numerosi "acquisti", alla rinascita della zona!!! Ed ora, dimmi, cosa c'è in via delle Finanze?? Sei aggiornato?

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