ANGIOLETTO EX-VOTO PER S. FILIPPO D'AGIRA A PIAZZA ARMERINA

domenica 7 settembre 2014

Fontana Floristella / n. 34

Queste sono foto che mi sono state inviate da Gianluca Messina, un affezionato visitatore del blog. E' la fontana che si trova presso la miniera Floristella*. Quest'ultima, già aperta dal 1825, era di proprietà dell'imprenditore di Acireale Agostino Pennisi barone di Floristella (1832-1885) il quale, nella seconda parte dell'Ottocento, sfruttando l'evoluzione dei processi estrattivi, iniziò a dare un volto imprenditoriale all'estrazione e lavorazione dello zolfo. Le grandi miniere della provincia di Enna a partire dal 1700 erano state fonte di ricchezza economica, sempre a prezzo di sfruttamento disumano degli operai, anche adolescenti e bambini (carusi, in gallo-italico carösi), che si accontentavano di paghe misere. I carusi venivano ceduti in affitto dalle famiglie ai picconieri e utilizzati per i trasporto a spalla dello zolfo frantumato in superficie. Il trasporto avveniva con una cesta a forma di piccolo sacco chiamato st'rraör**, appoggiato su un piccolo cuscino chiamato ciumazzèu. I successivi spostamenti venivano eseguiti con le carriole verso le calcarelle, ovvero fossi dove veniva fuso lo zolfo. La miniera entrò in crisi, insieme a tutto il comparto estrattivo, a partire dagli anni '30, cessando definitivamente la produzione negli anni '70.  

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

*Per altre notizie sulla miniera di Floristella consiglio di leggere il post "La miniera di Floristella" del 29 dicembre 2012. 
** Era solito nelle famiglie piazzesi, sollecitare i ragazzi a studiare con questa frase in lingua gallo-italica non proprio pura, che però non tutti riuscivano, o non volevano, capire il senso: Vid' ch' s' nan studi u st'rratur t' spetta!      

5 commenti:

  1. occhiu c 'sa futtnu.

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  2. Le miniere di zolfo:esempio di mala gestione di un patrimonio da parte della classe dirigente che,fatta qualche eccezione,si mosse con metodi feudali .Tanta miopia le portò a perdere la partita con la concorrenza.Troppe le vittime lasciate sul campo:i tanti uomini costretti dalla miseria a barattare vita e salute con un lavoro pesante e rischioso
    che garantisse però un salario;l'orrore dei CARUSI ,a cui furono sottratte infanzia e relative gioie quando non la vita stessa;il fallimento delle stesse imprese padronali.Ben venga il progetto Parco, con il suo patrimonio materiale e non ,a testimonianza di tanti
    sacrifici e come fonte di nuove occasioni di riflessione e di lavoro.

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  3. C'è un film girato anche a Piazza "Rosso Malpelo" che parlava dello sfruttamento dei "carusi"
    A proposito qualcuno conosce il titolo del film che fù girato a Piazza negli anni '70 con Sylvia Koscina ,mi pare che tra le comparse ci fosse il mitico Ernesto Caputo.

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  4. io ricordo che del film era interprete anche Silvano Tranquilli,un distinto signore che due o tre volte mi capitò di vedere, solo e senza chiasso mediatico intorno,davanti al circolo di cultura,;ricordo anche una scena di un funerale con la Koscina ed altri.Da rapida ricerca sulla filmografia dei due attori ne deduco il possibile titolo oltre che la critica (un filmaccio) Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile.

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