Sepolcro barone Marco Trigona, XVII sec., Cattedrale, Piazza Armerina
Sepulcher baron Marco Trigona, 17th century, Cathedral, Piazza Armerina

lunedì 15 dicembre 2014

Come farfalla

Un giovane poeta originario di Mirabella Imbaccari ha pubblicato un libro di poesie molto belle e profonde e io vi voglio proporre questa dal titolo enigmatico

I. S.


Un attimo mi sfiori casuale
con le tue dita sottili;
fragile mi avvolge la tua voce
che finisco per distrarmi
in te, così profonda di dolore.
Come farfalla ammaliata ti posi
sui miei tentennamenti,
note zoppe nei nostri dialoghi.
I tuoi esotici sorrisi si librano nell'aria
innescando bagliori di sensualità;
poi silenzi,
a sgonfiare l'emozione che mi pervade.
Ecco, forse ti scorgo:
sei quella stella scura 
che brucia di pathos.

Marco Nicastro
(tratta da Trasparenze, Oèdipus ed. Salerno/Milano, 2013)

Marco Nicastro (Caltagirone 1979) vive e lavora a Padova. E' psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Ha pubblicato la raccolta di versi Kronos Eros (Kimerik edizioni 2008) e Pensieri psicoanalitici (Arpanet 2013).

domenica 14 dicembre 2014

Edicola n. 6

Questa è l'edicola di via Marconi (come si vede dalla targa sulla dx), anche se è quasi al centro della piazza Garibaldi. E' dirimpetto la chiesa di San Rocco, da tanti conosciuta come chiesa di Fundrò. Su un dipinto anonino di fine Settecento non di eccelsa fattura e in brutte condizioni, nonostante un restauro alla bell'e meglio del 1997, secondo me vi è rappresentata, in mezzo a due Santi,  la Madonna che si trova nella chiesa di fronte. Si tratta della statua di Maria SS. del Bosco portata nel 1622 dai monaci Benedettini Cassinesi dalla chiesetta della loro Abbazia nel Borgo Fundrò. E non è tutto. Si ritiene che la statua in chiesa sia opera di un Gagini. Lo stesso che ha scolpito la Madonna del Carmine (Antonello 1478-1536), oppure quello del balcone del complesso di S. Francesco in via Cavour (Vincenzo 1527-1595, figlio di Antonello) o Giandomenico (1503 ca.-1567 ca.) o Antonuzzo (figlio di quest'ultimo, operante nelle nostre Chiesa Madre e Chiesa di S. Pietro e morto a Caltagirone nel 1602)?
Dimenticavo che questa è sempre stata l'edicola più affollata durante le novene natalizie.

Gaetano Masuzzo/cronarmerina      

venerdì 12 dicembre 2014

Prima di Majorana

L'On.le Avv. Calogero Cascino
Comandante Capitano aviatore Bruno Mussolini
Fisico nucleare catanese Ettore Majorana
L'Istituto Tecnico Industriale di Piazza, prima di essere intitolato al fisico catanese Ettore Majorana (Catania 1902 - ? 1938), aveva avuto altre due intitolazioni. Nel 1864 si chiamava soltanto Regia Scuola Tecnica. Senza alcun titolo rimase anche quando, nel 1908, alla Regia Scuola Tecnica fu annessa la Regia Scuola di Avviamento Professionale a Tipo Industriale e Agrario con Arti e Mestieri. In un diploma del 1924 la Regia Scuola è chiamata Regia Scuola Industriale, dove è già consuetudine al mattino entrare al suono della sirena. Nel 1927 si ha la prima intitolazione al piazzese deputato al Parlamento e sottosegretario di Stato avv. Calogero Cascino (1864-1932?), fratello minore del gen.le Antonino. Nel 1942 la Regia Scuola, chiamata Regio Istituto Tecnico Industriale-Regia Scuola Professionale, riceve la seconda intitolazione al comandante capitano Aviatore Bruno Mussolini (Milano 1918 - Pisa 1941) figlio terzogenito di Benito Mussolini. Probabilmente questo nome dura sino al 1945, fine del II Conflitto Mondiale nonché del governo fascista. Dopo il 1945 il Regio Istituto Tecnico Industriale è chiamato Istituto Tecnico Industriale Calogero Cascino, ma nel 1982 cambia nome ricevendo la terza intitolazione al fisico nucleare, nato a Catania nel 1906 e scomparso misteriosamente nel marzo del 1938, Ettore Majorana. Le indagini sulla scomparsa¹ del professore ordinario di fisica teorica all'Università di Napoli durarono per oltre tre mesi. La famiglia seguì anche una pista che portava al Convento di S. Pasquale di Portici (NA), ma alle domande rivoltegli il padre guardiano rispose con un enigmatico: "Perché volete sapere dov'è? L'importante è che egli sia felice".

