ANGIOLETTO EX-VOTO PER S. FILIPPO D'AGIRA A PIAZZA ARMERINA

lunedì 6 ottobre 2014

Fontanella Chiostro Sant'Anna / n. 10

Questa fontanella si trova in un angolo di quello che fu il chiostro del Monastero femminile delle Agostiniane di Sant'Anna. La fontanella prima era posta al centro del chiostro che, per molti anni del Novecento, fu il cortile delle Scuole elementari femminili, mentre quelle maschili erano nel plesso Trinità (altro ex Monastero femminile, ma di Benedettine). Nonostante questa separazione, le classi prime dei maschi, come quella mia del 1959 con la maestra Maria Minacapilli in La Cara, frequentavano solo per un anno queste aule e questo cortile sempre ombroso. Prima di diventare il VII Monastero di Agostiniane in Sicilia nel 1642, le suore si riunivano in un Ritiro, chiamato "Ritiro di Donne" e confinante con l'Oratorio di Sant'Anna, fondato nel 1605 nella propria abitazione dal nobile Pietro Calascibetta dei baroni di Cutomino*. Qualche anno più tardi il Ritiro si trasformò in "Ritiro della Congregazione di Santa Brigida" per tenere lontane dalle lusinghe del mondo le donne e le ragazze nobili di Platia e venne riunito all'Oratorio dal nobile Andrea Trigona dei baroni di S. Cono, dietro suggerimento dei dirimpettai Padri Gesuiti. Il Calascibetta era rimasto vedovo con sette figlie e già da qualche anno ne aveva avviato alla vita religiosa tre nel vicino Monastero Benedettino di Sant'Agata, le restanti quattro furono le prime a essere ammesse nel nuovo Ritiro, poi diventato Monastero dietro autorizzazione di papa Urbano VIII. Sia il Trigona che il Calascibetta si fecero sacerdoti avanti negli anni e quest'ultimo entrò anche a far parte della Congregazione Francescana. Gaetano Masuzzo/cronarmerina

*Feudo che si trova a ca. 20 Km. a Sud di Piazza, verso Gela.


39 commenti:

  1. Non ricordo la fontanella ma certamente il cortile delle elementari allora rigorosamente femminili (erano gli anni cinquanta); cinque anni con la maestra Pierina Di Fidi in Avanzato a cui devo il mio amore per la lettura a cui mi educò attraverso i libri(prevalentemente vite di santi) che teneva custoditi in una cassapanca in un'aula affollatissima;rigorosamente vietato l'uso della biro quindi pennino ed inchiostro nei "bicchierini" , inseriti nella parte superiore dei vecchi banchi di legno e riempiti con attenzione dalla bidella,la signora Bologna; è proprio il caso di dire fiumi d'inchiostro che spesso debordava dai quaderni agli indumenti ( c' p'zzai puru u cappottu).Nell'ultimo trimestre il cortile era il teatro delle esercitazioni di ginnastica e canti in vista del SAGGIO che si teneva,a fine anno scolastico,nel cortile delle elementari di S. Pietro.All'allenamento fisico era delegata la maestra Augeri,al canto la maestra Scibona Sottosanti; e vai con SOLE CHE SORGI...... nonchè IL PIAVE MORMORO' !
    Nonostante le tante difficoltà quel cortile contenne gli anni della spensieratezza mia e di tante bambine pochissime delle quali proseguirono gli studi.
    (uso il profilo anonimo non essendo contemplato il corrispondente femminile)

















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  2. Ho frequentato le elementari "Trinità" maschili ed ho avuto la fortuna di trovare sulla mia strada due insegnanti che hanno segnato la mia vita per sempre: I-II e III elementare con la maestra Armonico e IV e V con il prof. Ficarra; due docenti ai quali andrebbero eretti due monumenti alti come il campanile della Cattedrale per tutto quello che ci hanno insegnato e per come hanno influito sulla nostra educazione e preparazione agli studi successivi. Come vede, egr. Prof., me li ricordo ancora e mi rivedo seduto in quelle aule fredde e disadorne da dove si usciva con le lacrime agli occhi perché avevamo appena finito di leggere: "Dagli Appennini alle Ande".

