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giovedì 21 gennaio 2016

1785 Turista Abate de Saint-Non/Piazza 1

Frontespizio originale in Voyage Pittoresque..., A. de Saint-Non, 1785

 Vista dei dintorni delle città di Piazza e di Pietra-Percia
(Voyage Pittoresque... , Vol. IV, Parte II, Cap. XIV, p. 327, Tavola CXXVII)
- traduzione a cura di Maria Rizzo e Salvo Sinagra -
- segnalazione di Maurizio Prestifilippo -

1

Se la bellezza delle campagne della vecchia Enna, adesso Castrogiovanni, è al di sotto dell'idea che ci si è potuto formare dalla descrizione dei Poeti; se la loro fertilità, sebbene abbastanza grande, non corrisponda a ciò che ci si dovrebbe attendere, secondo l'ipotesi che Cerere vi avrebbe stabilito il suo soggiorno, si può certamente assicurare che i dintorni di Piazza superano tutto ciò che si possa immaginare in abbondanza e in rigoglio vegetativo. Questa Città, collocata nel centro della Sicilia, è costruita su una piccola Montagna isolata. Non ha niente di eccezionale nei suoi Edifici pubblici e privati, ma deve inorgoglirsi della ricchezza del suo territorio e della bellezza delle sue campagne. Tutti i generi di prodotto gli sono propri e riunisce ciò che è caratteristico di tutti i climi e tutte le temperature: la vite si è appoggiata indifferentemente sull'arancio e sul noce. La Città è cinta da Valloni che, come fossati naturali, potrebbero servire alla sua difesa, ma che sono usati unicamente per la coltivazione delle verdure e per pascolo di ogni genere; ne forniscono (prodotti) non solamente per il consumo degli Abitanti, ma (che) costituiscono anche oggetto di commercio lucrativo con le Città che sono a qualche distanza e che sono meno favorite dalla natura. Le Valli vicine che formano il suo territorio, sono fertilissime e presentano ovunque aspetto incantevole. Una delle colture più interessanti è rappresentata dai boschi di nocciole che occupano tutti i luoghi dove le acque sono abbondanti e offrono dei luoghi per passeggiare, suggestivi per frescura e ombra. C'è un numero infinito di giardini in tutti i dintorni della Città, ognuno ha il suo, o piuttosto la campagna intera è un esteso e bel giardino, diviso da alcuni fossati, per servir da limite alle proprietà; quelle che appartengono ai Nobili, nelle quali non si è sacrificato tutto alle sole coltivazioni utili e dove sono state ammesse anche essenze di puro godimento, sono luoghi deliziosi. (continua)

*Osservando attentamente il frontespizio nella foto, al terzultimo rigo, dopo la dicitura "VAL DI NOTO", troviamo la nota "(1)". In questa nota a piè pagina dell'originale, il Saint-Non ci fa sapere che le notizie riportate in questo capitolo sono di Déodat (o Dieudonné) de Dolomieu: ... les descriptions que M. le Commandeur de Dolomieu nous en a envoyèes = ... le descrizioni che il signor Commendatore de Dolomieu ci ha inviato. Della visita del Dolomieu, effettuata nel 1781, ho già parlato nei post dell'1 Febbraio 2013 1781-Turisti tra leggende e verità e del 3 Febbraio 2013 1781-Turisti di due secoli fa. Déodat de Dolomieu era chiamato Commmendatore/Comandante per essere stato un ufficiale dell'Ordine Cavalleresco di S. Giovanni Battista di Gerusalemme poi di Malta.  

9 commenti:

  1. Penso che a Benito mostrarono foto delle rigogliose campagne piazzesi dicendo (mentendo) che si trovavano tra u lacu e lu cozzu di Castrugiuvanni.

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    1. Certo che se il Dolomieu venisse adesso!!! E qui mi fermo onde evitare di non essere pubblicato!!!

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  2. Purtroppo il paesaggio attorno a Piazza è cambiato profondamente con gli anni 50 del sec.scorso causa lo smantellamento totale dei noccioli. Ma soprattutto per le piantagioni in larga scala degli Eucalipti che hanno reso arido il territorio e "vili" due generazioni di braccianti o pseudotali.

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  3. io ricordo quei tempi ,i noccioleti ,gli orti dei canali dell'indirizzo ,della castellina i noccioletti della bellia di moliano di liano ,del casale e dei paratori ;era tutto un giardino di bellezze coltivate nel nostro territorio .Nel dopoguerra si sradicò tutto per non lavorare più piantarono pioppi che richiedeva tanto lavoro o i contadini espatriarono dove c'era più guadagno e le nostre campagne furono abbandonate

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  4. Ripropongo , con piccole varianti , la domanda di ANONIMO 22
    GENN. :cosa direbbe il povero DOLOMIEU oggi tornando in quello che ai suoi occhi era un piccolo EDEN ? Azzardo una risposta ,
    prendendo in prestito pochissimi versi di un'autrice siciliana
    "" (Questo paese ) ha persu 'nta lu tempu forza e vita e sulu
    lu ricordu tampasia ". Il motivo di tanto degrado ,mi chiedo ,
    sta tutto nell'aver perso la ""gara"" per diventare provincia
    nel lontano 1927 o rientra nella malapolitica locale , regionale ,nazionale che ,inconsapevolmente complici noi abitanti, ha distrutto questo capolavoro della natura buttandone via lo stampino ?Quasi quasi lo domando a DOLOMIEU!

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    1. ha contribuito tutto sia la macata provincia sia il disinteresse dei politici

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    2. Senza voler offendere nessuno, mi sembra che in tutte le discussioni si faccia riferimento soprattutto al fatto che Piazza non divenne Provincia. C'è un astio verso tutto quello che sia "ennese" tipico dei campanilismi di una volta. Ma come sarebbe diventata Piazza se fosse stata Provincia? Certo, ci sarebbero stati molti più impiegati provinciali, sarebbe aumentato un po' il benessere ma, facendo un giro per Enna, non mi sembra che da quelle parti navighino nell'oro. Lo dimostra il fatto che nella classifica della qualità della vita la città e l'intera Provincia sono sempre agli ultimi posti. Sul termine poi "inconsapevolmente complici noi abitanti" avrei grossi dubbi, soprattutto su "inconsapevolmente".

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  5. Proporre i di lasciarlo riposare in pax lì ovunque si trova, con il bel ricordo del nostro territorio.

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  6. Inconsapevole è l'opposto di consapevole ; ne verrebbe fuori un quadro di collusi e / o di kamikaze . Pur non escludendo l'esistenza delle

    ultime due categorie ,francamente propendo per menefreghismo e mancanza di preparazione civica che hanno ,come risultato

    il finire nella rete dei complici inconsapevoli ,
    Sarebbe andata meglio se PIAZZA ARMERINA fosse stata eletta provincia ?Io ritengo che,se i miliardi buttati in un territorio morfologicamente inadatto fossero piovuti sulla nostra città avrebbero dato migliori frutti .Se invece di deturpare la collina sopra PERGUSA nonchè il lago stesso, si
    fossero salvaguardati i tantissimi beni architettonici piazzesi ,costruendo intorno ad essi servizi ed infrastrutture,l'economia di Piazza ,luogo sicuramente più
    votato al turismo per sua conformazione ,avrebbe avuto maggiori chances di decollare . Perchè un'Università privata ,con tutto il suo indotto doveva essere costruita dove la natura non offre spazi e non dove gli spazi avrebbero offerto
    l'opportunità di un campus senza doversi arrampicare sugli specchi ?

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