LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

domenica 2 marzo 2014

L'On.le Benedetto La Vaccara

La via intitolata all'On.le Benedetto La Vaccara Giusti (1848-1915)
A Piazza se ci pensate ci sono due vie che hanno quasi lo stesso nome, via La Vaccara Giuseppe e via La Vaccara Benedetto. La prima da Piazza Boris Giuliano porta a via Torquato Tasso, la seconda collega viale Gen.le Ciancio con la via Gen.le Muscarà (nella foto). La Vaccara Giuseppe era un sacerdote, prevosto della Cattedrale, nato nel 1874 e morto nel 1960, fra i fondatori dell'attuale Liceo Classico "Gen.le Antonino Cascino". Benedetto Maria La Vaccara, invece, fu uno dei cinque deputati al Parlamento Nazionale che la nostra Città ebbe tra l'Ottocento e il Novecento. Figlio unico dell'avv. Pasquale e Angela Giusti, Benedetto Maria nacque a Piazza il 13 agosto 1848. Studiò da avvocato e nel 1878 si sposò con Elena Trigona, figlia di Salvatore di Mandrascati, dalla quale ebbe tre figli, Angiolina, Saverina* e Pasquale. Dal 1879 al 1882 fu Sindaco della Città e, politicamente di destra, professò ideali liberal-massonici propri degli uomini del Risorgimento. Quando nel 1892 Piazza Armerina ottenne un proprio collegio elettorale, comprendente anche i comuni di Aidone, Barrafranca e Valguarnera, l'avv. Benedetto Maria La Vaccara Giusti fu eletto alla Camera dei Deputati per la XVIII legislatura (dal 1892 al 1895). Il La Vaccara viene ricordato anche per essere stato umanista e poeta che, oltre a scrivere una relazione-trattato Sui bilanci della guerra e dell'istruzione pubblica, Tip. della Camera dei Deputati, 1894, scrisse tre opere in versi: Lampi e faville - sonettucci, Testo monografico, P. Armerina, Tip. Bologna-La Bella, 1902, Razzi e Petardi - versi, Testo monografico, P. Armerina, Tip. G. Bologna-La Bella, 1903, Caccia al dragone - rime, Testo monografico, P. Armerina, Tip. G. Bologna-La Bella, 1903. L'On.le La Vaccara morì nella sua casa di via Rizzo (quartiere Monte) il 19 marzo del 1915. Gaetano Masuzzo/cronarmerina

*Nei prossimi giorni su questo blog parlerò della figlia Saverina, anche se si firmava Severina, poetessa in italiano dei primi Novecento

33 commenti:

  1. era il padre della mia bisnonna

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    1. Vuol dire che la tua bisnonna si chiamava Angiolina nata nel 1879 ? Ma con chi si è sposata ? Mi manca l'anno della sua morte. Non perderti i prossimi post su tua zia Severina.

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    2. No, era Saveria La Vaccara Giusti (chiamata da tutti Severina).
      La mia bisnonna era proprio la poetessa di cui parlerà nei prossimi giorni.
      Nell'elenco mi pare manchi un'altra figlia cioè Adelina La Vaccara Giusti.
      Angelina, come si chiamava in famiglia, o Angiolina, come riporta lei mi sembra fosse sposta con Ottavio Trigona Della Floresta che si trasferirono a Palermo dopo il matrimonio.

      Massimo Prestifilippo

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    3. Di Adelina, probabilmente la più piccola, non conosco l'anno di nascita. A Saverina, tua bisnonna, fu dato lo stesso nome della nonna Saveria da parte di mamma. La nonna Saveria Giusto aveva sposato Trigona Salvatore di Mandrascati dai quali nacque Elena, che andò in sposa all'On.le Benedetto La Vaccara.

