NEL CERCHIETTO GIALLO I RESTI DEL MURO SUD DEL CASTELLO DI PLACIA

domenica 22 febbraio 2015

Lo stemma più prestigioso di Piazza/1


Lo stemma di re Ferdinando II d'Aragona in Biblioteca
Stemma di re Ferdinando II d'Aragona a colori periodo 1504-1513
L'altro più grande e bellissimo stemma scolpito nel marmo bianco che si trova sotto il portico della Biblioteca Comunale, non è uno stemma qualunque, bensì è quello del re spagnolo senza il quale chissà quando avremmo conosciuto il Nuovo Mondo e, purtroppo, anche l'Inquisizione. E' lo stemma più prestigioso e raffinato, anche nei particolari, presente nella nostra Città ed è quello di Ferdinando II re d'Aragona detto il Cattolico (1452-1516) che con la moglie, la cugina Isabella I regina di Castiglia (1451-1504), furono chiamati dal Papa Re Cattolici (Reyes Católicos). Nella parte bassa dello stemma, inserito nel petto di un'aquila con la testa girata e dal collo circondato da una corona reale, c'è l'anno in numeri romani M (la "o" scolpita sulla "M" sta per Millesimo) CCCCCXII - 1512, mentre nello scudo inquartato vero e proprio sono riportati scolpiti nel marmo: 
-Nella I e IV parte le insegne del Regno di Castiglia (di rosso al Castello d'oro torricellato di tre pezzi e finestrato d'azzurro) e León (d'argento di Leone rosso coronato, linguellato e armato d'oro).
-Nella II e III parte le insegne a sx del Regno delle Due Sicilie (nei due angoli superiore e inferiore le bande rosso-vermiglie in campo d'oro del Regno d'Aragona, nei due angoli laterali le aquile nere in campo d'argento degli Svevi); a dx l'insegna del Regno d'Ungheria (otto Fasce di rosso e d'argento) attaccata a quella del Regno di Gerusalemme (un H con un I in mezzo formata dall'unione delle due lettere latine H e I, iniziali di Hierusalem). La disposizione di queste ultime due insegne nella versione a colori è leggermente diversa per la presenza in ambedue i quarti di quella del Regno d'Aragona con le bande verticali rosso-vermiglie in campo d'oro. 
-Nella punta dello scudo l'insegna del Regno di Granada (mela granata aperta di rosso fogliata di verde). (continua)  

Gaetano Masuzzo/cronarmerina


20 commenti:

  1. Grande Professore! Un saluto Vinicio Chiara

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  2. Prof. Complimenti per il certosino lavora che sta facendo. Mi auguro che i suoi concittadini le diano le soddisfazioni che si merita. Per noi, in giro per il mondo, è come alzare, ogni mattina, un velo e scoprire notizie di volta in volta sempre più interessanti.

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    1. Certo, inutile nasconderlo, che mi farebbe piacere qualche contatto, anche se di "striscio", non importa se critico o di compiacimento, da parte di qualcuno che si crede appartenente all'intellighenzia locale. Ma, ormai, sono arrivato al punto di non farci più caso, So bene che per alcune cose occorre far parte o gironzolare nei pressi del "cerchio magico" di qualcuno, ma in questo non ci sono riuscito, e neanche ci tenevo, quando facevo l'insegnante o l'arbitro di pallavolo e, come diceva un mio collaboratore, non è per "vandalismo", ma in un altro ambiente avrei potuto raggiungere altri risultati. Io, nel mio piccolo, ho sempre cercato di fare e far fare buona figura, senza altri scopi se non di lasciare (come mi ha ripetuto mio padre) ovunque "profumo", arrivando sin dove ho potuto senza "lecchi" o "salamelecchi", ma con le mie qualità (poche) e passione (molta). Per me, riuscire con i miei mezzi a sapere e approfondire cose che, 10 o 20 anni fa, neanche sognavo l'esistenza e farne partecipi altri appassionati, senza scopi poco nobili, è già un traguardo che non ha premi adeguati, se non, questo sì nobile, delle Vostre quasi 300 visite quotidiane. Sarà per questo? Ai "postini" l'ardua sentenza! Comunque, nuovamente grazie "da cunf'denza". Ciao

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  3. Domanda da un milione di dollari: come mai troviamo il "Regno d'Ungheria"?? Grazie

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    1. Anch'io ero rimasto perplesso per la presenza di questo Regno sullo scudo di Ferdinando II d'Aragona, ma la ricerca mi ha fatto scoprire che i primi (ovviamente regnanti nell'Italia Meridionale) a mettere sul loro scudo le insegne (otto Fasce di rosso e d'argento) del Regno d'Ungheria furono gli Angiò quando Carlo III detto di Durazzo fu incoronato re d'Ungheria nel 1385. Quando gli Aragonesi succedono nel regno di Sicilia agli Angiò, rivendicano rispetto anche anche nell'araldica, affiancando le loro insegne a quelle degli Angiò (tappeto di Gigli d'oro in campo d'azzurro etc.). Il primo aragonese a metterlo nel loro stemma fu Ferdinando I d'Aragona (1488-1550) nonno di Ferdinando II. Questo Regno figurò anche sullo stemma delle Due Sicilie, sino a scomparire definitivamente dopo. Spero di essere stato esauriente. Ciao e leggiti la seconda puntata dei prossimi giorni.

