LA CROCE GRECA MAI VISTA SUL MURO DELLA CHIESA DEI TEATINI

mercoledì 26 marzo 2014

I barbieri di via Marconi / 2

A sx il salone dei barbieri Orlando & La Porta in via/piazzetta Marconi
L'elenco dei barbieri di via Marconi continua con questi altri 14 nomi: Lo Tennero anche lui sfollato da Tripoli, Ribilotta abitante alla Castellina, Nando Sapone, Trupiano, Totò Commendatore, Bobò Parisi, Farinato, Peppino Ficarra & Cordaro, Filippo Minnella, Lo Giudice (poi parrucchiere per signora), Chiarito, Orlando & La Porta. Concludo con altri ricordi di un altro visitatore di questo blog:
"Il mio barbiere, da piccolo, era il sig. Orlando di piazza Marconi. Il locale era di pochi metri quadrati, con la spiritera per scaldare l'acqua... Ricordo ancora le scritte appese sui muri 'Vietato sputare per terra' e 'La persona educata non bestemmia'... I clienti parlavano sempre di donne e di politica... a me non veniva mai rivolta la parola. Entravo, aspettavo il mio turno ed uscivo come se fossi stato un fantasma. Mi facevano pena quei ragazzini mandati a lavorare e che spesso venivano presi a schiaffi perché non scaldavano bene l'acqua o non pulivano secondo gli ordini del barbiere-padrone." (H.)
Visto che anch'io frequentavo questo salone, mi ricordo che era così piccolo che spesso a noi ragazzi, specialmente nei mesi più caldi, per tagliarci i capelli ci facevano "accomodare" su uno sgabello posto in bilico sullo scalino davanti la porta, e il barbiere usava la macchinetta per lasciarci u còzz completamente rasato e liscio. Poi, contro le irritazioni e pruriti vari, il tutto veniva spruzzato da una nuvola di borotalco con quattro colpi della pompetta color rosso-mattone. Gaetano Masuzzo/cronarmerina

In questo post verranno aggiunti gli altri barbieri più o meno anziani di Piazza che mi verranno segnalati: 
Cipriano Salvatore in via Roma; Torre sotto il cinema Ariston; Consiglio in piazza Garibaldi; Cascino in piazza Garibaldi; Abate Totò in via Vitt. Emanuele; Masuzzo Santino in via Mazzini.
 

36 commenti:

  1. Il mio barbiere si trovava esattamente sotto il cinema Ariston, adesso c'è una agenzia di traslocchi, era il sig.Torre e un altro sig. che lavorava con lui , questi aveva una strana voce roca,mi ricordo che ci andavo con mio nonno(classe 1886) io (classe 1963)e la frase appena entrati di mio nonno era "quant chi' curti ch c' criscnnu all'ura all'ura ovviamente macchinetta nel cozzo (al tatto effetto tra cane e spazzola per scarpe) e poi il l'asciugacapelli al massimo della vicinanza con i capelli un bruciore incredibile diventavo con gli occhi rossi e non piangevo per vergogna...che esperienze divertenti...

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    1. La frase simpaticamente da te riportata doveva essere: "Quant' ci scurzi, ch' ggh criscnu all'öra all'öra!". Forte il paragone col pelo corto del cane e la spazzola per scarpe. Grazie

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    2. Giovanni Piazza26 marzo 2014 09:37

      E mi intrometto nella discussione barbieristica perchè, secunnu mia, considerato il senso decrescitorio della richiesta, la frase dovrebbe essere "Quant' chiù curti, ch' ggh criscnu all'öra all'öra!". Comunque, bei ricordi, ma la macchinetta era molto fastidiosa e pizzicava peggiu di na zita.