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  2. Adelina, così come Angelina, credo che fossero la più grandi della mia bisnonna mentre il più piccolo dei figli era sicuramente il maschio Pasqualino, morto suicida. Comunque per dissipare il dubbio sulla data di nascita e di morte di Adele si può verificare presso la cappella di famiglia.
    Si, è corretto che la nonna di Saveria si chiamava come lei, mi risulta oggi sepolta a santa Maria di Gesù, vicino a "nonno Nitto" (come ho sentito sempre nominarlo a casa); andò in sposa a Salvatore Trigona e, dalla loro unine, nacque Elena. Racconti di famiglia riportano anche che Elena aveva un fratello gemello morto prematuramente.
    Mi risulta che "nono Nitto" sia stato Sottosegretario all'Agricoltura, ma devo controllare meglio le carte di famiglia.


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    1. Nonno Nitto sarebbe Benedetto La Vaccara ? Quest'ultimo è seppellito a S. Maria di Gesù ? Se è così dovrebbe esserci una foto di lui che mi piacerebbe proporre sul blog. A distanza di un secolo se lo merita di essere riconosciuto dai suoi concittadini. Fammi sapere se è possibile averla.

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    2. Esattamente, nonno Nitto è Benedetto La Vaccara Giusti, a casa mia è stato sempre chiamato così.
      Per quanto riguarda le foto al cimitero monumentale non ce ne sono, ma non sono un problema, sia io che mia zia ne abbiamo parecchie oltre a qualche documento e un bigliettino da visita (se lo trovo perché non lo vedo da decenni) .
      Se vuole le posso inviare via mail una foto, basta soltanto che mi faccia sapere l'indirizzo.

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    3. Massimo, potresti mandarmi qualche foto e, se la trovi, qualche poesia di tuo nonno a questo indirizzo gaetano.masuzzo@teletu.it. L'indirizzo si trova anche in fondo a dx dell'home pace di questo blog e, inoltre, sono anche su facebook. Grazie anticipatamente

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    4. per le poesie si sa che è un problema. per le foto provvedo.

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    5. Professore abbia la cortesia di aspettare perché inviarle i documenti oggi mi viene assai difficile.
      Sarà il mio primo impegno non appena ho un momento di libertà.
      Scusi per l'attesa ma oggi non è proprio possibile.

      peraltro mi sembra di ricordare che devo avere una composizione scritta proprio da Benedetto La Vaccara. Si tratta (se non ricordo male) di un "dialogo" tra Francia e Italia. provvederò a inviarle anche quella.

      Massimo

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  3. finalmente qualche contemporaneo dei piazzesi "famosi" che si fa "sentire" con qualche precisazione o informazione

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    1. Forse gli altri non sono più in questa terra né in questo mondo.
      Apprezzo moltissimo il lavoro di questo blog, che cerca di comporre puzzle su tempi molto lontani che quasi nessuno ricorda e di cui pochissimi hanno memoria diretta o indiretta. Persone come il Prof. Masuzzo contribuiscono a fornire numerose informazioni con semplicità a chiunque abbia la voglia o la curiosità di sapere qualcosa in più sulla nostra città. Informazioni che sarebbero difficili da reperire senza lunghi studi e ricerche. .

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  4. era fratello di di un mio prozio,infatti ogni pomeriggio bevevano il latte ancora caldo e schiumoso della stessa capra.

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  5. turibio perché non continui la tradizione del tuo prozio? bevi latte schiumoso ancora caldo, e se proprio devi comunicare qualcosa, dillo alle capre, tanto care al tuo compianto prozio.

