Sepolcro barone Marco Trigona, XVII sec., Cattedrale, Piazza Armerina
Sepulcher baron Marco Trigona, 17th century, Cathedral, Piazza Armerina

mercoledì 6 agosto 2014

Luntani di CHIAZZA

La statua della Madonna della Lettera all'ingresso del porto di Messina*

 

A LI CHIAZZISI LUNTANI DI CHIAZZA


O di Chiazza li "côi" quantu sù duci
e scurdàrsili, no, nuddu è capaci !
Chiamu di Matri ca diventa cruci
si nun s' ascuta, e d' ascutarla piaci.

Vui, ca la sorti a la stranìa riduci,
e lu lammiccu nun vi duna paci,
stàtici attenti a sta chiazzisa vuci :
di Chiazza parla e sa ch' 'un vi dispiaci.

Parla di Chiazza, di Chiazza amurusu,
di lu sò Virdi, di li sò biddizzi,
comu mai nni parlò Vucca chiazzisa.

Lu vostru cori, d' Idda disiusu,
senti sta vuci e senti li carizzi
di Mamma ca pi vui sta sempri 'ntisa.

Girolamo GIUSTO, 1937


*La prima immagine della Sicilia per chi arriva dal Continente sul traghetto, possibilmente con un'arancina tra le mani.

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

martedì 5 agosto 2014

Guardando gli altri / 1

L'aidonese

Un dì l'aidonese litigò col proprio asino che non voleva saltare un fosso; e poiché quello inarcandosi gli parava la testa, egli accettò la sfida e la fecero a testate.
Dai tu che do io, la battaglia durò a lungo, e infine l'asino dovette dichiararsi vinto. 
- Ah, minchione! - gridò ansante l'aidonese, tastandosi la zucca - tu puoi vincermi benissimo per giudizio, ma in quanto a testa non me la fai: l'ho più dura della tua. 

Francesco Lanza (1897 - 1933), Mimi Siciliani, Milano 1928

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

lunedì 4 agosto 2014

Il Palio di una volta / 12

Oggi inizia un'altra serie di pubblicazioni di foto realtive al Palio dei Normanni. Questa riguarda una delle primissime edizioni e stando alle divise indossate dai militari in basso a sx (verso il centro la tipica divisa dell'avanguardista fascista) si tratta di fine anni 30 inizio anni 40. Dal panorama sullo sfondo si direbbe scattata dal Piano Sant'Ippolito, mentre i cavalieri indossano abiti di un altro periodo storico rispetto a quello dei Normanni, del '600 o del '700.  

Gaetano Masuzzo/cronarmerina 

Spettacolo teatrale

L'ASSOCIAZIONE CULTURALE
"IL BAULE DELL'ARTE"
DOMANI Martedì 5 AGOSTO 2014 ALLE ORE 20:30
PRESSO L'ATRIO BIBLIOTECA
PRESENTA LO SPETTACOLO TEATRALE

"Pot-Pourrì di VariEtà"

A cura di Antonio Cascio con la collaborazione della Scuola di Ballo dei Maestri Corallo "Dance Whit Me"

Ingresso € 10,00 Ridotto € 7,00

(Lo spettacolo verrà replicato Mercoledì 6 agosto alle ore 20:30)


domenica 3 agosto 2014

Visti dagli altri / 2

Il diocotto

Il piazzese era malato; giorno e notte in fondo al letto tossiva e sudava, e l'aria gli mancava. La moglie, disperandosi, gli faceva:
- Perché non vi raccomadate a Cristo e a San Luca, che vi fanno la grazia?
Lui si raccomadava a Cristo e a San Luca, ai santi del paradiso e alle anime del purgatorio, ma quelli più duri del muro, sicché non ne poté più, e volle il medico:
- Che Cristo e San Luca, che son di legno e non m'hanno udito! Voglio invece il medico che è vivo e mi sente.
Quegli venne e lo batté tutto come un tamburino; lo ascoltò davanti e di dietro facendolo soffiare come i mantici del duomo, e infine, parlando con la lingua di fuori, gli ordinò un diocotto, mattina e sera.
Andatosene, la moglie trasse dalla parete, dove c'era da vent'anni, un crocifisso tutto affumicato scacato dalle mosche, e lo ficcò nella pentola, facendolo bollire fino a notte; e intanto il piazzese, girandosi su l'un fianco e sull'altro, andava gemendo:
- Se Cristo crudo non mi fece nulla, che volete che mi faccia cotto?
E quella: - Gnornò, marito mio; se il dottore ve l'ha raccomadato vuol dire che cotto s'ammollisce, e vi sana. Non lo sapete che Cristo ha la testa dura?
Come dunque il brodetto fu pronto, gliene empì una gran tazza e gliela diede a bere, calda fumante; e lui sudava come un fiume, e la notte dovettero cangiargli le lenzuola, la camicia e la berretta di lana.
- Lo vedete, marito mio - faceva la moglie - che cotto vi tira il morbo dal sangue?
La mattina, svegliandosi, egli si sentì sano e sanato, e non voleva crederci; ma per più sicurezza la moglie gli diede a bere un'altra tazza del diocotto miracoloso. Poi quando fu sano del tutto e s'alzò, lo narrava per meraviglia:
- Avete inteso com'è Cristo, che per far miracoli ha da esser cotto?

Francesco Lanza (Valguarnera Caropepe 1897 - 1933), Mimi Siciliani, Milano 1928

Gaetano Masuzzo/cronarmerina

venerdì 1 agosto 2014

Visti dagli altri / 1

Irma Costa "La luna e il piazzese", Galleria Civica, Enna, 1999

 

La luna e il piazzese


Due mazzarinesi , 'mbriachi fino alle nasche come scimmie, uscirono dalla taverna ch'era notte; e per ragionarla meglio se n'andavano a braccetto a piacere dei piedi, un passo avanti e due indietro, che parevano a mare.
A un punto, sul campanile della chiesa si levò la luna, tonda come una ruota e tutta raggiante; e quelli, che gli pesava il vino, restarono allucinati a mirarla.
Uno della partita, ch'era il più cotto, gli parve il sole, e mostrandola al compagno faceva:
- Guardate compare mio, che ci è spuntato il sole tra' piedi, e noi non ce ne siamo accorti.
E l'altro, per non dargliela vinta: - 'Gnornò, che non è il sole, ma la luna, che i galli non cantano.
E quello: E io vi dico che è il sole.
E io, che è la luna.
E' il sole, è la luna, nessuno se la voleva dar persa, e se non era che non stavano dritti finiva a zuffa. Finalmente, si trovava a passare di là il piazzese, che iva a Mazzarino, pei fatti suoi; e quelli vedendolo si volsero a lui, che dicesse la sua: - O voi messere, è quello il sole, o la luna?
E il piazzese: Ahbo' io forestiero sono!  

Francesco Lanza  (Valguarnera Caropepe 1897 - 1933),  Mimi siciliani, Milano 1928

"I Mimi sono il più straordinario, singolare, originale libro del Novecento italiano"
(Vincenzo Consolo)

Gaetano Masuzzo/cronarmerina