Sepolcro barone Marco Trigona, XVII sec., Cattedrale, Piazza Armerina
Sepulcher baron Marco Trigona, 17th century, Cathedral, Piazza Armerina

domenica 23 novembre 2014

Ricordate il dilemma Sette Cantoni?

Signori, penso che ormai avrete capito che questo blog semiserio tratta argomenti poliedrici, che spaziano dalla storia alla filosofia, dalla botanica all'architettura, dalla chimica alla matematica.  Ecco, oggi torniamo su un argomento di alta matematica. Vi ricordate del dilemma posto nel gennaio del 2013 dal prof. Tanino Platania che non ha fatto dormire intere generazioni di Piazzesi?!
"Spiegatemi, o meglio, fatemi capire: i cantoni di via Sette Cantoni sono 7? A me i conti non tornano!"
Orbene, il prof. si è fatto vivo con una sua possibile soluzione che vi propongo di seguito


sabato 22 novembre 2014

Ogni tanto può accadere

La fontana da Villa Rànna dove ora si riesce a leggere la scritta
Ogni tanto può accadere, e quando accade occorre darne atto, perché non si sa quando sarà la prossima volta. Da qualche settimana un gruppo di ragazzi piazzesi ha avuto l'idea di riparare lo scempio causato dal malcostume recente e meno recente, di giovani e meno giovani, piazzesi e non, amministratori e non, nel nostro Giardino Garibaldi. Sì, è proprio vero, una "banda" di ragazzi per qualche ora al giorno ha messo da parte gli smartphone e ha preso rastrelli, ramazze e palette, per riempire decine di buste di immondizia più o meno biodegradabile, rendendo più vivibile, visibile e civile a Villa Rànna. Oasi di verde che era il fiore all'occhiello della Città Opulentissima, Spettabile, Deliziosa, con 100 chiese, 26 monasteri e conventi, una magnifica Cattedrale dedicata alla Patrona affiancata da 6 Compatroni, 2 principi, 2 duchi, 2 Marchesi, 24 baroni e, scusate se è poco, un sito UNESCO a 4 Km! Oltre i Cittadini contemporanei educati sarebbero stati contenti anche i frati Francescani di S. Pietro, che qui avevano da quasi mezzo Millennio la loro "selva" per pregare tra l'orto e le piante officinali, l'Eroe dei due Mondi, che l'ultima volta che c'ero stato era irriconoscibile (dalla vergogna?), il Cav. Luigi Trigona dei marchesi di Roccabianca, che aveva donato la fontana nella foto, tutti coloro che negli ultimi 150 anni avevano ascoltato le opere e operette suonate dalle orchestre e bande musicali p' Menzaöst cu a càlia e a m'rcanella 'nböcca, tutti i genitori (anch'io negli anni 80) che qui accompagnavano i loro bimbi ittati liddi e perché no, anche tutti gli studenti che qui venivano a "studiare" prima degli esami o che venivano a "passeggiare" con la morosa/o o semplicemente sa caliav'nu. Grazie ancora una volta ai Volontari della neonata Associazione Giardino Garibaldi, in particolar modo al porta "bandiera", in questo caso ramazza, che mi sembra sia il giovane Emanuele La Porta, al quale al più presto avrò il piacere di fare i miei complimenti di persona, da estendere a tutto il gruppo "armato" di buona volontà. Ogni tanto può accadere, grazie ! Gaetano Masuzzo/cronarmerina     

venerdì 21 novembre 2014

Edicola n. 2


L'EDICOLA di VIA TEATRO

Questa è l'Edicola Votiva n. 2, quella che si trova in via Teatro, proprio attaccata al muro posteriore del Teatro Garibaldi. Dai quadri che ci sono si deduce che è dedicata alla Sacra Famiglia (quello più grande) e a Maria SS. delle Vittorie (quello più piccolo). Peccato per l'alluminio anodizzato degli sportelli: sono un pugno in un occhio!  

Gaetano Masuzzo/cronarmerina.it

mercoledì 19 novembre 2014

Edicola n. 1


AL PIANO SANT'IPPOLITO

A quasi due anni dalla nascita di questo blog inizia una nuova "rubrica". Dopo quella specie di censimento delle fontane-fontanelle-abbeveratoi incomincia quella delle Edicole Votive sparse per la Città e il suo circondario. Da wikipedia apprendiamo che "l'edicola è una struttura relativamente di piccole dimensioni, con la funzione pratica di ospitare e proteggere l'elemento che vi è collocato. Il tremine deriva dal latino aedicula, diminutivo di aedes (tempio) e dunque con il significato originario di "tempietto". Strutture di protezione per le immagini di culto popolare tramandato nei secoli come ex voto per uno scampato pericolo come una carestia o una pestilenza, comunque strumento di aggregazione della comunità cristiana che presso di essa si può unire in preghiera." Ovviamente nel mio giro di reperimento ne ho fotografate di tutti i generi. Ci sono quelle tenute benissimo e in ordine con fiori e ceri e ci sono quelle chiuse o abbandonate, ci sono quelle aperte e quelle con le grate, tutte dimostrano gli "alti e bassi" che nei secoli ha avuto la fede cristiana nella popolazione. La prima Edicola o Capitello votivo della nostra rilevazione-raccolta-recupero è quella al Piano Sant'Ippolito a pochi metri dalla croce in pietra dei Cappuccini e da quelle in legno del Calvario. La foto mi è venuta bene con la nostra Città sullo sfondo, le altre saranno meno suggestive di questa, ma sempre "nostre".  