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    3. si dice peggu d na zicca ( zecca)

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  2. Filippo - Vercelli26 marzo 2014 12:22

    Anch'io mi inserisco, con i miei ricordi, nel discorso di "saluni ".
    Il mio barbiere era il Sig. Consiglio ed il locale si trovava in Piazza Garibaldi e per la precisione sotto i balconi dove si affacciò Garibaldi.
    Accanto c'era un altro barbiere che se non ricordo male si chiamava Cascino.
    Il signor Cascino suonava la chitarra mentre il figlio il sassofono e quando non avevano clienti intonavano dei bei motivi ed a volte, con un piccolo amplificatore piazzato davanti alla porta, radunavano la gente che alla fine applaudiva.
    Io da piccolo durante le vacanze estive servivo dal barbiere del Sig. Consiglio e la mia paga settimanale era di 10£ che erano sufficienti per comperare un cono nella gelateria del Sig. Fonti. (Accanto il negozio di Valentino.)
    A " mezzaustu"invece con le mance riuscivo a racimolare fino a 100£. Una vera fortuna.
    Naturalmente avevo diritto a 2 tagli di capelli gratis con la famigerata macchinetta.
    Anni 1955 , '56 .....

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  3. Mi ricordo di quella volta che uscendo dal barbiere tuttu scuratu ottenni il permesso di andare a giocare fuori
    Il posto più bello e divertente era sicuramente u fumarazzu , si fece buio solo allora dopo ore di giocare mi caddero gli occhi sui vestiti e le scarpe.
    Praticamente le scarpe erano da buttare i vestiti dopo lavati erano da mappine andarsene a casa, era morte certa ,quindi... o rfugiu prgaori (mia nonna) dopo una lavata di faccia e di ginocchi e i capelli fatti con il pettine bagnato nell'acqua l'aspetto secondo me era di "gran lunga"migliorato PERO' era meglio che ci parlava mia nonna con mia madre.
    Io mi andai a nascondere nel tamuso e mia nonna si occupava della... mediazione.
    E dopo le varie fasi:1(fase dell'ira) 2(fase dell'ammissione dell'ineluttabilità dell'accaduto dovuto alla mia età babbigna)3(fase della trattativa io promettevo solennemente di non andare piu' a giocare se non prima di essermi cambiato,avvisato dove andavo,di non giocare con i "cattivi" compagni che mi portavano alla malastrata -in effetti non ci avevo pensato per quello che ero ridotto cosi' era tutta colpa loro io "mai" sarei andato a giocare in quel modo cosi' scalmanato lo" giuro"....-e relative promessa solenne da mia madre a mia nonna che una volta arrivati a casa non ci sarebbe stata un'escalation e relativa rappresaglia nei miei confronti (và i cosidetti PIRI)
    Si concluse cosi' quella tagliata di capelli

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    1. Ottime sia la memoria che il modo di raccontare l'aneddoto. Mi sto facendo un sacco di risate con le vostre storie di "capelli" vissuti. Mi sto immaginando le scene.

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  4. Il mio barbiere era nella discesa del monte, due fratelli,....di fronte un ciabattino, poco più sotto " friava l'autobussu"....
    due le cose che rendevano traumatica la mia tosa... un vecchio e lucido nerbo appeso al chiodo, ( che ho anche visto usare su malcapitati improvvisati garzoni di salone) ed una spazzola, molto grossa che il barbiere utilizzava per lisciare e bagnare i capelli di tutti gli avventori... i peli della spazzola erano un corpo unico tenuti ben saldi dal grasso, sporcizia, peli e forse da qualche "linnra" , accumulati da anni di uso e mai lavati... a pensarci mi viene il vomito!!! Una specie di gel naturale !!!
    Gaetano a te l'onore di spiegare cosa sono i "linnri"

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    1. Non vorrei sbagliarmi, sarebbero i pidocchi. Però è un termine forestiero. Anonimo illuminaci a tal proposito e riproponici un altro aneddoto, vai forte. Non pensavo di solleciarvi la memoria in questo modo! Grazie

