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venerdì 29 gennaio 2016

1785 Turista Abate de Saint-Non/Piazza 2

Veduta presa dai dintorni di Piazza, graziosa città situata al centro della Siclia, e nella parte più fertile della Val di Noto
Vista dei dintorni delle città di Piazza e Pietra-Percia
(Abate de Saint-Non, Voyage pittoresque..., Vol. IV, Parte II, Cap. XIV, Tavola CXXVII, p. 328)
- traduzione a cura di Maria Rizzo e Salvo Sinagra -
- segnalazione di Maurizio Prestifilippo -

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Uno dei più interessanti tra questi giardini è quello detto dei Cappuccini Vecchi¹, di proprietà del Marchese della Floresta². La tecnica non è intervenuta per creare ciò che occorre per godere di una splendida natura e per sfruttarne tutta la sua fecondità. Non è un giardino Inglese, ancor meno un giardino Francese; niente è stato fatto per schema; non (è stato) realizzato alcun progetto; si è favorita solamente la circolazione delle acque, l'accostamento degli alberi, la moltiplicazione di piante di ogni specie e il giardino è stato fatto. Gli alberi da frutto di ogni specie sono mescolati con le querce, i pini, i pioppi, i melicuques (n.d.t.: bagolari) e il cipresso. Gli arbusti odoriferi guarniscono gli spazi tra i grandi alberi. I vigneti si uniscono con i noccioleti e gli aranceti e formano dei festoni passando dagli uni agli altri. Tutto è confuso e tutto riesce perfettamente, perché la natura si esalta in tutte le sue espressioni, quando non si voglia forzare il suo aspetto e la sua forma. L'occhio si riposa piacevolmente su tutto, non è stanco per la monotonia delle forme, né per l'uniformità delle sfumature. Il caldo è temperato dalle acque che s'innalzano in zampilli, cadono le cascate, scorrono da tutte le parti. Gli usignoli sembrano esser qui venuti da ogni parte della Sicilia e mostrano con il loro canto la predilezione che hanno per questo bel sito, aumentandone il godimento. I giardini di Centorbi e di Costantino non sono meno a nessun altro in godimento. Vi si nota dappertutto la stessa abbondanza, la stessa fertilità, la stessa quantità di acqua: vi si notano anche grandi viali di cipressi, querce enormi, i cui tronchi sono guarniti di edera, boschetti di arbusti, notevole quantità di grandi alberi da frutto, boschi di noccioli che raggiungono le dimensioni di un ceduo di querce, un insieme di aranci, di limoni, di aloe, di viti, il tutto disposto confusamente. Qui gli alberi crescono tanto velocemente che in venticinque anni raggiungono le dimensioni che altrove raggiungerebbero in cinquanta. Anche i giardini dei Capucins e dei Récollets³ sono molto belli, tanto per la loro posizione ed estensione che per la quantità di alberi che comprendono. (Quei giardini) potrebbero aiutare i Monaci a sopportare le privazioni alle quali sono condannati, se fosse loro possibile dimenticare che hanno sacrificato la loro libertà e che non resta loro né quella di pensare, né quella di agire: non esistono luoghi belli, né di posizione piacevole se colui che vi si trova in essi, non vede nient'altro che una prigione, i Padroni e la Regola austera da osservare. (continua)

¹La località è proprio al di sotto dell'odierna Torre di Renda, in c/da Rambaldo o c/da Palermi, chiamata Cappuccini Vecchi perché nel 1538 i Francescani Cappuccini fabbricarono il loro primo convento in un appezzamento di terreno avuto in concessione dal nobile Giovanni Filippo Jaci. Poi, nel 1606 (per altri nel 1592) si trasferirono accanto all'odierno Campo Sant'Ippolito. 
²Doveva trattarsi di Ottavio Maria Trigona Bellotti (1733-1785) X barone di San Cono Sup. e I marchese della Floresta.  
³ I Frati "Recolletti" sarebbero la forma francese a imitazione dei  Frati Francescani (o Minori) Osservanti Riformati che erano soliti "raccogliersi" in conventi solitari. A Piazza si erano "raccolti" originariamente nel convento di Santa Maria di Gesù, poi anche in quello di San Pietro.  

1 commento:

  1. se penso che Rambaldo è stata per decenni della mia famiglia e che da bambino vi ho trascorso infinite estati....

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