NEL CERCHIETTO GIALLO I RESTI DEL MURO SUD DEL CASTELLO DI PLACIA

mercoledì 19 agosto 2015

1732 L'arcivescovo Matteo Trigona/2

Chiesa di Sant'Anna anni 30, inaugurata nel 1745
Per la preziosa collaborazione con l'architetto siracusano Rosario Gagliardi (1690 ca.-1762), il nome di mons. Matteo Trigona (1679-1754*), già canonico nella nostra Chiesa Madre, poi Abbate Commendatore della Basilica 'La Magione' di Palermo e, per questo, Deputato del Regno al XIII posto e Capo del Braccio Ecclesiastico del Parlamento Siciliano dal 1741 al 1746, lo troviamo menzionato in decine di progetti, consacrazioni e inaugurazioni¹ oltre a quello, ovviamente, relativo al proprio Palazzo² di Piazza che sorse a Est del Duomo all'inizio del Settecento in accordo col fratello minore, Ottavio VIII barone di S. Cono Superiore (1680-1757). Nella nostra Città nel 1742 (per altri il 21 ottobre dell'anno seguente) consacrò il Duomo, nello stesso anno inaugurò le facciate delle chiese di S. Stefano e di S. Francesco e nel 1745 inaugurò la chiesa di Sant'Anna (nella foto) che, in uno studio (Noto, marzo-giugno 2013) l'architetto palermitano Domenica Sutera³ presume sia stata opera proprio del Gagliardi o, quanto meno, sia stato l'elaboratore di un progetto di massima, e chissà se non ci sia stato un suo intervento anche nel grande Palazzo di famiglia. Nell'ottobre del 1747 mons. Trigona fu dimesso dalla carica vescovile probabilmente per motivi di salute, lasciando la sua Arcidiocesi di Siracusa il 6 maggio 1748. Ritiratosi a Piazza venne nominato arcivescovo titolare (non residenziale) di Iconio (oggi Konya, in Turchia). Morì il 29 giugno 1754*, all'età di 75* anni. Il suo funerale fu celebrato nel nostro Duomo, ove aveva chiesto di essere sepolto, con l'orazione funebre recitata dal Gesuita P. Saverio Vita*.

¹Chiese Madri di Militello in Val di Catania, Lentini, Vittoria, Riesi, Licodia Eubea etc.
²Il Palazzo probabilmente fu voluto dal padre Luigi (o Aloisio, 1650-1715) I barone nel 1693 di Imbaccari e Terra di Mirabella, ma portato avanti e realizzato dai fratelli Matteo e Ottavio nella prima metà del Settecento e non nell'anno 1690, riportato in alcuni testi, che li avrebbe visti appena fanciulli. Però, invece di prendere il nome di Imbaccari e Mirabella (per i baroni Luigi e Matteo) o di San Cono (per il barone Ottavio), il palazzo fu poi chiamato della Floresta perché il nipote diretto di Ottavio, Ottavio Maria (1733-1785), fondatore tra l'altro del centro abitato di San Cono nel 1784, sposò nel 1763 Girolama Ardoino e Celestre dei principi di Polizzi e dei marchesi della Floresta e loro due furono i primi ad abitarlo.
³Domenica Sutera è l'autrice de La Chiesa Madre di Piazza Armerina, Dalla riforma cinquecentesca al progetto di Orazio Torriani, Ed. Lussografica, Caltanissetta, 2010.
*La data della morte è stata corretta col 23 febbraio 1753, pertanto morì all'età di 74 anni. Per maggiori dettagli vedi il post "Data corretta per Matteo Trigona" del 3 sett. 2015. Nello stesso post si trovano altre notizie sul padre gesuita Saverio Vita. 

Gaetano Masuzzo/cronarmerina   

6 commenti:

  1. Bella sia fuori che dentro per la sua singolare forma. Peccato che è stata dimenticata dagli uomini, e se non ricordo male verso la fine degli anni 70 ci fu un certo fremito con l'idea di farne un centro culturale dedicato alla musica classica. Ma il fremito durò poco, purtroppo.

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  2. franco da Abbiategrasso25 agosto 2015 16:10

    La ricordo bene perché frequentavo il liceo lì vicino, ma mi chiedo, a chi appartiene?

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    1. E' della Regione, visto che nell'aprile del 2009 il Sindaco di allora (Nigrelli) chiese la restituzione per destinarla a sala auditorium della facoltà di archeologia. Ma non se ne fece alcunché.

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    2. Ma non ditemi, per favore, che a Piazza c'è anche la facoltà di Archeologia. Non ditemi ciò, altrimenti dalla Lapponia mi trasferisco subito a Casalotto Square o ai Canali beach!!

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    3. Tranquillo, puoi rimanere in Lapponia, nessuna facoltà di archeologia, invece, alcuni di noi vorremmo avvalerci della facoltà di non rispondere.

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  3. Avete avuto per tanti anni a Palermo il boss dei boss della politica regionale e..........

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