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    1. E i "fortunati" che col numerino potevano andare a mangiare alla "refezione"? Una tazza di bachelite piena di pasta al sugo e un panino col formaggino per chi era in condizioni disagiate. Per noi, figli di artigiani "benestanti", solo raramente e quando ce lo meritavamo, c'erano i numerini che ci permettevano l'ingresso in quella mensa che serviva pasti dal gusto così diverso da quelli di casa nostra.

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    2. E' vero. Allora invidiavo moltissimo i "fortunati" che andavano alla "Refezione". Mi sembravano dei privilegiati ed anche loro si sentivano "speciali". Sempre a proposito di maschietti e femminucce, in quinta entrai a far parte di un coro misto formato da bimbe provenienti da Sant'Anna. Non ricordo il nome del maestro, ma ho bene in mente il nome delle due compagnette a cui mi ero affezionato: Laura e Valeria che, se dovessero leggermi, saluto con simpatia. A proposito di ginnastica, anche noi facevamo il "Saggio" ed avevamo un caposquadra bravissimo che dava gli ordini come se fossimo in caserma. All'anonimo del 6 ottobre, confermo che ancora oggi riesco a cantare lunghi brani di SOLE CHE SORGI e del PIAVE MORMORO'. E poi, che dire di VA PENSIERO; quando lo ascolto ho la pelle d'oca. Il pennino ed il calamaio erano un vero disastro: sempre macchie nei vestiti e sui quaderni. E le prime penne a biro? Un disastro! Perdevano inchiostro quando si mettevano in tasca.

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  3. Se dal 1400 alla fine del 1800 abbiamo avuto qualcosa come ben 18 tra monasteri e conventi. ........praticamente tutto il centro, oggi definito storico, era pieno dei loro grandi edifici e di quelli dei nobili tutti gli altri abitavano nei catoi.

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  4. ma quante ricerche ha fatto ! Bravo ci fa conoscere la bella storia del nostro paese

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  5. A proposito di REFEZIONE :una bambina di tanti anni fa,ritenendosi defraudata del privilegio del numerino che la maestra distribuiva a quasi tutta la classe,un giorno piantò una vera grana in classe per ottenere quel privilegio; la maestra,certa della condizione di""benestante"" dell'alunna ,la mandò a...............posto.Le proteste non cessarono finchè la maestra.presa per stanchezza,soverchiandole un numerino,lo diede anche a lei che,felice e contenta andò a mangiare con le compagne una vera prelibatezza BACCALA' cu sucu o vittoria su un presunto torto.Della cosa fu informata la famiglia che,insieme alla maestra,dovettero far intendere alla bambina la ragione dei numerini per la refezione : per lei,ca panzaredda cchina,il numerino era un capriccio;per le altre una occasione per non patire la fame.Argomentazioni semplici ma sufficienti a farle capire che lei,per il solo fatto di avere garantiti almeno tre pasti al giorno,era una PRIVILEGIATA.Da allora,per tutta la sua vita,si adoperò ad aiutare gli altri disagiati soprattutto se bambini.Anche questo furono gli anni '50.

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  6. Sui metodi " educativi" del maestro di 4 e 5 nutro qualche dubbio. Comunque pace all'anima sua, dove di trova.

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  7. Questo si che è buon uso del web ! E' opera meritoria far tornare a vivere la memoria storica di una città attraverso le piccole storie individuali .BRAVO prof. e bravi i suoi lettori che , mi auguro, collaborino ancora più numerosi per aggiungere altre tessere a questo mosaico ,a questo ""Come eravamo"".Altro che "io speriamo che me la cavo"!Prof. , grazie e auguri di successo strameritato.

