Sepolcro barone Marco Trigona, XVII sec., Cattedrale, Piazza Armerina
Sepulcher baron Marco Trigona, 17th century, Cathedral, Piazza Armerina

sabato 30 maggio 2015

Sodalizio dei Ferrai

U f'rrèr

U 'nferrascècchi

La chiesa di S. Barbara in via Roma
  

Il Sodalizio dei Ferrai e dei Chiavittieri


Tra i 22 Sodalizi che la nostra Città ha ospitato nei secoli passati, c'è stato anche quello dei Ferrai e dei Chiavittieri (per le chiavi), alla ciaccësa dî F'rrèri e Chiav'ttèri, ai quali si aggiungevano anche i Maniscalchi cioè i 'Nferrascècchi. Il Sodalizio era detto del Rosario e la sede non poteva essere se non nella chiesa di Santa Barbara, proprio sulla via con più artigiani del ferro della Città tanto da essere intesa appunto a F'rrarìa, oggi via Roma*. Le officine (buttìghi o buttèi), quasi sempre buie e nere per la fuliggine provocata dalla combustione del carbone nelle forgie, alimentate dal soffio dei mantici a mano, erano piene di incudini, martelli, tenaglie, lame, pinze, punzoni, mole, trapani, trance, forbici e tanto sudore e fatica. Oltre alla realizzazione di cancelli, inferriate e balconate i fabbri si dedicavano anche alla realizzazione di attrezzi per i contadini e di chiavi per le serrature di ogni tipo. Qualcuno si specializzava in queste ultime realizzando vere e proprie opere d'arte con marchingegni complicati e con qualche segreto. Altri invece si specializzavano nel mettere, visto che gli spostamenti avvenivano invece che su quattro ruote su quattro zampe, o meglio, su quattro zoccoli, i ferri sugli zoccoli degli asini, dei muli e di qualche cavallo. Si può benissimo affermare che la corretta applicazione dei ferri sugli zoccoli del quadrupede (ferratura) aveva lo stesso valore della realizzazione di un paio di scarpe per il suo cavalcatore, l'esatta operazione consentiva di coprire enormi distanze senza problemi**. La festa di questo Sodalizio era il 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario che si ripeteva il 4 dicembre per la festa di Santa Barbara. Questo post lo dedico a mio zio Guido che non è più tra noi e che, prima di diventare assistente tecnico all'Istituto Industriale, fu un bravo fabbro con la sua officina da sempre nel Piano Arcurio, sötta u Ciàngh Baröngh.

*La via Roma oltrechè F'rrarìa era chiamata anche Strada di Fundachi, perchè prima quasi tutti i locali a piano terra di questa via, specie dopo l'eliminazione della Porta dell'Ospedale per l'espansione abitativa della città verso a Taccura, erano adibiti a deposito merci, luogo di contrattazione e alloggio dei mercanti forestieri. Erano i primi edifici che questi trovavano provenendo da Gela, Caltagirone, Mazzarino, Caltanissetta, prima di entrare nel centro abitato vero e proprio attraverso questa strada, più agevole delle altre su questo versante.
**Un vecchio proverbio inglese dice "no foot no horse" ovvero "niente piede niente cavallo". 
Gaetano Masuzzo/cronarmerina     

venerdì 29 maggio 2015

Ecco dov'era

Nel riquadro l'anno 1869 scolpito tra le due porte d'ingresso all'Eremo di Piazza Vecchia. Ormai lo spirito d'osservazione non conosce limiti. Probabilmente si riferisce all'anno di copertura e completamento dello spazio antistante l'antico Eremo dedicato alla Madonna di Piazza Vecchia. 
Della chiesetta si hanno notizie sin dalla metà del VI secolo d.C. quando in epoca bizantina esisteva una chiesetta greca "nei pressi del palazzo imperiale della c/da Mangone-Casale". La tradizione vuole che fu in questo sito che gli abitanti del borgo maggiore poco distante chiamato Rambaldo, furono costretti a nascondere in un'arca di cipresso, l'immagine della Vergine, portata come vessillo nella guerra contro i Saraceni, quando il re normanno Guglielmo I il Malo* espugnò e rase al suolo nel 1161 i casali ribelli di Rambaldo, Ciappa, Polino, Comicino ed Eliano, insieme all'abitato di Butera.

*A Guglielmo I, figlio di Ruggero II d'Altavilla e di Elvira di Castiglia, fu affibbiato il soprannome "il Malo" due secoli dopo la sua morte, sia perché su di lui pesò sempre la grande ombra del padre, sia perché fatto segno di denigrazione costante da parte di colui che è considerato il più grande cronista della Sicilia normanna nella sua opera "Historia o Liber de regno Siciliae". 
Gaetano Masuzzo/cronarmerina  

giovedì 28 maggio 2015

Sotto i nostri occhi

Da ben 146 anni è stato sempre sotto, anzi, di fronte i nostri occhi. 
Dove si trova ?

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

mercoledì 27 maggio 2015

Voci e musiche normanne a Sant'Andrea

La corale che si esiberà stasera proviene da Ouistreham che è un comune francese di ca. 10.000 abitanti, situato nella regione della Bassa Normandia ed è anche il porto della città di Caen. La cittadina, il cui nome deriva da Westre (Ovest = Ouistre) e da ham = abitazione, viene ricordata anche per lo sbarco alleato il 6 giugno 1944.
Gaetano Masuzzo/cronarmerina

domenica 24 maggio 2015

La guerra di tutti

Nel marzo del 2012 mio padre mi accennò che dietro la tomba di una nostra conoscente esisteva la tomba di un soldato austro-ungarico della I Guerra Mondiale. 
Subito alla ricerca, la trovai in mezzo all'erba senza più la croce e con la scritta quasi illeggibile. Dopo averla pulita potei leggere:

JOHANN EBERSTALLER*
ÖST. UNG. KRIEGSGEFANGENER
GESTORBEN
26 SEPTEMBER 1916
FRIEDE SEINER ASCHE

Johann Eberstaller
Austro-ungarico prigioniero di guerra
morto 
26 settembre 1916
Pace alle sue ceneri

Il soldato austro-ungarico, fu ucciso da un italiano, perché stava fuggendo saltando da una finestra del primo piano del carcere, che si trovava nell'ex Monastero delle Benedettine della SS. Trinità al Monte, poi scuole elementari. I prigionieri stranieri in Sicilia furono tanti, come gli italiani sfollati dalle zone di guerra.
 

*Il nome era Giovanni, mentre il cognome è molto comune in Germania e Austria, vuol dire Eber = cinghiale, Staller = più alto.
Gaetano Masuzzo/cronarmerina   

sabato 23 maggio 2015