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  6. Tratto da facebook:"…egregio prof. se mi permette vorrei aggiungere qualche cenno, a beneficio dei nostri concittadini, sulla biografia politica dell’avv. Benedetto La Vaccara, che era un antico repubblicano poi convertitosi alla monarchia. Grande galantuomo, sindaco integerrimo e poi consigliere provinciale ove si oppose al Colajanni che, più tardi, lo definì ingenerosamente “deputato di facile contentatura”. Nelle elezioni del 23/11/1892, dopo vari tentativi, fu finalmente eletto deputato per il collegio di Piazza. Si trovò alla camera durante quel tormentato periodo dei fasci siciliani e dello stato d’assedio in Sicilia voluto da Crispi. Pur essendo deputato, venne perquisita anche la sua casa, cosa per la quale protestò fortemente con Crispi. L’indagine che ne seguì fece cadere la responsabilità sul maresciallo dei carabinieri, ignaro, si disse, che quella fosse l’abitazione del deputato. In realtà egli era uscito dalle grazie del presidente del Consiglio, ragion per cui il 27 gennaio 1894 gli scrive: “Questa seconda mia lettera è diretta a Lei Crispi, perché a Crispi ministro ho scritto già. Diciamolo franco: prefetto e sottoprefetto intralciano la mia azione feconda assai di bene. Invidiano il mio completo e quotidiano successo, e prendono di mira i miei amici di Valguarnera e di Barrafranca, mettendosi a perseguitarli per far piacere alle cricche locali ed al ricco Minolfi….”. Questo gli costò la sconfitta alle elezioni del 10/06/1895 contro il nostro avv. Luigi Marescalchi, fedele crispino (il risultato fu: 1361 voti Marescalchi contro i 974 di La Vaccara). Si avvicinò quindi al nuovo presidente del consiglio marchese Starrabba di Rudinì, di antica nobiltà piazzese e strenuo oppositore di Crispi. Nel 1897 lavorò per una candidatura del presidente del consiglio Rudinì nel collegio di Piazza. L’obbiettivo era quello di riuscire a sconfiggere il forte Marescalchi, dopo di che, optando il marchese per il suo collegio di Caccamo, alle suppletive il La Vaccara avrebbe avuto strada facile. Il marchese aveva dato disponibilità, ma poi vista la scarsa preparazione della strategia decise di non candidarsi per non esporsi a una brutta figura. Nel 1900, però, fu suo figlio Carlo Rudinì a sfidare il Marescalchi, che di nuovo vinse di misura (1144 voti contro 887). Tutto questo la dice lunga sull’importanza che la nostra città ebbe in quegli anni, influendo anche sulle dinamiche politiche nazionali." Salvatore Paride Alfarini - 2/3/2014

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    1. La sconfitta con Marescalchi costò molto al mio antico avo. Per le campagne elettorali dissipò quasi totalmente il suo patrimonio.

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    2. ...posso capire, il Marescalchi infatti faceva parte del "partito della provincia", legato alla grande borghesia affaristica dei Roxas e dei Gaetani, conduttori o proprietari di miniere di zolfo, legati a Crispi e che dominavano la politica del capoluogo nisseno. I loro mezzi finanziari erano praticamente sterminati. Salvatore Paride Alfarini

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    3. Grazie a voi due sto scoprendo cose interessantissime che in nessun libro consultato sino adesso avevo trovato. Bene così.

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  7. ...tutto questo è meraviglioso! Grazie prof. Masuzzo per la sua opera meritoria. Anch' io ho cercato di sapere qualcosa di più sull'impegno politico di Benedetto La Vaccara, ho trovato qualcosa su libri di storia locale che riguardano il circondario, ma una ricostruzione più dettagliata implicherebbe un difficile ed impegnativo lavoro di ricerca. Chissà se dalla famiglia possano venire notizie più precise e dirette, sarebbe bellissimo.
    Salvatore Paride Alfarini

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    1. Cercherò di fornire tutte le informazioni che, in tempi accettabili, posso reperire. Mi spiace di non essere velocissimo, ma devo cercarle in un mare di foto e documenti riferibili a più generazioni della mia famiglia. Il compito, non difficile, è però molto dispendioso in termini di tempo, che, ahimè, è sempre poco.
      Se permette Sig. Alfarini, avrei una domanda da porgerle, e, sempre se lei desidera, può rispondermi su questo blog che penso sia il luogo più appropriato per scambiare informazioni sull'argomento e renderle pubbliche a tutti.
      Da dove ha tratto l'informazioni sulle lettere rivolte a Crispi? sapevo delle lettere ma non avevo idea che ci fossero informazioni in merito.
      Quando raccoglierò la documentazione che il professore Masuzzo mi ha gentilmente richiesto, invierò anche un telegramma, scritto in difesa dell'On. Benedetto La Vaccara, che si collega proprio alla inaspettata e irrispettosa visita dei carabinieri in casa sua. Sarà poi il prof. Masuzzo a pubblicarla (sempre che lo trovi interessante e utile).
      Sicuro di una sua risposta, la ringrazio anticipatamente.
      Massimo Prestifilippo

