NEL CERCHIETTO GIALLO I RESTI DEL MURO SUD DEL CASTELLO DI PLACIA

lunedì 2 novembre 2015

Maledetta fu la carrozzella

Questo racconto di Camilleri, che oggi l'amica Maria Assunta ha appositamente riportato su un social network, era la nostra giurnàda dî mòrti. Niente da aggiungere a tante identiche emozioni fanciullesche se non l'oggetto che, in un certo senso, mi fece diventare adolescente tutt'una volta, rovinandomi. Il giorno prima dî morti, mentre rovistavo nell'armadio della camera da letto dei miei genitori, non ricordo il motivo (come se ce ne fosse stato bisogno di uno ben preciso, per rovistare in giro),  alzando una falda di un cappotto, gli occhi mi caddero su una ruota, come quella della carrozzella nella foto. Quella cosa che luccicava, faceva parte del regalo dî morti per una delle tante mie cugine, che i miei genitori avevano pensato di nascondere. Per qualche giorno mi tenni il segreto, per gustarmi come gli anni precedenti il mio fucile e la mia pistola da cawboy sparando a destra e a manca, ma poi non resitetti più e, incoscientemente e maledettamente, lo svelai ai miei. Che mai l'avessi fatto: f'nìnu i regali dî morti, FOREVER! 

Gaetano Masuzzo/cronarmerina   

9 commenti:

  1. Finalmente abbiamo scoperto chi rovistava sempre negli armadi dei genitori!!! Anche la mia giornata dei morti si svolgeva sempre al cimitero della Bellia con addosso i regali appena ricevuti, che quasi sempre erano: una spada, un pugnale di gomma e, una volta, udite, udite, un bel fucile a due canne con in cima due bellissimi stuppagli di sughero che saltavano via ogni volta che si sparava. Per non fare danni i due stuppagli erano tenuti da un cortissimo spago che permetteva così di... ricaricare. Il bello di questo fucile era che si poteva aprire, cioè snodare, come quelli veri ed il calcio era di legno purissimo. Quante corse e "sparatine" tra le tombe del cimitero! Sparatine che poi continuavano tra le aiuole della villa Garibaldi (chiamata oggi, mi dicono, discarica Garibaldi). Allora si era talmente piccoli che ci si poteva nascondere tra le aiuole senza essere visti, mentre per bere alla famosa fontanella, bisognava che qualcuno ci sollevasse.

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    1. I tanti 007 in giro per il mondo, hanno iniziato così la loro fantastica professione avventuriera. Se si leggono le loro biografie, in alcune si parla persino di "carrozzelle" trovate negli armadi.

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  2. claudio contrafatto2 novembre 2015 17:03

    Combinai lo stesso pasticcio. Il giorno prima di Morti forse del '47, in un conciliabolo coi miei fratelli fu dediso di scoprire il mistero. Quando papà e mamma uscirono con l'aria dei congiurati per gli acquisti di rito li seguii e li vidi entrare in un negozio di giocattoli e capii.Riuscii a tenere il segreto per qualche ora e poi mi sputtanai. Fu l'ultimo fucile col tappo.

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  3. Una cosa che mi ha innervosito un po', per quanto riguarda le tradizioni dei morti, è stata la mancanza presso tutte le pasticcerie piazzesi dei famosi " Pupi di zucchero". Fortunatamente è un fenomeno forse solo piazzese perché nel resto dell'isola si trovano ancora di tutte le forme, colori e dimensioni. Mi chiedo perché?

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  4. Chiedo ""scusissima"" ad ANDREA CAMILLERI se mi permetto di usare alcune delle sue parole di questo suo magnifico scritto che rende ,meglio di un testo di antropologia ,l' idea del giorno dei morti per i bambini della Sicilia che fu quando non si festeggiavano Alberi nè teste di zucca.Ed ecco le espressioni che mi hanno fatto rivivere come per magia quei momenti che di magia eraano fatti .
    ""Eccitati,sudatizzi faticavamo a pigliare sonno " (eravamo in tre nello stesso letto
    ma nessuna voleva vederli questi morti, anzi era questa la paura maggiore! ).
    ""Il batticuore della trovatura quando sopra " (il comò della nonnas coprivamo bambole e pupe di zucchero. E poi un po il "progresso",un po la consapevolezza dell'origine
    dei regali spezzò quella magia e ""quel filo che lega la nostra storia personale a quella
    di chi ci aveva preceduti ""
    Grazie ad ANDREA CAMILLERI ,grazie al nostro PROF.per la scelta di questa pagina.

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  5. Io mi ripromettevo ogni anno di rimanere sveglio perché volevo vedere i miei nonni(mai conosciuti) che portavano i regali,ma puntualmente ogni anno il sonno mi "vinceva" poi la mattina o sotto il letto o dentro l'armadio la solita pistola qualche "ben accetto!!!"vestitino (i funggi!) e poi al cimitero con la nonna carichi di lumini e sciuri e mia nonna mi faceva promettere :quannu moru mi porti i sciuri,è veru a mammà ? Si! E poi a giocare con i miei cugini tra le tombe e mia nonna che ci urlava Ancora m sta piacennu!!!A fnemu ora vi levu sti pistoli...E noi per qualche minuto facevamo i bravi.

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    1. E' vero, le mamme e/o le nonne gridavano quella frase, mi sembra ancora di sentirle nel silenzio del cimitero. A me e ai miei fratelli invece dei vestitini (sì, i fungi !) i morti portavano, se andava bene, un paio di calzini pesanti, così pesanti che i piedi non potevano entrare più nei "polacchini" dell'anno passato e, sicuramente, avrebbero fatto più comodo ai soldati della guerra in Russia.

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    2. il record mondiale dei regali "ben accetti" fu quello a mia moglie quando ha fatto la comunione da parte dei vicini di casa 2 lt di vino...

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  6. Masù, st post è troppu fort. Bravu Taninu

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