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    2. Ringrazio ed attendo la seconda puntata. Un giorno, noi lettori del Blog, sfileremo per le vie della città conversando di Carlo III e del Regno d'Ungheria come se niente fosse... e poi tutti alla "Fratudda" per una merenda gigante!!!

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  4. leggendo tutti i particolari dello stemma ,mi sembra di conoscere una parte della storia di Sicilia.Bel lavoro,complimenti per le cose belle che ci fa conoscere

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  5. Condivido i omplimenti di Anonimo 22 febbraio 9-50 per il suo lavoro che,soprattutto per chi "in giro per il mondo", può cogliere l'occasione di non perdere del tutto i contatti con le proprie radici.Aspettando altre ""FINESTRE"" sulla nostra città,BUON LAVORO.

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  6. Questi " lavori " dalle nostre parti e specialmente in questo misero paese, Piazza, non danno mai soddisfazioni di nessun genere. Almeno che, non si faccia parte di qualche " circolo " vizioso o club, che è la stessa cosa.

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    1. Consiglierei al nostro Prof. di prendere la tessera di almeno quattro partiti, tutti di aree diverse. Poi di iscriversi a tutte le associazioni presenti in loco ed ai vari circoli sportivi della zona. Partecipare a tutte le riunioni sedendo in prima fila e di farsi fotografare accanto al Tizio ed al Caio non dimenticando mai di dare sempre... un colpo al cerchio ed uno alla botte.

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  7. Filippo da Vercelli.24 febbraio 2015 12:47

    Complimenti Gaetano. Ci stai facendo conoscere le nostre vere radici.
    Io quel posto lo conoscevo da giovinetto soltanto perché "frequentavo" il cinema nelle serate estive scavalcando il muro che si affaccia in via Fasullo, dove abitavo.
    Non avrei mai pensato che fosse così ricco di storia.
    Saluti.


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  8. Egregio Filippo da Vercelli, immagino che ricorderà anche come erano suddivisi i posti in quel cinema: Normali e... Distinti. I normali erano proprio sotto lo schermo tanto da costringerci a forti mal di collo per assistere al film. Nei Distinti, che erano situati più indietro e dove si pagava di più, normalmente andavano "I nobili", quelli che... arrivavano già con il cartoccio di noccioline e che lasciavano poi le bucce sul pavimento!!

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  9. A questo punto credo dovrebbero essere i 4 comitati dei quartieri storici ad essere i più interessati , come? specialmente publicizzando con gagliardetti, bandiere,
    scudi murali, etc. Lo stemma colorato.

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  10. E' da tanto che non scrivo... volevo dire non siamo noi piazzesi che siamo anche fumosetti (scusi alteri) che difficilmente ci dicaliamo con gli altri? Ci sono diverse associazioni a Piazza : cui chiddi tutti curnui, poi l'autri ,ma cui coddi piuggiosi m'sarabu poi gl'su coddi di macchni d'epuca .. hanu quattr sfasciummi...
    Bisognerebbe accostarsi forse con un po' di umiltà.
    Ma il piazzese è fum n l'oggi e nasca all'aria.
    Ps.: siamo cosi' non ci possiamo fare niente

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    1. Scusi sig. Anonimo, ma non si capisce niente. Non penso che questo sia dialetto piazzese. Visto che ci siamo le dico: Aprvvhkiumww strvghjuyxx, gfgfgfjuww. Capito mi hai?

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  11. Fumu,'nvidia e naschi all'aria non sono voci dell'economia di mercato delle quali invece i PIAZZESI dovrebbero tenere gran conto attuando fattive collaborazioni e competizioni.
    Ben venga l'apporto di tutti.Ad ANONIMO 26 FEBBRAIO vorrei cortesemente ricordare
    che non si va avanti continuando con questo fatalismo.

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  12. Caro Gaetano,non salamelecchi (non sono il tipo) ma da giovane leggevo un libretto scritto dal segretario comunale rag. Cagni ?(credo Idea Nostra) che parlava di Piazza ,per primo aveva scritto del frate nostro concittadino che aveva tradotto Confucio i,Negli ultimi 20-30 anni ho letto di tutto e di autori diversi ma il top è stato il gen:le Litterio Villari.Non ho ancora letto il tuo libro,ma per quello che stai facendo sopratutto per i piazzesi lontani (non curarti dell'intellighenzia locale) è un lavoro straordinario ed una ricerca favolosa .continua ad amare la tua passione e farci conoscere tanti e tanti altri cenni storiciparticolari che nessun autore aveva cercato e trovato prima.Un abbraccio silvio

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    1. Silvio, gràzi assai du muttöngh. Na muttàda ogn tant fa béngh a saluti.

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