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  8. Il riferimento di vtr 7 ott. ai metodi "educativi " mi fa venire in mente non senza brividi l'uso della BAIA : si pretendeva di incitare allo studio i non bravi portandoli in altre classi ,col codazzo dei propri compagni, i cui alunni erano ""invitati"" ad urlare in coro ASINO.A quale pedagogia si ispirassero questi maestri,peraltro brave persone nella vita, lo ignoro.So però che era una barbarie : in confronto quella delle bacchettate sulle mani era tenerezza.Vorrei precisare che non parlo del jurassico ma degli anni tra il '52 ed il '57 , nè di scuole hitleriane ma delle elementari Sant'Anna.

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    1. Hai ragione "Anonimo". Pur essendo stato a scuola in quel periodo, quello della BAIA mi è del tutto nuova. Non ne ho mai sentito parlare. Era proprio una esagerazione. Ora che ci penso, mi viene in mente un altro prof. (che non era il mio e di cui non ricordo il nome) il quale dava ai suoi alunni delle "timbulate" così sonore che si sentivano anche dalla Bellia!!! Buona giornata a tutti.

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  9. Non so se "vtr del 7 ottobre" si riferisce ai metodi del prof. Ficarra. In effetti anche lui usava dare delle "bacchettate" sulle mani, ma si trattava di una microscopica paletta in legno e dei colpetti che avevano solo lo scopo di richiamare l'attenzione dell'alunno ad una maggiore attenzione. A tal proposito ricordo le 10 bacchettate prese da un mio compagno di scuola, ora affermato medico che, essendo tra i più piccoli, doveva alzare le braccia al massimo per arrivare fin sulla cattedra. Per il resto confermo le mie lodi per il prof. Ficarra, vero specialista nel farci amare la geografia, la storia, i verbi - regolari ed irregolari - e molto altro ancora. P.S. Se oggi posso definirmi un amante della geografia e quasi un ... esperto, lo devo proprio a lui. Se non vi annoiate, la prossima volta vi racconterò delle gare dei verbi irregolari.

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  10. all'asino di turno venivano messe alle orecchie dei triangoli di carta (orecchie d'asino ) e fissati con delle mollette di legno, poi si formava un trenino di bambini con in testa ovviamente l'ASINO. Lui, se ne stava in piedi con le gambe aperte e le mani sui fianchi. .......sembrava il DUX.

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  11. bellissimo ed anche molto educativo ,bisogna farlo capire a tanta gente giovani e' non che vivono oggi giorno nello spreco e nel vizio ,certo proffessore che la poverta'e' una brutta cosa per tutti ,e' chi a provato la fame con tutti i disagi del caso,lo sa benissimo cosa significa sacrificio,come i nostri genitori e'i nostri nonni,anche se noi alla fine possiamo ritenerci più fortunati di altri,perche' stiamo vivendo in un epoca diversa,il dopoguerra fu ancor peggio della stessa guerra ,negli anni 50 60,erano guai ,c'erano i numerini della refezione ,ed anche i buoni per i libbri quaderni ed altro,ai quali tutti avevamo accesso ,mia madre mi ricordo si faceva in quattro per farli restare nuovi ,si visto che non poteva comprarmeli,mio padre guadagna va 4 milalire al mese e' non si poteva fare spreco.saluti e grazie

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  12. Ad anonimo 8 ott. i8:56 : non era nè bellissimo nè educativo semmai crudeltà mentale e retaggio di vecchi schemi educativi che la generazione baby boomers (quelli nati tra il 45 ed il 64) subì nonostante i tempi fossero mutati.Ha invece ragione quando dice che quelli del dopoguerra furono anni di guai.Per tutti potrei citare il dove ed il come vissi gli anni dell'asilo sempre in zona Trinità.Aspetto che il nostro PROF. apra una pagina al riguardo.