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    2. Carissimo Massimo, tutto quello che può far conoscere maggiormente la vita dei miei concittadini è utile e interessante. Prenditi (scusa del tu, ma ormai ti considero uno dei nostri) tutto il tempo che ti serve, e vedi se puoi rintracciare una foto della tua bisnonna Severina, me l'ha richiesta espressamente il prof. Francesco Impallomeni. Grazie

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    3. egregio sig. Prestifilippo, è un dovere oltre che un piacere ottemperare alla sua gentile richiesta; la lettera che parzialmente riporto nel mio post precedente, nonchè la notizia sullo spiacevole epsodio della perquisizione sono tratti dalla pag. 89 del volume: G. Astuto, "Cripsi e lo stato d'assedio in Sicilia" - Giuffrè editore, 1999. Il prof. Astuto è ordinario di Storia delle istituzioni politiche all'Università di Catania, nonché autorevole studioso del crispismo. In nota alla lettera, il prof. Astuto riporta: ACS, Crispi-Ro, f. 699, La Vaccara a Crispi, PIazza Armerina, 27 Gennaio 1894. Quindi si tratta di documentazione esistente presso l'Archivio centrale dello Stato. Cordialità.
      Salvatore Paride Alfarini

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    4. Caro professore, il tu per lei è un'obbligo anche perché sono stato suo alunno alla Capuana.
      Le fotografie della mia bisnonna Saveria non sono un problema, sia io che mia zia Donella (se vuole la può contattare) ne siamo pieni; foto da giovane, meno giovane, con marito e sorelle. Una sua foto, (una delle più belle) è stata prestata a Lucia Todaro, che ha provveduto ad inserirla in un'edizione del calendario da lei creato "Tempi d'Ciazza". Abbiamo anche diverse pubblicazioni di suoi componimenti .
      Comunque, il compito è molto più semplice ma anche quì mi serve del tempo.
      Intanto mia zia è già all'opera per trovare (si spera), una foto che io non riconoscerei, della moglie di Benedetto, cioè Elena.
      grazie a lei per l'opera di divulgazione e buona serata.
      Massimo Prestifilippo

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    5. sig. Alfarini, grazie dell'esaustiva risposta.
      In questa fase di ricerca posso solo anticipare qualcosa, dato che devo ancora completarla e scannerizzare i documenti più interessanti.
      C'e, ad esempio, la nomina a sindaco di Piazza Armerina, che provvederò a duplicare anche se il formato non è propriamente in A4 quindi non garantisco l'esito della copia. C'e anche la testimonianza del suo impegno in favore dell'Onorevole Nuzio Nasi, accusato (secondo lui ingiustamente) di peculato e successivamente incarcerato. Ci sono alcuni interventi alla Camera dei Deputati, uno dei quali si riferisce a dei disordini verificatisi a Serradifalco...... ecc..

      Massimo Prestifilippo.

