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domenica 24 maggio 2015

La guerra di tutti

Nel marzo del 2012 mio padre mi accennò che dietro la tomba di una nostra conoscente esisteva la tomba di un soldato austro-ungarico della I Guerra Mondiale. 
Subito alla ricerca, la trovai in mezzo all'erba senza più la croce e con la scritta quasi illeggibile. Dopo averla pulita potei leggere:

JOHANN EBERSTALLER*
ÖST. UNG. KRIEGSGEFANGENER
GESTORBEN
26 SEPTEMBER 1916
FRIEDE SEINER ASCHE

Johann Eberstaller
Austro-ungarico prigioniero di guerra
morto 
26 settembre 1916
Pace alle sue ceneri

Il soldato austro-ungarico, fu ucciso da un italiano, perché stava fuggendo saltando da una finestra del primo piano del carcere, che si trovava nell'ex Monastero delle Benedettine della SS. Trinità al Monte, poi scuole elementari. I prigionieri stranieri in Sicilia furono tanti, come gli italiani sfollati dalle zone di guerra.
 

*Il nome era Giovanni, mentre il cognome è molto comune in Germania e Austria, vuol dire Eber = cinghiale, Staller = più alto.
Gaetano Masuzzo/cronarmerina   

2 commenti:

  1. Segno di umana e cristiana pietà quella lapide che ricorda ,ancora ora dopo cento anni ,una vittima di quella follia che travolse l'Europa.Ha fatto bene , PROF. ,a ricordare questo aspetto della storia che solo pochi conoscono e che raramente viene sottolineato a scuola.Anche l'Italia meridionale e soprattutto le isole , così distanti nello spazio da quei teatri di guerra ,dovettero accogliere , sia pure con esiti diversi ,sia i prigionieri che , a quanto risulta da documdenti ufficiali ,finirono per lavorare persino nelle miniere di zolfo , sia gli internati civili , gente d'oltralpe ,soprattutto friulani solo vagamente sospettati di essere ostili ai ""nuovi arrivati "". Ancora complimenti per la scelta dell'argomento del post di oggi .

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  2. A proposito della "Guerra di tutti" vorrei farvi conoscere un aspetto della I guerra mondiale di cui non si è mai parlato e che è stato tenuto sempre segreto dagli "Alti Comandi". Mi riferisco ai circa 1.000 (mille!!) soldati italiani che vennero fucilati dai loro stessi compagni, sempre su ordine dei "Capi" a seguito delle numerosi "Decimazioni". C'è un solo paese, in Italia, esattamente in Friuli, che ha avuto il coraggio di erigere un monumento a questi uomini in una cerimonia ufficiale a cui ha partecipato tutta la popolazione. Cerimonia osteggiata da quasi tutte le autorità civili e militari (autorità civili e militari.. è scritto VOLUTAMENTE in minuscolo).

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