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mercoledì 16 settembre 2015

La foto conferma "u p'sciarö"

Il mio amico Pino, è riuscito a recuperare una foto che ritrae a sc'nnùa (o a cianàda) d' Santu Stéfu negli anni 30/40. Guardandola bene, sono riuscito a distinguere il vespasiano di cui ci parla il poeta-falegname piazzese Carmelo Scibona (1865-1939) nella sua poesia in gallo-italico U p'sciarö di Buttieddi che riporto nel post del 23 luglio 2015. E' proprio quella cabina in metallo segnata dalla freccia sötta u bastiöngh du ciàngh Duiliu. Oltre o p'sciarö si osserva la completa assenza di auto in circolazione, l'esigua quantità di pedoni e la folta e rigogliosa villa/giardino Umberto I altrimenti chiamata a villa e badàgghi (la villa agli/degli sbadigli dove si andava a oziare) che successivamente venne occupata dal grande cinema Ariston negli anni 50. Il monumento al re d'Italia Umberto I* che stava al centro della villa fu spostato più in alto, dove si trova ora, accanto alla Commenda di S. Giovanni Battista intesa anche "dei Cavalieri di Malta". 

*Re Umberto I (1844-1900) fu Re d'Italia dal 1878 ed ebbe due soprannomi. Il primo fu "Re buono" per il suo atteggiamento nel fronteggiare sciagure come quella dell'epidemia di colera a Napoli nel 1884; il secondo "Re mitraglia" fu affibbiatogli dagli anarchici per il suo duro conservatorismo e per aver avvallato le dure repressioni dei moti popolari del 1898 (a Milano ci furono centinaia di morti e migliaia di feriti). Nell'arco di 22 anni fu oggetto di almeno tre attentati, quello subito a Monza il 29 luglio 1900 gli fu fatale.  
Gaetano Masuzzo/cronarmerina 

9 commenti:

  1. Ma già nel 1884 a Napoli c'erano le epidemie di colera? Ma guarda un po' !!!

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  2. Bellissima questa foto. Non sapevo che in precedenza vi fosse un giardino al posto del Cinema Ariston. A proposito, quel rudere è ancora lì? Sicuramente Piazza era più bella allora. Gli amici che vengono ogni anno mi dicono che tra cani randagi, spazzatura, strade piene di buche, ecc. la città è invivibile. Esagerano, oppure si avvicinano molto alla realtà?

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    1. Purtroppo si avvicinano molto alla realtà. E non dico altro per non andare contro al regolamento che ho imposto quando decisi di aprire questo blog. Essere quanto più possibile obiettivo, senza dilungarmi nei soliti commenti e lamenti politici o/e da cortile. Conoscere per non distruggere, questo è il mio motto e, aggiungo, dare l'esempio. Mi basta e avanza.

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  3. Da notare anche il bel portale all'angolo del muraglione, chissà cosa c'era!

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  4. Se ho capito bene BUTTIEDDI equivale a BANCARELLE ; NON MI È MAI RIUSCITO SAPERE QUALI FOSSERO LE MERCANZIE .Qualcuno può aiutarmi a saperlo ?
    GRAZIE.

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    1. E no. "buttieddi" sta per "botteghelle" ovvero "piccole botteghe" cioè piccoli esercizi commerciali, dove si vendeva di tutto, ovviamente quello che offriva il mercato del periodo. Era il mercato che c'era in piazza Santa Rosalia però disposto lungo la via oggi intitolata al gen.le Cascino, in piccole e basse baracche all'inizio, per poi diventare edifici a un piano che sono stati rialzati nel tempo in maniera, diaciamo, "poco ordinata", in barba a qualsiasi piano regolatore. Prima non era una zona molto richiesta dai commercianti, che preferivano non spostarsi dal centro (piazza e via Garibaldi, vie Umberto e Mazzini). Poi, con l'espansione verso Nord, tutti vi si sono trasferiti e lo spostamento continua ancora, con lo spopolamento del Centro Storico e l'incasinamento del Gen.le Cascino.

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  5. Grazie dell'esauriente risposta ; colgo l'occasione per porre e pormi una domanda : dello sfacelo di una città nessuno si accorge nel palazzo del potere o siamo arrivati tanto in basso da non potere più intervenire ? Vogliamo o vogliono fare nei confronti di questa città
    la parte che il Vesuvio ebbe nei confronti di Pompei ? Vogliamo o vogliono lasciare alle
    generazioni future altri resti archeologici ? Francamente non riesco a condividere nè
    la sciatteria nè questo folle progetto di morte.Conoscere per non distruggere dovrebbe essere non solo il motto di lei ,gentile PROF. , ma quello di tutti : governati e governanti.

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    1. Gentile Anonimo, stando così le cose, la risposta alle sue domande non può che essere soltanto una: un SI grande quanto una casa sormontato da un altro paia di SI ancora più grandi.

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  6. Il problema delle politica e' sempre lo stesso da quando esiste l'uomo. Si può chiamare in diversi nomi, ma uno solo li racchiude tutti: L'egoismo e' il male dei mali. Una volta comunicare con la politica era assai complicato e difficile. Oggi internet ha reso la comunicazione facile e quindi le nostre lagnanze possiamo benissimo inviarle direttamente a chi di competenza e ovviamente con i dovuti modi, cioè senza essere maleducati e offensivi. Se a farlo fossimo in tanti, se chiedessimo il resoconto di come la politica spende i nostri soldi ecc. Sia a quella centrale sia alle amministrazioni regionali e comunali, forse qualcosa potrebbe cambiare. Ma perché quando poi andiamo a votare votiamo sempre allo stesso modo? Se vogliamo che la politica sia per il bene comune e per la trasparenza dei conti pubblici, penso che sia nostro compito agire perché ciò un giorno possa non più essere una chimera, ma realtà!

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