VISITA PER LE VIE DI PIAZZA ARMERINA DEL 20 MAGGIO 2018 GUIDATA DAL PROF. GAETANO MASUZZO

domenica 25 febbraio 2018

Il notaio Remigio Roccella/2

Vocabolario della Lingua Parlata in Piazza Armerina, 1875

Il notaio Remigio ROCCELLA parte 2^

Nel 1872 assume la gratuita direzione del Monte Prestami e per la saggezza delle disposizioni e la cortesia si attira l'ammirazione dei concittadini e degli indigenti. Più volte consigliere comunale e provinciale, nel 1876 sino al 1879 occupa la carica di Sindaco e il 5 maggio del 1876, durante la Festa nazionale per l’Unità d’Italia e lo Statuto del Regno1, inaugura al pubblico la Biblioteca Comunale al piano terra dell’ex Collegio dei Gesuiti2 e nel 1878 l'Asilo Infantile, sotto la presidenza di suo fratello Alceste. Dopo aver perso nel fiore degli anni la cugina consorte Enrichetta Cammarata3, nel 1873 perde anche il figlio primogenito Rosario sedicenne che, nel liceo di Catania, aveva dato prova di rara intelligenza e di vasto sapere e, come se non bastasse, nel 1877 perde anche la figlia quindicenne. Queste disavventure familiari non gli impediscono di pubblicare:
-nel 1872 le Poesie in lingua vernacola Piazzese, Tip. Rosario Orlando, PIAZZA ARMERINA4 che furono in parte riprodotte da Lionardo Vigo e commentati nella raccolta dei canti popolari siciliani.
-nel 1875 coi tipi del caltagironese A. Giustiniani pubblica un trattato per uso del popolo L'esempio ed i suoi effetti4 che dal professore Laguzzi d'Alessandria fu giudicato come una splendida vittoria sull'ozio, sull'inerzia, sull'infingardaggine e sul delitto. Questo trattato, plaudito dall’esposizione palermitana del 1875, dai giornali letterari e da varie accademie, è fondato sull'assioma del redentore Exemplum dedi vobis.
-nello stesso anno (1875), con la tipografia del caltagironese B. Mantelli, stampa il Vocabolario della lingua parlata in Piazza Armerina (nella foto)5 dizionario sul gergo piazzese con la corrispondente grammatica e ortografia e una dotta prefazione confermante la storia di Piazza per merito degli studi filologici. Esso fu il primo a far osservare la somiglianza di questo gergo col dialetto lombardo e col piemontese e a raccogliere tutti i vocaboli della lingua parlata dal popolo piazzese dandone la pronunzia e il significato.
-nel 1877 con i tipi dello stesso B. Mantelli di Caltagirone e con quelli di Di Bartolomeo, sempre di Caltagirone, la raccolta Poesie e prose nella lingua parlata Piazzese4 in vernacolo (è scritto "vernaccolo") piazzese che la spontaneità del verso, la viva immaginazione e la moralità che vi campeggia gli hanno fatto meritare il soprannome del Meli piazzese. Bellissime sopra tutte sono: “Il giorno dei morti”, “L'eccellenza” e “L'orciolo”, le quali sono state tradotte in lingua italiana dai cultori italiani. Intrattiene rapporti culturali con grandi studiosi sciliani come Lionardo Vigo e Giuseppe Pitrè e dà le basi allo studio scientifico del gallo-italico.
A questo punto, la biografia che Alceste Roccella fa del fratello Remigio, si conclude con queste parole “Per tanti meriti fu decorato con la croce di cavaliere della corona d'Italia e, attendonsi da lui altri lavori, qual prodotto del suo fertile ingegno; infatti, nel 18966, pubblicava altre poesie che vennero generalmente plaudite”. Il notaio Remigio muore il 30 gennaio del 1916 nella sua abitazione di via Mazzini.

1 Si riallacciava alla precedente legge n. 1187-1851 del Regno Sardo.
2 Anche se molti volumi rimangono ancora nel fabbricato di S. Domenico per mancanza di spazio.
3 Scritto anche "Errichetta Camarata".
4 Presente in Biblioteca Comunale.
5 Presente in Biblioteca Comunale in 2 copie.
6 L’anno era il 1894, quando il Cav. Remigio Roccella pubblicò il volume di 65 pagine (non presente in Bibliot. Com.le) Nuove Poesie in vernacolo piazzese, Tip. Fratelli Bologna La Bella, PIAZZA ARMERINA. Il Vocabolario della lingua parlata in Piazza Armerina, Forni Editore, BOLOGNA (in Bibliot. Com.le) è stato ristampato in versione anastatica nel 1970.

cronarmerina.it

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