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

lunedì 17 novembre 2014

I Legati di Maritaggio-1


Come ho già detto in un post dei giorni scorsi, il vecchio Monte di Pietà amministrato dalla Compagnia dei Nobili sotto il titolo dello Spirito Santo detta dei Bianchi, al momento dell'unione col nuovo Monte di Prestami, voluto dal chierico Michele Chiello nel 1771, portò agli Officiali Amministratori anche 8 EREDITA' di altrettanti facoltosi benefattori che avevano redatto i loro testamenti tra gli ultimi anni del Cinquecento e i primi del Seicento. Questi nominativi li conosciamo con certezza leggendo il frontespizio del II Libro Maestro dell'Amministrazione degli Introiti e Rendite del Venerabile Monte della Pietà che racchiude tutte le operazioni di Cassa che vanno dal 1797 al 1823. I nomi ve li trascrivo nell'ordine e come si leggono, mettendo tra parentesi come li conosciamo oggi; delle loro vite e discendenze ne riparleremo un'altra volta:
- D. Mariano RESTAGNO (Ristagno), testamento del 1571;
- Beatrice CREMONA;
- Cl. D. Marcello di MODICA, testamento del 1580;
- Biaggio SUFANTI (Biagio Suffanti);
- D. Pietro GAFFORE;
- D. Ercolo BOCCADIFUOCO (Ercole), testamento del 1595;
- D. Andrea TRIGONA, testamento del 1605;
- Gilberto POLIZZI.
I suddetti benefattori, al momento del rilascio delle loro disposizioni testamentarie per concedere parte dei loro beni a una persona diversa dagli eredi, avevano originato i cosidetti Lasciti o Legati*. Questi, essendo destinati alla creazione di una dote per agevolare i Matrimoni o Maritaggi di Fanciulle o Donzelle Orfane venivano chiamati Legati di Maritaggio intesi anche come Monte dei Maritaggi. (gran parte delle notizie sono tratte da Vania Simonte, Il Monte di Pietà di Piazza Armerina - I Legati di Maritaggio (secoli XVIII e XIX), Tesi di Laurea, Un. St. CT, A.A. 2010/2011, Biblioteca Comunale P. Armerina) (continua)

*Nel diritto romano legata derivava da legare nel senso di dare incarico o mandato, poiché erano veri incarichi affidati all'erede nel testamento.

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

giovedì 13 novembre 2014

L'accesso al credito a Piazza-5

La sede del Monte di Prestami, 1780 ca.
Il Monte di Prestami

La quarta possibilità per accedere al prestito nella nostra Città fu data dal Monte di Prestami o dei Pegni, nato nel 1771 dalla volontà del chierico Michele Chiello per combattere l'usura e venire incontro agli artigiani, operai, braccianti e cittadini bisognosi. La sede fu, sino a una migliore ubicazione, in una parte della casa dove abitava padre Chiello nel quartiere Trinità, alla sommità del vasto e antico quartiere Monte (oggi via Chiello). La dotazione del Monte di Prestami, nel quale confluì, per esplicita volontà del Chiello, anche l'ex Monte di Pietà amministrato dalla Compagnia dei Nobili sotto il titolo dello Spirito Santo detta dei Bianchi, contava su un capitale iniziale di ben 6.000 scudi e, inoltre, venne accresciuta qualche anno dopo dalle sostanziose donazioni di Vespasiano Trigona barone di Gerace e Ciappa (che sarebbe morto nel 1853) agevolando così anche la costruzione, nel retro del Palazzo di Città o Senatorio, del grande edificio (nella foto) che l'ospitò sino alla sua definitiva liquidazione nel 1957. Il vecchio Monte di Pietà al momento dell'unione col nuovo Monte di Prestami portò agli Officiali Amministratori 8 EREDITA' di altrettanti facoltosi benefattori della fine Cinquecento e inizio Seicento, che alimentarono, per secoli, i Legati* di Maritaggio intesi anche come Monte dei Maritaggi, essenziali per le vite coniugali di tantissime giovani donne bisognose od orfane.

*I Legati o Lasciti sono disposizioni testamentarie che conferiscono uno o più beni a una persona diversa dall'erede. Dei Legati di Maritaggio e dei nomi dei benefattori parlerò in post successivi.
Gaetano Masuzzo/cronarmerina