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    6. ...dobbiamo essere grati a Lei sig. Prestifilippo, per la possibilità che ci da di conoscere aspetti ancora sconosciuti di questo nobile ed illustre nostro concittadino che, personalmente ed istintivamente, sento di amare, in quanto espressione di quella schiatta di uomini politici che oggi non esistono più; che concepivano l'impegno nelle istituzioni pubbliche come una missione quasi religiosa fatta di dezione e servizio, oltrechè di onestà assoluta. Ci darà così la possibilità di conoscere qualcosa di più sugli ultimi anni della sua vita pubblica, visto che la vicenda giudiziaria dell'on. Nasi si svolse tra il 1904 ed il 1908, per accuse che, a considerarle adesso, fanno sorridere. Eppure si arrivò addirittura ad un processo davanti al Senato costituito in Alta Corte di Giustizia...cose inaudite! Molto bello sarebbe poi conoscere qualcosa di più sulla sua giovinezza: se corrisponde al vero che in gioventù professasse ideali repubblicani; sul suo periodo da Sindaco e da consigliere provinciale ecc..Nessuno dei familiari ha mai pensato di raccogliere il materiale in modo da farne un ritratto complessivo da consegnare alla memoria della sua città e della sua famiglia? Potrebbe decidere i farlo lei, che ne pensa?
      Salvatore Paride Alfarini

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    7. Di materiale sulla sua giovinezza e sulle altre cariche ho poco o nulla, comunque proverò ad approfondire. Consideri che sono passati la bellezza di 166 anni dalla sua nascita e 99 dalla sua morte, e quel poco che ho a disposizione è stato inizialmente conservato da mio nonno Massimo e sua madre, cioè Saveria, tramandato, poi, alle successive generazioni.
      La maggior parte del materiale politico, è andata perduta. Mia nonna, ad esempio, mi raccontava che durante il periodo fascista, i documenti ritenuti "compromettenti" furono distrutti per evitare rappresaglie contro la famiglia.
      Massimo Prestifilippo.

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    8. ...capisco le difficoltà, ma faccia il possibile. Intanto quel che ci dice è già di per se interessante. Ad esempio, desumo che la famiglia fosse di sentimenti antifascisti, coerentemente con gli ideali liberali professati dall'onorevole. Ho letto del figlio morto suicida: cosa ci può dire di più sul suo conto? Non le sembri scontato quello che dico, perchè ad esempio il figlio dell'on. Cascino, il quale inizio la sua carriera politica da radical-massone per poi approdare al popolarismo sturziano (evidentemente aveva fatto tesoro della sconfitta del 1913 contro il gen. Giuseppe Ciancio), l' avv. Pietro Cascino, lo ritroviamo federale del fascio per la provincia di Caltanissetta nel periodo 1928-1931; questo perchè non sempre i figli seguono le orme dei padri.
      Grazie per il suo impegno.
      Salvatore Paride Alfarini

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  8. Giovanni Piazza4 marzo 2014 09:26

    Molto interessanti, questi sprazzi di antico che ricolorano vite intensamente vissute. E che rivelano ciò che è stato e sempre sarà: la politica si fa con i soldi. Patrimoni personali (Nitto?) o potentati economici (Marescalchi con Roxas e Gaetani?). Perché, pigghiala comu voi, in caso di vittoria ci sarà comunque un ritorno. Un sentito ringraziamento, prof, con un non meno sentito “vaffa” a quel Crispi, siciliano traditore dei siciliani.

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  9. le capre sono quasi scomparse e comunque non girano più per le vie del paese, le capre! invece i caproni quelli si che girano ancora e numerosi.

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    1. Se qualche commento continua a insistere su capre, caproni, crasti e altri simili quadrupedi, sarò costretto a eliminarli per non rischiare di sconfinare su campi alquanto impraticabili perché lontani dal mio modo di intendere questo blog. Grazie per la collaborazione e la gentilezza.

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    2. Condivido appieno quanto richiesto dal professore, sarebbe bello che non si sminuisse quello che si tenta di fare su questo blog, non tanto per i parenti ancora in vita degli onorevoli personaggi di cui sopra, ma per rispetto della storia, che si sta evolvendo in maniera interessante.
      ciao.
      un lettore di racconti del tempo che fù.

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  10. mi piace ripercorrere la storia di questi nostri illustri uomini armerini che tanto hanno fatto per la nostra patria ,dilapidando anche i loro ingenti beni.Grazie al professor Masuzzo per tutto l'impegno che mette in queste interessanti ricostruzioni.

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