NEL CERCHIETTO GIALLO I RESTI DEL MURO SUD DEL CASTELLO DI PLACIA

venerdì 6 febbraio 2015

Il Mistero di Majorana continua

Il 12 dicembre scorso nel post "Prima di Majorana", dove si parlava dei vari nomi dell'Istituto Industriale di Piazza, eravamo rimasti con i dubbi sulla scomparsa nel marzo del 1938 del famoso fisico nucleare catanese Ettore Majorana. Sono di questi giorni le notizie apparse sui giornali relative al Majorana che vi riassumo brevemente.

Ettore Majorana: vivo tra '55 e '59

'Accertato dalla Procura di Roma, si trovava in Venezuela'


(ANSA) - ROMA, 4 FEB - Ettore Majorana, il geniale fisico catanese cresciuto in via Panisperna e che alcuni esperti collocano tra Newton ed Einstein, scomparso misteriosamente nel 1938, era vivo, nel periodo 1955-1959, e si trovava, volontariamente nella città venezuelana di Valencia. Lo ha accertato la Procura di Roma che ha indagato sulla scomparsa e ora chiesto l'archiviazione... Probabile che lo scienziato, spaventato dalle sue scoperte sull'atomo, abbia deciso di sparire senza lasciare tracce... in una foto scattata in Venezuela nel '55, analizzata dal Ris, Majorana, conosciuto con il cognome Bini, appare insieme con un emigrato italiano, Francesco Fasani, meccanico, subito dopo aver ricevuto un prestito. L'uomo che appare insieme con Fasani risulta compatibile con i tratti somatici del fisico catanese... Dopo aver accertato che Ettore Majorana era vivo tra il 1955 e il 1959, per la procura di Roma è stato impossibile stabilire che fine abbia fatto poi il fisico italiano.
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Majorana: testimone, visto a Roma nell'81

'Era un senzatetto, ospite del convento da cui si era allontanato'


(ANSA) - ROMA, 5 FEB - "Ettore Majorana era sicuramente vivo nel 1981 ed era a Roma. Io l'ho visto". Dopo gli sviluppi sulla scomparsa del geniale fisico catanese - di cui si erano perse le tracce nel 1938, ma che la procura della capitale ha stabilito si trovasse in Venezuela tra il 1955 e il 1959 - un testimone racconta all'ANSA di averlo incontrato in centro di Roma 34 anni fa insieme a mons. Luigi Di Liegro, il fondatore della Caritas romana. Era un senzatetto, ospite di un convento da cui si era allontanato.
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Gaetano Masuzzo/cronarmerina 

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