¹ Per saperne di più sulle ultime supposizioni della scomparsa del Majorana leggetevi http://www.calabriaonweb.it/2014/02/03/vi-dico-io-dove-si-rifugio-ettore-majorana-e-di-che-malattia-mori-nel-1939-in-attesa-che-la-famiglia-rompa-gli-indugi-parla-un-medico-catanzarese/ 

Gaetano Masuzzo/cronarmerina.it

giovedì 11 dicembre 2014

Via del tubo

 

Chi vìa è cössa? 

'Ncà basta ddézz a tàrga nâ cantunèra! 

Nan s' ddez bön!

Vìa du tùb o du tub'ttöngh?!

Boh? 

Cussà d' cu ggh disg'nu?

E vöi u savé?


Per gli stranieri d'Oltremanica: 
Che via è questa? Dunque basta leggere la targa sul cantone! Non si legge bene! Via del tubo o del bacchettone?! Boh! Chissà come la chiamano? E voi lo sapete?

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

mercoledì 10 dicembre 2014

Legati di Maritaggio-Conclusioni

Donzelle orfane in un'aula pel disegno, fine Ottocento
Dopo tutte queste notizie, possiamo fare quattro conti. Ogni anno, quasi sempre nel mese di aprile, 8 ragazze orfane*, che dovevano essere rigorosamente oriunde di Piazza, beneficiavano di questa generosità sulla quale, tra l'altro, non avevano alcuna voce in capitolo né al momento della prima assegnazione, né l'avrebbero avuta in seguito. Anzi dovevano considerarsi fortunate per la grazia ricevuta, dal momento che la mancanza di dote avrebbe comportato per molte come alternativa a una vita coniugale, un'esitenza fatta di clausura e di rinunce all'interno di un convento. Le 8 ragazze moltiplicate per almeno trecento anni, raggiungono il numero ragguardevole di 2.400. Ma l'eredità del sacerdote don Andrea Trigona ne prevedeva non una ma quattro da sorteggiare, pertanto ci sono da aggiungerne altre 900, per un totale di 3.300 donzelle maritate. Queste con i rispettivi mariti e prole raggiungevano oltre la metà della popolazione del paese, ovviamente spalmata su tre secoli. Nelle pagine da cui ho tratto queste interessantissime notizie sul Monte di Pietà ci sono elencati anche i nominativi delle orfane con accanto l'anno del sorteggio. Di questi, tra i quali si riscontrano molti cognomi attuali, riporto i più particolari presi a caso: Scolastica Rausa 1797, Veneranda La Praja 1800, Anna Maria Matrascia 1803, Angiola Legnoverde 1799, Maria Stuppino 1811. Voglio concludere con le parole della laureanda quando dice: Questo fu il risultato di un modo diverso di gestire la ricchezza proveniente dalla generosità di alcuni benestanti che dimostravano, con i loro nomi sulle carte dei lasciti, che il "vero" nobile è colui che riesce a distinguersi per la sua nobiltà d'animo, meglio se ricordata attraverso opere di carità e solidarietà nei confronti di persone meno abbienti. (tratto da Vania SIMONTE, Il Monte di Pietà di Piazza Armerina - I Legati di Maritaggio (secoli XVIII e XIX), Tesi di Laurea, U.S.CT, A.A. 2010/2011, Biblioteca Comunale)

*Si riscontano anche lasciti di 10 Onze all'anno extra provenienti direttamente dall'amministrazione del Monte di Pietà, aumentando ulteriormente il numero di donzelle maritate. 
Gaetano Masuzzo/cronarmerina 

martedì 9 dicembre 2014

Anche aeroplani a Piazza

Dall'1 ottobre 1941 a Piazza iniziò l'attività scolastica del Regio Istituto Tecnico Industriale per Meccanici ed Elettricisti, con annessa Regia Scuola di Avviamento Professionale, ancora intitolato al piazzese Avv. On.le Calogero Cascino (1862-1932). L'Istituto, che già ospitava oltre 700 alunni, tra i tanti laboratori aveva i reparti di fucina, di fonderia e, fiore all'occhiello, quello di aeronautica. Quest'ultimo è quello nella foto dove si vede, oltre all'insegnante responsabile insieme ai suoi assistenti, un aeroplano, di cui non conosco il modello, perfettamente funzionante oggi in mostra, come ci fa sapere sul suo video su You Tube l'ing. Aldo Lombardo, tra i quasi duecento aerei al Museo Storico dell'Aeronautica Militare presso l'Aeroporto Vigna di Valle di Bracciano (Roma). 
Gaetano Masuzzo/cronarmerina