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    2. i linniri sono le uova dei pidocchi che stanno attaccati ai fili dei capelli.Meglio non parlarne di quei brutti tempi.IL d.d,t. fu una bellissima cosa debellò tantissime malattie e infestazioni di ogni genere.Peccato che era pericoloso

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  5. Veramente da raccontare un aneddoto sul taglio di capelli. Eravamo intorno al 1966, mia sorella poco più che dodicenne, mio fratello dieci anni, io ancora di meno. Mio padre "bon'arma " lasciò i soldi a mio fratello per la tosa bimestrale dei capelli. Quelle poche decine di lire in mano, erano un vero tesoro che non si poteva sprecare dal barbiere. Mia sorella propone il taglio casalingo a mio fratello con divisione del tesoro!!!
    Vi lascio immaginare come, mia sorella, ridusse la chioma di mio fratello.... Al rientro di mio padre, "d bon' arma, prima s' sciugghì a curria, poi u pavr'om, sa pigghià a rid " e costrinse per punizione mio fratello, un paio di giorni, a restare con quel taglio a dir poco punk roch.

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    1. Questi aneddoti meritano di essere raccolti e riproposti ai più. Complimenti anche per il modo di come li state raccontando. Grazie

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  6. Il termine " linnra" e un termine piazzese , in italiano "lendini" sono le uova di pidocchio (Gaetano, come sempre hai colto nel segno) quasi invisibili ad occhio nudo. Vengono deposte lungo il pelo iniziamente trasparenti piccolissime, poi prima della schiusa diventano bianche tipo forfora. Le nostre nonne usavano " u pecciu strit " pettine con denti molto stretti, che serviva a "rastrellare" quante più uova e pidocchi. Poi per fortuna arrivarono gli americani con il DDT.... ma questa è un'altra storia!!!

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  7. A proposito di pidocchi mia madre diceva "t' ste' grattannu cu tutti dui i manu!? Mò ven c'ha!v'demu s c'è "massaria!
    O al limite "carrarmati"
    Ps non vi capita anche a Voi, quando si parla di questi argomenti, un leggero quanto inaspettato prurito alla testa? ....

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    1. Anò, si troppu fòrt. Quàs quàs chiù d' mia!

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  8. Visto che siete attratti dal"vecchiume"(come lo siamo tutti noi del club Masuzzikos) Vi ricordo che sabato-domenica si terrà la mostra scambio di auto e moto d'epoca e cianfrusaglie varie ad Agira.

    Ps al ritorno non ci dimentichiamo di prendere i "casateddi di Agira.

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  9. Sembra il nome di un club greco. Del resto nel nostro sangue abbiamo anche quello.

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  10. ...e di barberi da calata u colleggiu (via Vitt. Emanuele) che si sà?

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    1. Sergio, dai tempo al tempo. Appena saranno pronti li leggerai sul blog. Tu continua a segurmi.

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  11. Piazza...villaggio bloggale! Non oso immaginare i ricordi svapurati nel web riguardanti la vita scolastica nella citta' degli studi!

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    1. Anò, inizia a svapurarne qualcuno tu, che poi noi ti veniamo dietro. Forza d' ddöccu !

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    2. E' ch' tannu nan c 'er'nu telecamri...e i ricordi par'nu favole..di Pitre'....o piquattru ecc.ecc ecc

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  12. A proposito di scuola:
    non eravamo preparati(scolasticamente)e quando mai lo eravamo ,andavamo all'industriale(via gen. Muscarà) io e un mio carissimo amico oggi ristoratore avevamo ogni tanto c'era sciopero e non si capiva mai come si generasse allorché pensammo e se arrivati un po' prima spargiamo la voce oggi c'è sciopero,ma è vero che oggi c'è sciopero,ho sentito che oggi c'è sciopero in un battibaleno avevamo provocato un giorno di vacanza ci riusci' almeno 5-6 volte in quell'anno 81' solo nella mia classe 2 promossi a giugno 7 rimandati a sett.(tra cui io) 14 bollati.
    PS:.ora quando faccio le ramanzine a mio figlio(tra l'altro uno dei più bravi nella sua classe)se solo sapesse...

