ANGIOLETTO EX-VOTO PER S. FILIPPO D'AGIRA A PIAZZA ARMERINA

martedì 3 marzo 2015

Il poeta Carmelo Scibona / 4

Piazza Garibaldi anni 30, a dx il Circolo Operaio frequentato dal poeta Scibona
Mentre il primo scopo della pubblicazione del libro di Carmelo Scibona, sembra essere stato raggiunto per averlo fatto conoscere, oltre che ai contemporanei, anche alle future generazioni, per il secondo, relativo al raggiungimento di una certa agiatezza, non ebbe altrettanta fortuna. Infatti, lo slancio dei Piazzesi nell'acquistare U Cardubu non fu pari a quello dei pochi altri residenti a Milano, nell'addossarsi le spese della stampa. Molte copie rimasero invendute e "il poeta visse gli ultimi anni della sua vita in penose ristrettezze economiche. Colpito da edema polmonare, confortato dalla moglie, dai figli e da alcuni vecchi e affettuosi amici, si spense il 12 aprile 1939. I funerali vennero pagati con gli scarsi proventi della sua opera." Un poeta di tale levatura non poteva lasciare questo mondo se non con un'ultima opera di grande modestia, sincerità e franchezza. Quando sentì prossima la fine, chiese al suo amico epigrammista Aristide Sottosanti di preparare l'epitaffio per la tomba senza infingimenti e ipocrisie, con queste parole:

A Rirìddu

E Rirì, m'è fè m-piasgér':
Quann' véngh' ô zz'm'tér',
Sovra a préa d'u mì fussöngh'
Non ghè fè na scr'zziöngh'
Cina d' farfantarì...
Basta n S cu na C. 

Carmelo Scibona
(U Cardubu, 1935)

(Ad Aristide /E Rirì, mi devi fare un piacere: /Quando vengo al cimitero, /Sulla lapide della mia fossa /Non ci devi fare un'iscrizione /Piena di menzogne... /Basta una S con una C.)
(continua)

(tratto da C. SCIBONA, a cura di S. C. TROVATO, I mì f'ssarì - U CARDUBU e tutti gli altri componimenti editi e inediti, Ed. IL LUNARIO EN, Tip. Lussografica CL, 1997)

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

4 commenti:

  1. Ammirevole scelta che si può leggere ed è come dire . niente ipocrite sviolinate sulla mia tomba , chi mi ha ignorato da vivo continui a farlo.
    Mi piace pensare che da lassù veda la sua opera continuare a vivere con l'ammirazione
    dovuta ai suoi meriti così poco riconosciuti dai suoi contemporanei.

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  2. Per Anonimo. A proposito delle ipocrite sviolinate, ho notato che durante i funerali moderni il defunto viene definito sempre "Solare" ed "Impegnato nel sociale". Sono due termini che mi fanno inorridire ogni volta e che, aggiunti agli applausi dei convenuti, trasformano una seria cerimonia in uno spettacolo ridicolo. Bene ha fatto, il poeta, ad invitare Rirì a scrivere solo due iniziali e basta. P.S. Un mio amico, ancora più caustico di me, dice che in certi funerali mancano solo le... Veline, e poi la frittata è fatta.

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  3. Aggiungerei anche un nuovo modo di pubblicizzare il defunto con la frasetta" padre o madre Esemplare ".

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  4. Chissà come se la ride il poeta da lassù nel vedere certe sceneggiate e certi deplorevoli spettacoli ! Lo immagino dare di gomito a RIRI' per dirgli : ""Menomale che sono morto prima e che tu hai rispettato le mie ultime volontà ! "".

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