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    1. Anche questa è un'idea. Per pubblicare un post avrei bisogno di un po' di materiale. Mandami all'indirizzo e-mail gaetano.masuzzo@teletu.it i tuoi ricordi e le tue riflessioni, alle foto ci penso io. Ciao

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  13. Ad Herald 8 ott. che ricorda solo t'mpulati e bacchettate e non come me e vtr quella pratica sadica ,forse perchè più giovane o perchè i suoi maestri avevano escluso dalla loro pedagogia la crudeltà mentale : a proposito di gare,mi ha fatto ricordare quelle di geografia consistenti soprattutto nell'individuare su una decrepita carta geografica,attraverso una rudimentale bacchetta di legno,le capitali degli stati.Valido esercizio di cui ancora ora ringrazio l'insegnante.Mi piacerebbe leggere delle sue gare circa i verbi irregolari,argomento ostico per gli alunni.Quelli di oggi magari vi potrebbero trovare qualche suggerimento .

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    1. Gare di verbi irregolari. Ormai i verbi regolari per noi erano troppo facili, quindi le gare si svolgevano solo con gli irregolari. Ci si scontrava in coppia con eliminazione diretta. Il premio finale consisteva in un (dico UN) quaderno a quadretti con copertina nera. Cose da non far dormire la notte per la gioia!! Per farla breve, tra un'eliminazione e l'altra, il mio compagno ed io arriviamo alla finalissima. Grandissima emozione con occhi fissi sul prestigioso premio che era in evidenza sulla cattedra e con noi due come se fossimo alla finalissima del "Campiello" o dello "Strega". Dopo alcune risposte esatte di entrambi, il Prof. spara la domanda da un milione di dollari: Il participio passato del verbo SECERNERE. Per primo risponde il mio compagno con un "Secernuto", seguito da me con un "Secreto". Con questo mi aggiudico l'ambito premio che porto a casa come una reliquia. Quaderno che non sarà mai adoperato perché frutto di una "sudata" vincita. Questi erano i tempi, cari coetanei. Magari, se avrò tempo, vi parlerò in seguito della "Casetta di Gesù, dove ciò che entra non esce più".

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    2. Herald, grazie per averci riportato indietro di oltre mezzo secolo nelle aule delle elementari. Durante le mie ore di lezioni lasciavo sempre spazio alla sana competizione curando soprattutto il rispetto verso gli altri.

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  14. fontanella-pagella;non vuole essere un arido esercizio di rima ma un larvato e rispettoso suggerimento per vedere ""come eravamo"" anche da quel punto di vista,naturalmente con la dovuta riservatezza.Che ne dice prof.? Io potrei coadiuvarla con fotocopie non solo degli anni '50 ma anche di anni intorno al 23 o 24 ;conservo infatti tutte le mie ed una di mia madre. Grazie per l'attenzione e saluti

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    1. Potrebbe essere un'idea. Mandami le fotocopie, ovviamente se pubblicate sarà rispettata la riservatezza di ognuno cancellando i nomi.

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  15. Grazie per aver preso in considerazione le mie proposte quanto ad asilo e pagelle.Presto avrà le fotocopie ed il mio "amarcord" breve ma valido quadro di quegli anni.

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    1. Le apetto con ansia e curiosità. Forza e coraggio.

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    2. Caro Prof. in questo oscuro periodo di governo renziano bisogna stare attenti alla scelta delle parole. Forza e coraggio sono le due cose fondamentali che mancano alla minoranza del PD: qualcuno di loro nel leggerle, potrebbe anche vergognarsi.

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    3. Tex, per favore lasciamo fuori la politica dai nostri ricordi e dalla nostra "crescita" culturale. Questi due obiettivi sono ben più importanti e dignitosi. Sto dedicando tanto tempo e passione a questo blog perché, quasi due anni fa, mi sono prefisso di lasciare fuori politica e curticchiu, io non sono adatto per queste cose, mi spiace ma è così: la serietà e la coerenza innanzitutto. Ciao

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  16. Sempre del M.tro Ficarra: l'aula dei maschietti si trovava nella via S. Anna e per i servizi dovevamo raggiungere il plesso Trinità, circa 200 metri buoni e dovevamo impiegarci 2,5 min. Per la pipi', 5 minuti per la popo'. Immaginate le corse. ...ma la cosa più, non so come definirla, pagavamo un tiket di 5e 10 lire e qualche compagno ogni tanto profumava l' aula non potendo pagare. Con il ricavato compero' un mappamondo nudo e giornalmente componeva i vari puzzle fino a completarlo.