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    1. Secondo Magistrale: su 24 alunni 18 bocciati a giugno e altri 2 a settembre, che soddisfazione essere tra quelli a giugno (almeno non ho dovuto studiare durante l'erstate)! Il prof. di matematica (Bonanno) ce lo diceva sempre: giugno la falce in pugno (come quello di mio padre sulla mia faccia)! Che tempi, ragazzi!

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  13. A proposito di pasticciotti come erano? E a Piazza c'è qualche pasticceria che li fa?
    Naturalmente uguali a quelli di una volta.

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  14. C'è sempre un'ottima pasticceria, ma ormai come quelli nella foto sono soltanto un ricordo.

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  15. Si potrebbe avere una descrizione?
    E se qualche Domenica di Aprile li facciamo fare a qualche pasticceria solo per il club Masuzzikos?

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  16. Come frequentatore assiduo dell'Industriale, ho scritto e dedicato parecchie pagine di quanto accaduto negli anni '60 in quell'edificio, nel mio libro; dall'ingresso delle prime ragazze, ai rimandati a settembre in chimica (23 su 25), ecc. Del libro ne sono state stampate migliaia di copie ed i primi lettori sono stati Luca, Matteo, Capddaz e stupafurni !!

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    1. All'elenco dei lettori di Herald mancano Isaia, Geremia, Ezechiele, Malachia e il sottoscritto che di quel periodo fu attore spesso protagonista. Mi piacerebbe prendere visione dell'elaborato per riaprire qualche cassetto della memoria prima che mister Alzheimer li chiuda definitivamente a doppia mandata.

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    2. io dei ragazzi dell'industriale ho un brutto ricordo;ero nel marciapiede dal lto la villa Garibaldi,nel marciapiede di fronte c'erano un gruppo di ragazzi dell'industriale nell'orario prima di rientrare nel pomeriggi a scuola.Mi arrivo una palla di neve ghiacciata nell'orecchio che mi stordì ,non seppi reagire mi sent' indifesa e sola filai via come il vento.Provai indignazione e capi che era giusto quel detto che lì c'erano gli insegnanti del ferro e gli insegnanti del legno anche se poi ce ne era qualcuno,come diceva una moglie che suo marito era professore dalle mani pulite (insegnava tecnologia.Ma com'è strana la vita,sposai un professore dell'istituto industriale,il professore Filippo Sesto (dalle mani pulite)

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  17. Il primo mio barbiere Rausa via Marconi tra ex bar SPORT (oggi "del Centro" ) e società operaia. Poi Torre vicino bar Ariston (oggi Cascino Traslochi). Poi Totò Abate (Calata Collegio difronte Chiesa S.Ignazio). Ricordo i calendarietti profumati!

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  18. Peppuccio, dammi qualche altra notizia sul barbiere Rausa. Almeno il nome per aggiornare la mia mappa complessiva.

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    1. E i due fratelli (uno grosso,e l'altro basso e magro) barbieri all'inizio di via Garibaldi,come si chiamavano?Truppia o Ficarra...o come?

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    2. Il nome non lo ricordo però ti posso dire che era il papà di Fernando che lavora al Comune (Ufficio Tecnico)

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  19. Riscrivevo per la descrizione dei pasticciotti !Ma chiè sulu iu sugnu u liccu:?
    Naccamn a bozza

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  20. I pasticciotti che ricordo io erano quadrati,alti,a piu' strati di pan di spagna farciti prevalentemente di crema pasticcera, o al cacao,inzuppati di marsala,zibibbo o vermouth martini,o caffe' ; spolverati di zucchero al velo....e la solita ciliegina al centro.Ora...scegli dalla guantiera e ricreati!

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