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  17. si ma per bellissimo ed educativo intendo il blog del proff ,che ci da notizie foto d'epoca ricordi ,e momenti di storia vissuta ,poi la vita ha fatto il resto,la poverta' ha provato tanta gente ,ora noi viviamo sicuramente un mondo più dolce sotto tutti gli aspetti ,an che se la crisi pesa,il clima e' cambiato,ci sono più diritti per tutti,a scuola i maestri non picchiano ,e guai se lo fanno ,se mai al contrario e' difficile fare i maestri o proff con i giovani di ora,voglio cioe dire c'e un ruolo educativo scolastico piu' improntato all'elasticita',prima era cattiveria e' dittatura,pero' come dice mio padre a scuola si studiava e senza babbiu uscivano tanti bravi maestri e proffessori preparati.ora senza l'offesa ci sono persone che occupano posti di prestigio e sono inconpetenti.grazie

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  18. lodi,lodi,lodi,come diceva qualche tempo fa in TV un nostro conterroneo (neologismo non mio ma di un professore di psicologia dell' università di Padova) a HERALD : quadro "parlante" , il suo, della vita in una classe da parte di un bambino che impara a diventare uomo attraverso sane emozioni tra cui la gioia di meritare un premio semplice quasi povero.Complimenti anche al maestro per il suo metodo molto moderno per allora.Nella mia classe invece le gare di geografia erano molto rusticane e poco stimolanti soprattutto perchè senza metodo nè ,tantomeno,un premio che,forse,avrebbe spinto qualcuno a chiedersi cosa e dove fossero Parigi o Mosca .

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    1. Grazie, Anonimo 11 ottobre, per i complimenti. Ogni tanto mi vengono i "cinque minuti" e scrivo qualche cosa su questo Blog il cui vantaggio è quello di eliminare argomenti come Politica e Calcio. Per chi vuole, vi sono decine di altri Blog dove ci si può "scannare" parlando bene o male dei vari politici o di Pirlo e compagnia.

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  19. FORZA E CORAGGIO,di cui sopra,vanno augurati a Lei ed alla passione che mette in questo BLOG che NON DEBORDA e non demorde dall'obiettivo di non far morire un pezzo di STORIA,la nostra di comuni mortali ,attraverso memorie personali che non troverebbero altrimemti il meritato spazio .La gara di verbi,geografia,storia,arte.......l'ALUNNO MASUZZO l'ha già vinta insieme alla riconoscenza di molti.

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    1. Non puoi immaginare quanto mi gratificano queste tue parole. Ogni tanto fa bene sentirsele dire. Grazie a nome di Gaetano e di "tutta" la redazione del blog.

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  20. La "Casetta di Gesù, dove ciò che entra non esce più" era una scatola che il Prof. Ficarra teneva nell'armadietto. Lì andavano a finire tutti i giochini che portavamo in classe e che erano "proibiti". Si trattava di biglie, tappi di bottiglie, bottoni di cappotti, ciacche e camicie (per chi non lo sapesse servivano per giocare "a fussetta". Il bottone del cappotto valeva 4, della giacca 2, della camicia 1. Quante cose che non sapete!!). Gli oggetti sequestrati rimanevano nella Casetta fino alla fine dell'anno e nessuno poteva avvicinarsi per recuperarli. Finita la scuola i preziosi reperti venivano utilizzati sia come premi durante le varie gare o messi in palio per una lotteria.

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    1. Chissà quanti telefonini andrebbero oggi nella "casetta di Gesù". Più che una casetta non basterebbe un palazzo!

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  21. prego a GAETANO e alla"" numerosa e differenziatissima redazione""".Siete ""TUTTI"" simpatici.

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  22. i l merito e' soltanto suo che ogni giorno ci tiene compagnia raccontandoci tante belle cose ,anche questo significa amicizia , vorrei chiedergli se potremmo parlare anche del paladino chi era questo personaggio tanto discusso e straordinario ci sono delle opere sue qui a piazza .grazie in anticipo so che ci fara' sapere molte cose

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  23. A HERALD : vedi di moltipicare i tuoi ""cinque minuti""così produttivi e in sintonia con questo BLOG serio e mai serioso.Il tuo ultimo post mi ha ricordato un ""accumulo"" simile ma di dieci lire :quarta e quinta ginnasio (liceo classico PIAZZA ARMERINA ,primi anni '60);alcune ore settimanali di FRANCESE: il rimpianto prof.DI PROSSIMO ,con largo anticipo sulle successive innovazioni didattiche,ci chiedeva di usare la lingua francese nel ripetere quanto studiato a proposito di letteratura;chi commetteva un tot di errori "pagava pegno" : 10 lire in un "fondo comune" utilizzato,alla fine dell'anno,per comprare il gelato.Tutto con l'eleganza che lo contraddistingueva e con ottimi risultati sul piano didattico.La mia stima per questo insegnante è cresciuta nel tempo e mille volte lo ringraziai quando per ben tre anni,mi ritrovai ad insegnare,da supplente,LINGUA FRANCESE, pur avendo una laurea in lettere classiche,anche in un IST.PROFESSIONALE in una classe dove mi ritrovai a confrontarmi con una alunna francese,figlia di emigrati,che non conosceva l'italiano ma parlava bene il FRANCESE.
    Se da lassù mi sente,grazie PROF. DI PROSSIMO.

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    1. Del prof. di francese Gaetano di Prossimo, nonché mio padrino di cresima, ricordo con immenso piacere due cose: i suoi modi di fare gentilissimi e le sigarette lunghissime Philip Morris. Se ci sente, anche da parte mia grazie.

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  24. Anonimo del 13 ottobre, hai detto bene: "Con l'eleganza che lo contraddistingueva", a proposito del Prof. Di Prossimo. Purtroppo io ho avuto dei pessimi insegnanti di francese ed ho incontrato il Prof. Di Prossimo quando si andava a casa sua per recuperare in estate quanto non imparato in classe. Elegante, serio, competente ed anche spiritoso. Ma tutta la famiglie è sempre stata così: Moglie e due figli (se non sbaglio uno è proprietario di una libreria). I miei insegnanti di francese di allora erano così ottusi che volevano imparassimo centinaia e centinaia di vocaboli senza nessun significato. Dovevamo sapere tutti i componenti di un edificio (dalle grondaie fino alle fondamenta), oppure tutte le parti del corpo umano (dai capelli all'alluce). Se poi, non sapevamo chiedere neanche "scusi dove è la stazione dei treni"? questo non importava. E' da precisare che del corpo umano si studiava... tutto, tranne ciò che si trovava tra l'ombelico e le rotule (zone che invece sognavamo di approfondire!!). Bene, una volta, al solito compito in classe pieno di decine e decine di vocaboli, la prof. di francese chiede anche: "la MILZA". Non sapendolo, la tradussi con MILZ e fu allora che presi un bel UNO MENO MENO. Si, perché allora questi erano i voti e nessun genitore si sarebbe mai sognato di protestare né con l'insegnante, né con il Preside. Riparai con il prof. Di Prossimo e da allora imparai così bene il francese che ancora oggi conosco a memoria intere canzoni e la vita di... Guglielmo Marconi in lingua originale. P.S. Tranquilli. Non ho nessuna intenzione di recitarvela ora, vi voglio troppo bene!!!

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    1. herald, i figli del prof. sono 3: Puccio, Piero e Massimo.

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